La serie Nioh di Team Ninja e Koei Tecmo non ha mai amato definirsi un "soulslike", visto anche che sin da subito ha proposto le proprie unicità alla formula resa famosa da FromSoftware e da Dark Souls (e compagnia).
Ciò non significa che abbia rifiutato l'idea di mettere in difficoltà i propri giocatori, con un livello di sfida certamente non basso. Inoltre, esattamente come i titoli di Miyazaki, Nioh non ha mai inserito dei livelli di difficoltà liberamente selezionabili. Ora, con l'arrivo di Nioh 3, il team è rimasto fedele a questa scelta di design e Masaki Fujita, game director del nuovo gioco disponibile dal 6 febbraio su PC e PS5, ha spiegato il suo punto di vista sulla questione.
Cosa ha detto il director di Nioh 3 sulla difficoltà
"Non abbiamo mai preso in considerazione l'aggiunta di impostazioni di difficoltà alla serie Nioh", ha detto Fujita quando gli è stato chiesto in un'intervista con Eurogamer se il livello di sfida in questi giochi sia fondamentale per Team Ninja.
"Riuscire a completare il gioco è qualcosa che unisce i giocatori e, dato che Nioh 3 offre ancora più varianti in termini di strategie per completare il gioco rispetto ai capitoli precedenti della serie, il nostro approccio non consiste nel cambiare l'impostazione della difficoltà quando non si riesce a superarlo."
"Il divertimento e il senso di compimento nel riuscire a comprendere il tuo personale modo per superare una situazione sono, dal nostro punto di vista, alcune delle migliori parti di questa serie", spiega Fujita. In altre parole, se si fallisce non si deve abbassare la difficoltà e aggirare così il problema, ma imparare a sfruttare tutto ciò che il gioco offre. Supponiamo che non tutti saranno d'accordo.
Se volete saperne di più su Nioh 3, potete leggere la nostra recensione.