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Dispatch: la polemica contro la censura su Switch monta online, Nintendo risponde

Sempre più calda la temperatura intorno a Dispatch su Nintendo Switch: gli utenti sono in rivolta per la censura applicata e la comunicazione al riguardo, Nintendo risponde.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   30/01/2026
Blonde Blazer in Dispatch
Dispatch
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Monta la polemica degli utenti contro la censura di Dispatch in versione Nintendo Switch e Switch 2, con Nintendo che interviene rispondendo alle critiche e spiegando la propria posizione nella questione, ma intanto sono molti a richiedere i rimborsi.

Dopo i primi sospetti emersi a causa di artwork che apparivano modificati per cercare di ridurre possibili "nudità", nei giorni scorsi è arrivata la verità ufficiale: Dispatch è censurato in versione Nintendo Switch, come confermato da un comunicato da parte di AdHoc Studio.

Considerando la presenza di scene di nudo ma anche particolari in questo senso problematici diffusi un po' in tutto il gioco, compreso linguaggio e gesti scurrili, la gestione della censura poteva essere problematica, e a quanto pare è stata affrontata in maniera alquanto drastica e anche un po' sbrigativa, ma non è stata Nintendo a modificare i contenuti, come tiene a specificare la compagnia.

Nintendo non ha modificato direttamente i contenuti

La censura in Dispatch non è proprio leggera: in diverse occasione viene applicato un vistoso rettangolo nero a coprire le parti sensibili, una soluzione non proprio esteticamente piacevole e poco invasiva, cosa che ha incrementato il disagio degli utenti.

La risposta di Nintendo non scarica più di tanto la compagnia dalle responsabilità, a dire il vero: "Nintendo richiede che tutti i giochi sulle sue piattaforme ricevano valutazioni da organizzazioni indipendenti e soddisfino le nostre linee guida stabilite in materia di contenuti e piattaforme", ha dichiarato un portavoce di Nintendo in una dichiarazione ottenuta da GoNintendo.

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"Sebbene informiamo i partner quando i loro titoli non soddisfano le nostre linee guida, Nintendo non apporta modifiche ai contenuti dei partner. Inoltre, non discutiamo contenuti specifici o i criteri utilizzati per prendere queste decisioni".

In sostanza, si tratta di una risposta incentrata soprattutto sul modo in cui sono avvenute le censure, spiegando che non è Nintendo ad agire direttamente per modificare i contenuti, sebbene sia la compagnia a richiedere l'adeguamento di questi alle linee guida.

Da parte sua, AdHoc Studio aveva riferito che "piattaforme diverse hanno criteri di contenuto diversi" e che l'azienda ha "collaborato con Nintendo per adattare alcuni elementi in modo che Dispatch potesse essere presente sulla loro piattaforma", facendo pensare che Nintendo potesse essere responsabile direttamente delle modifiche, cosa che ha spinto alla recente risposta.

Resta una situazione ingarbugliata: l'idea è che il problema sia emerso dalla necessità di rientrare nelle linee guida richieste per la fascia d'età in cui Dispatch è stato immesso sul mercato, e secondo alcune teorie questo deriverebbe in particolare dalla classificazione CERO, il sistema di rating giapponese che sembra essere più stringente rispetto a quello occidentale.

Resta il fatto che molti utenti su Nintendo Switch non sono affatto contenti di come sia stata gestita la questione, anche perché le censure si sono rivelate particolarmente invasive e antiestetiche.

Una discussione su Reddit sta invitando gli utenti a richiedere rimborsi per l'acquisto del gioco su Switch, con tanto di istruzioni su come impostare la richiesta per poter accedere a una soluzione che, notoriamente, non è facile raggiungere su Nintendo eShop, ma evidentemente qualcuno ci sta riuscendo.

Anche AdHoc Studio è finita nella bufera, ovviamente: secondo alcuni utenti, il fatto che la verità sull'integrità dei contenuti sia arrivata solo nel momento del lancio è visto come una mossa subdola per non inficiare le prenotazioni.