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Dragon's Dogma 2 su Nintendo Switch 2 promosso da Digital Foundry, ma la perfezione è ancora lontana

Digital Foundry promuove la versione Switch 2 di Dragon's Dogma 2: il port sorprende per qualità visiva e scelte tecniche, ma resta frenato da compromessi e prestazioni ancora lontane dalla perfezione.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   13/10/2026
Un combattimento in Dragon's Dogma 2
Dragon's Dogma II
Dragon's Dogma II
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Digital Foundry ha pubblicato una nuova analisi dedicata alla versione Nintendo Switch 2 di Dragon's Dogma 2, arrivata nei negozi la scorsa settimana assieme all'espansione Dark Arisen.

Il titolo, che al lancio nel 2024 aveva messo in difficoltà anche PS5 e Xbox Series X|S, si presenta ora in una forma sorprendentemente solida sulla nuova console Nintendo, pur con compromessi evidenti e alcune criticità lato prestazioni.

Non mancano compromessi e problemi, ma nel complesso il risultato è positivo

Il primo elemento positivo riguarda la qualità dell'immagine e il confronto diretto con Xbox Series S, la piattaforma più vicina per potenza. Su Switch 2, le ombre risultano più stabili e meno "sporche" rispetto alla console Microsoft, mentre l'assenza totale di tearing contribuisce a un'esperienza visiva più pulita. L'uso del DLSS di NVIDIA fa ancora una volta la differenza: la ricostruzione dell'immagine parte da una risoluzione interna di circa 540p in modalità docked, ma il risultato finale a 1080p appare più coerente e meno tremolante rispetto al checkerboard rendering impiegato su Series S. In portatile, il target è 720p, con una risoluzione interna più bassa, ma la qualità complessiva rimane accettabile.

Naturalmente, questi risultati sono ottenuti attraverso una serie di tagli mirati. La versione Switch 2 rinuncia all'illuminazione globale con ray-tracing, sostituito da una soluzione più semplice e visivamente piatta, soprattutto negli interni. Anche la densità della vegetazione, il dettaglio del terreno, la qualità dei riflessi in screen‑space e il numero di luci capaci di proiettare ombre risultano ridotti. Inoltre, il pop‑in degli NPC, già presente sulle altre piattaforme, rimane un problema anche su Switch 2. Nel complesso, però, i compromessi appaiono ragionati rispetto all'hardware della console, anche se il confronto diretto con PS5 e Series X|S evidenzia differenze marcate in alcune scene.

Tuttavia, il vero limite riguarda le prestazioni. Nessuna delle tre modalità grafiche offre un'esperienza pienamente convincente: il preset a 30fps soffre di frame pacing irregolare, l'opzione con framerate sbloccato oscilla tra 35 e 50fps ma non beneficia di un VRR che aiuti a "digerire" le fluttuazioni dei fotogrammi, mentre la modalità con frame generation, che parte da una base di 30 fps reali per arrivare a 60 fps tramite IA, migliora la fluidità percepita al costo di una latenza elevata, misurata intorno ai 130ms.

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Digital Foundry ritiene che Capcom possa migliorare la situazione tramite degli aggiornamenti post-lancio, forte dei risultati ottenuti con altri titoli realizzati in RE Engine, il motore grafico proprietario della casa giapponese, su Nintendo Switch 2. A ogni modo, tirando le somme, nonostante le imperfezioni, il lavoro svolto rimane notevole e dimostra la capacità del team di adattare un GDR estremamente esigente a un hardware da console portatile.

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