Marvel e le dure critiche di alcuni noti cineasti: le storie dei supereroi non sono Cinema? 55

Dopo le parole di Martin Scorsese, anche Francis Ford Coppola ha assunto una posizione molto rigida nei confronti delle produzioni cinematografiche Marvel. Voi cosa ne pensate? Hanno ragione o torto?

NOTIZIA di Davide Spotti —   22/10/2019

I film realizzati dalla Marvel sono ormai da tempo entrati di prepotenza nell'immaginario comune, forti dell'inesauribile interesse generato nel grande pubblico. L'ulteriore step evolutivo è avvenuto con l'esordio al cinema di Avengers: Endgame, che nel corso dell'anno è riuscito a scalzare Avatar di James Cameron al vertice della speciale classifica dei film con i maggiori incassi di ogni epoca.

Gli universi legati ai fumetti sono stati sdoganati fino a diventare un vero e proprio fenomeno di costume e la loro spinta sembra ben lungi dall'essersi esaurita, come del resto dimostra il vasto calendario di uscite già fissate per i prossimi anni. Eppure questo modo di fare cinema non ha mancato di far storcere il naso ad alcuni grandi cineasti, chiaramente legati a un percorso espressivo che non trova corrispondenza nelle strategie industriali cavalcate da Disney.

La polemica è sorta quando il celebre Martin Scorsese - regista di pellicole di culto come Taxi Driver e Quei Bravi Ragazzi - ha dichiarato che i cinecomic non possono considerarsi cinema ma piuttosto una sorta di luna park in chiave cinematografica, "per quanto siano fatti bene e vantino attori che fanno del proprio meglio nonostante le circostanze".

Esternazioni che prevedibilmente hanno finito per sollevare un autentico vespaio tra gli appassionati e non solo. In rapida successione abbiamo assistito a una "levata di scudi" capeggiata dal regista James Gunn (Guardiani della Galassia, Suicide Squad) e dagli attori Samuel L. Jackson e Robert Downey Jr., che come ben sappiamo sono stati per anni tra i volti più iconici del Marvel Cinematic Universe.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato proprio negli ultimi giorni Francis Ford Coppola: in una recente intervista, il regista de Il Padrino e Apocalypse Now ha dichiarato che Scorsese è stato addirittura fin troppo buono nella sua disamina dell'argomento. Rileggiamo le sue parole: "Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema ha ragione, perché ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema, di ottenere qualcosa, un'illuminazione, qualche conoscenza, dell'ispirazione. Non se se qualcuno possa ottenere qualcosa dal vedere la stessa cosa ripetuta ogni volta. Martin è stato anche troppo buono quando ha detto che questo non è cinema. Non ha detto che è una cosa spregevole, che è invece quello che dico io".

Ora, premettendo che le considerazioni di due dei maggiori cineasti viventi abbiano per forza di cose il loro peso - come ha fatto notare anche il regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi - crediamo che l'intera querelle rimanga piuttosto inconsistente. Se è vero, come è vero, che i cinecomic non possano avere lo stesso peso specifico di grandi pellicole realizzate da autori fondamentali come un Kubrick, un Lynch o un Hitchcock, è altrettanto innegabile che si tratti di un modo molto efficace di fare intrattenimento rivolgendosi a un pubblico trasversale. A ben vedere non era poi tanto diverso quando negli anni '80 al centro dei riflettori c'erano pellicole poi entrate a far parte della cultura pop come Indiana Jones o Ritorno al Futuro, o quando la stessa Disney cavalcava l'onda dei Pirati dei Caraibi. Semmai si potrebbe discutere della quantità, tenendo conto che di alcuni film Marvel proposti in questi anni avremmo fatto volentieri a meno (gli ultimi X-Men ne sono l'esempio lampante).

C'è però da considerare anche l'altro lato della medaglia, di cui siamo stati tutti testimoni con il recente trionfo di Joker al Festival del Cinema di Venezia. Il film di Todd Phillips è probabilmente il tentativo più riuscito di prendere un personaggio proveniente dai fumetti - molto riconoscibile (e riconosciuto dalle masse) - per cucirci attorno una rappresentazione dall'impronta spiccatamente autoriale. A suo modo ci aveva già provato - con risultati a nostro avviso davvero degni di nota - anche Christopher Nolan con la sua trilogia di Batman. D'accordo non si tratta degli universi Marvel, ma il concetto è quello. Viene quindi da chiedersi se sia effettivamente il caso di generalizzare e se Scorsese e Coppola abbiano effettivamente avuto modo di analizzare le suddette opere per cogliere le inevitabili scale di grigio che sussistono anche in questo sottogenere.

Voi cosa ne pensate delle recenti polemiche sul tema? Le pellicole tratte dagli eroi dei fumetti sono sopravvalutate? Parliamone.