Intel: per il rinvio del processo a 7nm gli investitori aprono una class action

Non Intel ha dovuto rinviare il passaggio a processi produttivi a 7nm, ma questo fatto le sta facendo rischiare una class action da parte degli azionisti arrabbiati.

NOTIZIA di Luca Forte   —   02/08/2020
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Non è un periodo positivo per Intel. Il colosso della tecnologia, dopo anni di dominio sul mercato, sembra essere un po' in affanno nei confronti dei concorrenti. Il rinvio dei processi produttivi a 7nm di sei mesi, col relativo crollo del valore delle azioni, ha fatto arrabbiare molti investitori, che si sono organizzato per avviare una class action.

Secondo loro, infatti, l'azienda non sarebbe stata onesta nelle comunicazioni. Inoltre l'accusano di non essersi impegnata a sufficienza a mantenere gli impegni presi. Una convinzione evidentemente condivisa col resto del mercato: nonostante un netto aumento dei profitti registrati, il valore delle azioni è passato da 60 a 48 dollari in seguito all'annuncio.

Dopo aver perso la fornitura di Apple, ora passata ad ARM, Intel si trova a inseguire anche AMD che, grazie alla sua nuova famiglia di processori e GPU a 7nm, sta immettendo sul mercato chip convenienti ed estremamente performanti. Ma non solo, nonostante l'emergenza COVID-19 AMD sta rispettando tutte le sue tabelle di marcia, anche per quanto riguarda PS5 e Xbox Series X.

Il rinvio al 2022 dei primi chip consumer, quindi, potrebbe far perdere ad Intel parte o tutto quel margine finora costruito a vantaggio di un concorrente che fino a pochi mesi fa aveva quote marginali di mercato e che adesso, invece, sta aggredendo il mercato PC, ha in mano quello console e vuole tornare in carreggiata anche su quello delle GPU, grazie a Big Navi, una scheda con una potenza grafica pari a Nvidia GeForce RTX 3080.

Per questo motivo gli azionisti hanno chiesto allo studio Hagens Berman di istituire una class action contro la compagnia, in modo da tutelare i propri investimenti e cercare di invertire il trend.

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