Il successo commerciale di Resident Evil, che ha recentemente superato i 400 milioni di dollari d'incasso a livello mondiale, non ha evitato al film di Zach Cregger alcune critiche da parte degli appassionati storici della serie Capcom. Nonostante le recensioni positive e i risultati al botteghino, una parte della comunità ha contestato soprattutto la scelta di raccontare una storia originale, ambientata nell'universo di Resident Evil, senza utilizzare personaggi o vicende provenienti direttamente dai videogiochi. Una decisione strumentale alla visione del regista, ma che ha scontentato i nostalgici, nonostante Resident Evil non sia mai stato famoso per la bellezza delle sue storie.
Discussioni inutili
Intervistato nel podcast The Town, Cregger è tornato sulle polemiche, ammettendo di essersi sentito frustrato dal modo in cui è stata affrontata la discussione sul film. Secondo il regista, molte delle critiche si sono concentrate sul fatto che la pellicola non rispettasse le aspettative degli appassionati, nonostante non avesse mai promesso di realizzare un adattamento fedele alle storie e ai personaggi della serie.
Cregger ha ribadito di essere soddisfatto del risultato e di essere orgoglioso del film, ma ha anche riconosciuto di aver sottovalutato la reazione del pubblico più legato al materiale originale, che chiaramente è stato anche molto rumoroso. "Avrei dovuto saperlo", ha dichiarato, spiegando che avrebbe dovuto prevedere le conseguenze di una scelta simile. Ha quindi aggiunto: "Avrei dovuto capire che sarebbe andata così". Il regista aveva già definito ingenua la propria convinzione che i giocatori avrebbero accolto positivamente la sua interpretazione dell'universo di Resident Evil.
La vicenda aveva inoltre portato Cregger ad affermare che non avrebbe più lavorato a film appartenenti a franchise esistenti. Una posizione che sembra essersi parzialmente ammorbidita: durante l'intervista ha adottato un più prudente atteggiamento del tipo "mai dire mai". Il successo ottenuto con Barbarian e Weapons, secondo il regista, gli ha infatti garantito una certa libertà professionale, tanto da permettergli di affrontare i prossimi progetti senza particolari preoccupazioni per il futuro della propria carriera.
"Ormai ho già vinto nella vita e tutto quello che verrà dopo sarà un'aggiunta", ha spiegato, descrivendo il proprio approccio al cinema. Cregger ha detto di affrontare ogni nuovo film come se potesse essere l'ultimo, cercando di investire tutte le proprie energie nel progetto, indipendentemente dai risultati economici. "Voglio puntare tutto. Voglio dare ogni cosa per realizzare il miglior film di cui sono capace. Qualunque cosa succeda, che incassi molti soldi oppure nessuno, devo soltanto assicurarmi di aver dato tutto quello che avevo".
Il prossimo lavoro del regista sarà The Flood, un film di fantascienza ambientato nello spazio profondo con Jennifer Lawrence. Si tratterà della produzione più costosa della sua carriera, superando anche Resident Evil, il cui budget sarebbe stato di circa 75 milioni di dollari, esclusi i costi di marketing. Cregger ha comunque sottolineato i vantaggi delle produzioni a budget contenuto, che spesso costringono i registi a trovare soluzioni creative per aggirare le limitazioni economiche. Parallelamente, sarà coinvolto anche nella produzione di Aunt Gladys, spin-off del suo precedente film Weapons.