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Il capo di PlayStation all'epoca PS3 semplicemente ignorava i vertici di Sony e faceva ciò che voleva

L'ex presidente di Sony Computer Entertainment ripercorre gli anni della settima generazione, tra l'indipendenza dalla dirigenza aziendale, la rimonta commerciale della console e il rapporto umano con gli studi di sviluppo.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   13/10/2026
Kaz Hirai

Guidare una divisione strategica all'interno di una multinazionale significa spesso dover scendere a patti con la burocrazia aziendale, ma non per Kaz Hirai.

Nel corso di una conversazione con Takaya Awata (CEO di Toridoll Holdings) pubblicata dalla testata Nikkei Xtrend e tradotta da Game Observer, l'ex presidente di Sony Computer Entertainment alla guida della divisione dal 2007 al 2012 ha raccontato con trasparenza e ironia come gestiva le direttive dei massimi vertici di Sony durante la complessa era PlayStation 3.

"Ciò che dice il quartier generale è irrilevante": la filosofia di Hirai

Di fronte alle indicazioni che piovevano dai piani alti della compagnia madre, Hirai preferiva anteporre l'identità e le necessità del marchio videoludico: "Quando ero presidente di Sony Computer Entertainment e gestivo il business delle console da salotto PlayStation, ogni volta che Howard [Stringer] e gli altri dirigenti mi dicevano di fare questo o quello, andavo per la mia strada dicendo: 'Ciò che dice la sede centrale è irrilevante. Noi siamo PlayStation'."

Howard Stringer
Howard Stringer

Un atteggiamento anticonformista che si inserisce perfettamente nel DNA del brand: già negli anni '90, infatti, fu Ken Kutaragi a remare controcorrente rispetto allo scetticismo del consiglio d'amministrazione di Sony pur di portare al debutto la primissima PlayStation.

Nonostante una partenza in salita, la fermezza di Hirai e il supporto della linea software premiarono la piattaforma: PS3 ha chiuso il proprio ciclo vitale con oltre 87 milioni di unità vendute, riuscendo a spuntarla nel lungo periodo sulla rivale diretta Xbox 360. A trainare la svolta furono produzioni esclusive di primissimo piano come la trilogia di Uncharted, LittleBigPlanet, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, la serie Ratchet & Clank e il catalogo di progetti indie sul nascente PlayStation Store.

Il valore della presenza sul campo: 50 città in sei anni

Oltre all'autonomia decisionale nei confronti del consiglio d'amministrazione, un punto fermo della gestione di Hirai è stata la costante presenza fisica nei vari uffici di sviluppo sparsi per il pianeta. Per comprendere a fondo il lavoro quotidiano dei team ed evitare che la dirigenza apparisse come un'entità astratta, l'ex presidente intraprese frequenti trasferte internazionali: "Durante i sei anni in cui sono stato presidente ho visitato più di 20 Paesi e quasi 50 città. Andare una sola volta non basta."

Sony ha annunciato una nuova PS5 nera "Midnight Black", ma non per l'Italia al momento Sony ha annunciato una nuova PS5 nera Midnight Black, ma non per l'Italia al momento

Hirai ha spiegato come al primo incontro venisse spesso accolto con un comprensibile scetticismo da parte degli sviluppatori; tuttavia, il ritorno periodico nelle stesse sedi servì a dimostrare la sua genuina vicinanza ai progetti e alle persone: "Alla fine la reazione era: 'È tornato davvero, questo vecchio signore!'."

Parlando dei titoli tipici dell'era PS3, Sony avrebbe aperto alle licenze per rilanciare vecchie IP PlayStation come Sly Cooper e Killzone.

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