It Takes Two, per Fares i giocatori dovrebbero pensare prima a finire i giochi che a rigiocarli

Josef Fares, l'autore di It Takes Two, ha chiarito il suo concetto di longevità dei giochi, affermando che bisognerebbe pensare prima a finirli che a rigiocarli.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   21/03/2021
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Intervistato dal nostro Francesco Serino per il lancio del suo nuovo titolo, It Takes Two, Josef Fares ha chiarito il suo concetto di longevità dei giochi: i giocatori dovrebbero pensare prima a finirli, che a rigiocarli.

La domanda di Serino è nata da alcune dichiarazioni rilasciate da Fares nei mesi scorsi sulla rabbia che prova nel vedere i giocatori che non terminano i giochi che iniziano:
"Un gioco deve essere lungo quanto basta, non di più. Mi chiedono sempre della rigiocabilità, ma non s'accorgono che la gente non li finisce nemmeno la prima volta questi giochi. Questo è un problema serio di questa industria. Non devi chiederti se un gioco sarà rigiocabile, ma se lo finirai una volta, e se nel finirlo ti sarai divertito o meno."

Fare ha poi esteso il concetto, chiarendolo tirando in ballo un caso celebre di gioco molto amato ma che hanno finito davvero in pochi: "Capisco che pagare 60 Dollari per tre o quattro ore di gameplay può dar fastidio, ma ci sono diverse soluzioni a questo. Per esempio, prendi The Witcher 3, uno dei giochi più venduto degli ultimi anni: lo ha finito soltanto il 30% di chi lo ha comprato, il resto a un certo punto ha detto "arrivederci"."

Quindi per Fares la rigiocabilità è un non problema che riguarda solo una ristrettissima fetta di giocatori: "E chi se ne frega della rigiocabilità, quando il problema è convincere le persone a finire il gioco la prima volta. Questo dovrebbe essere il nostro problema principale da risolvere. "