HOT

Dmitry Glukhovsky condannato a otto anni di carcere dal regime russo, è l'autore di Metro 2033

A causa di un post Instagram in cui criticava l'operato delle forze armate russe, lo scrittore Dmitry Glukhovsky è stato condannato a otto anni di carcere.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   11/08/2023
Dmitry Glukhovsky condannato a otto anni di carcere dal regime russo, è l'autore di Metro 2033

Dmitry Glukhovsky, autore del celebre romanzo Metro 2033 da cui 4A Games ha tratto la sua serie di videogiochi, è stato condannato a otto anni di carcere per aver criticato le forze armate russe in un post su Instagram.

Fortunatamente Glukhovsky non vive in Russia, dunque la condanna (emessa lo scorso 7 agosto in contumacia) non può essere eseguita fintanto che non farà ritorno in patria. Lo scrittore non è ovviamente l'unico a essere stato accusato e condannato per avere espresso opinioni a supporto dell'Ucraina.

Subito dopo l'inizio dell'invasione, il parlamento russo ha infatti istituito una legge per cui chiunque diffonda "fake news" in merito alla guerra attualmente in corso rischia fino a quindici anni di detenzione. La definizione di cosa sia "fake" ovviamente spetta al regime.

La guerra in Ucraina nell'industria videoludica

S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl
S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl

La condanna di Glukhovsky non è l'unico episodio legato alla guerra che ha coinvolto in qualche modo l'industria videoludica. L'esempio più concreto delle conseguenze dell'invasione è probabilmente quello di GSC Game World, il team di sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl, che sta portando avanti il progetto in condizioni a dir poco difficili.

Ci sono poi tutte le situazioni in cui studi anche consolidati hanno scelto di abbandonare il territorio russo, come accaduto a Wargaming, il cui capo è stato aggiunto alla lista dei terroristi dalla bielorussia proprio per via delle sue scelte dopo lo scoppio del conflitto.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.