Arion Kurtaj, l'hacker responsabile del gigantesco leak di GTA 6, è stato trasferito da una struttura ospedaliera sicura a un carcere ordinario, in seguito alla sentenza emessa a fine 2023. Kurtaj era stato riconosciuto colpevole di numerosi capi d'accusa, tra cui hacking e frode, al termine di una serie di crimini informatici culminati con l'accesso al sistema di comunicazioni interne di Rockstar e la pubblicazione online di 90 video di GTA VI, anni prima dell'uscita del gioco. Nello stesso periodo era stato diffuso online anche il codice sorgente di GTA V. A causa della sua condizione di autismo e del rischio di recidiva, Kurtaj era stato internato a tempo indeterminato in una struttura ospedaliera. Ora, però, la situazione è cambiata.
Le cose sono cambiate
Le prime notizie in merito erano emerse già a marzo, quando era stata riportata la notizia che Kurtaj era riuscito a introdurre di nascosto un telefono nella struttura, vantandosi su Snapchat di quanto fosse "fantastico" il suo soggiorno in ospedale. Da allora, però, non era arrivato alcun aggiornamento ufficiale da parte del sistema giudiziario britannico.
Come segnalato dal giornalista della BBC Joe Tidy, ripreso dall'utente @FriendlyAaron1, Kurtaj è stato effettivamente trasferito in un carcere normale, dove resterà almeno fino al nuovo processo. Il giornalista ha spiegato che le restrizioni sulla diffusione delle notizie imposte dai tribunali avevano finora impedito la copertura mediatica della vicenda. Il 14 luglio, un giudice dell'Alta Corte ha revocato tali restrizioni, permettendo così a Tidy di confermare il trasferimento di Kurtaj in cella.
La vicenda, tuttavia, non si conclude qui. Secondo quanto riportato da Tidy, l'hacker dovrà affrontare un processo penale ordinario a novembre di quest'anno, dopo essere stato dichiarato idoneo a comparire in giudizio dai medici. Resta da vedere come si evolverà la situazione, anche se, alla luce di come si erano svolti i fatti in precedenza, le prospettive per il giovane hacker non sembrano particolarmente favorevoli.