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I licenziamenti in Humble Games sembrano dimostrare il paradosso delle etichette pseudo-indie

Forse far gestire produzioni indie ad etichette che non hanno praticamente nulla di indipendente non è un'idea vincente, considerando che può crearsi un paradosso distruttivo.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   25/07/2024
Un'immagine con vari personaggi dai giochi Humble Games

Tra le migliaia di licenziamenti visti tra il 2023 e il 2024 dobbiamo annoverare anche la quasi totalità di Humble Games, con lo studio che ufficialmente sembra non sia stato chiuso ma poco ci manca, considerando che la presunta "ristrutturazione interna" ha praticamente fatto fuori tutto l'organico attivo all'interno del publisher. Anche l'etichetta in questione rientra in quella gestione pseudo-indie che ha trovato ampiamente piede negli anni scorsi ma che, evidentemente, ora comincia a dimostrare delle evidenti crepe, dovute probabilmente al paradosso su cui queste compagnie si fondano: dovrebbero basarsi su produzioni indipendenti, sostenibili e di piccola portata ma poi si portano dietro aspettative da titoli tripla A in certi casi, determinando una discrepanza potenzialmente letale che grava sulle spalle degli sviluppatori.

Il discorso fatto da Emilee Kieffer, tra i 36 licenziati in blocco con l'iniziativa riferita nelle ore scorse, è emblematico di questa tendenza: "L'industria dei videogiochi è volatile, è stata inondata da persone che vogliono solo una crescita esponenziale a scapito della realizzazione di grandi giochi con grandi team", ha riferito, intendendo "grandi" in senso qualitativo, in questo caso. "Miliardari e amministratori delegati stanno realizzando profitti record a spese dei dipendenti che creano i prodotti", ha aggiunto la Kieffer, e questo applicato a un'etichetta che dovrebbe essere specializzata in giochi indie ha particolarmente poco senso, visto che questo ambito di sviluppo dovrebbe proprio ripudiare le tipiche logiche del mercato e la ricerca spasmodica della crescita esponenziale.

Gli indie dovrebbero tornare a essere totalmente indie?

Non è la prima volta che vediamo un'organizzazione del genere andare incontro a conseguenze alquanto disastrose: di recente abbiamo visto accadere una cosa simile con Private Division, l'etichetta "indie" di Take-Two.

Un'immagine di Signalis, splendido survival horror sci-fi pubblicato da Humble Games
Un'immagine di Signalis, splendido survival horror sci-fi pubblicato da Humble Games

Anche in quel caso la compagnia madre non vuole parlare di chiusura totale, ma intanto sono stati smantellati i team interni come Roll7 e Intercept Games e in gran parte bloccata la produzione. Il caso ha elementi in comune con quello di Humble Games, visto che in entrambi i casi si tratta di etichette che puntano su team piccoli e produzioni di dimensioni minori, ma sono di fatto gestite da compagnie di grosse dimensioni, in certi casi considerabili delle major come Take-Two e Ziff Davies (IGN Entertainment). Sempre di recente, un altro caso è rappresentato da Versus Evil, editore completamente chiuso da tinyBuild, anche se in questo caso la compagnia madre non può essere considerata propriamente un colosso.

Quello che emerge è comunque un rapporto difficile tra l'organizzazione da grande publisher tripla A e lo stile di produzione indie, che può avere evidentemente delle conseguenze disastrose. Bisogna comunque considerare anche il risvolto della medaglia: di chiusure ce ne sono state tantissime anche tra i team indie rimasti totalmente indipendenti, e l'assorbimento in strutture di maggiori dimensioni, tra acquisizioni totali o le possibilità di accedere a struttura di publishing di grosso calibro, possono donare agli studi di piccole dimensioni un po' di spazio di manovra aggiuntivo e anche della sicurezza in più, ma il sospetto è che questi vantaggi possano essere solo momentanei, se poi la gestione delle produzioni segue la logica dei tripla A, con la ricerca di magici poco realistici.

Questo è un editoriale scritto da un membro della redazione e non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.