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Metà dei commenti contro l'addio ai dischi di Sony sarebbero falsi

Una ricerca sostiene che quasi la metà dei commenti pubblicati ad agosto contro l'addio ai dischi di Sony siano stati generati da bot.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   14/10/2026
PS5 Pro

Stando a una ricerca condotta dalla società Cyabra, quasi la metà dei commenti contro l'addio ai dischi di Sony sarebbero falsi, generati da bot che evidentemente sono stati attivati al fine di generare un determinato tipo di traffico.

Tutto ciò, secondo questo rapporto, sarebbe avvenuto in corrispondenza con il ben noto "sciopero" degli utenti PS5 organizzato lo scorso agosto, che come sappiamo non è riuscito a coinvolgere un numero sufficiente di persone e dunque a incidere realmente sugli affari dell'azienda giapponese.

La ricerca parla di circa mille profili falsi e un milione di visualizzazioni che avrebbero spinto i numeri della protesta sui social, cercando di fare in modo che l'ondata di risentimento coinvolgesse il maggior numero possibile di persone reali, come accade per molte strategie di questo tipo.

Lo sciopero degli utenti PS5 non ha prodotto risultati apprezzabili Lo sciopero degli utenti PS5 non ha prodotto risultati apprezzabili

Tuttavia, come già detto, lo sciopero non ha prodotto risultati apprezzabili: gli utenti effettivamente coinvolti sono stati troppo pochi perché Sony avvertisse davvero il peso di questa protesta, che pure aveva delle motivazioni legittime.

Non esiste un vero movimento pro-fisico?

È chiaro che, alla luce di ricerche come questa, ci si chiede se un movimento pro-fisico esista davvero o se la stragrande maggioranza degli utenti siano ormai convinti sostenitori del digitale, al punto da disinteressarsi anche dei risvolti legati a strategie come quella annunciata da Sony.

Dietro l'abbandono dei dischi, infatti, si nascondono aspetti di grande rilevanza, che non si limitano a una minore libertà di scelta e abbracciano questioni come la probabile scomparsa dei meccanismi che regolano la concorrenza nel mercato retail.

Sony potrebbe infatti diventare un monopolista e il PlayStation Store sarebbe a quel punto l'unica piattaforma presso cui acquistare i suoi giochi, con tutto ciò che può derivare da uno scenario simile in termini di variabilità dei prezzi e convenienza effettiva.

Un certo coinvolgimento, però, c'è stato

Le indagini effettuate da Cyabra hanno messo in luce una situazione preoccupante, ma hanno anche avuto il merito di sottolineare gli sforzi reali dietro la protesta, quelli provenienti da persone vere, che hanno aderito alle campagne nel tentativo di portare avanti le proprie posizioni circa l'abbandono del formato fisico.

PS5
PS5

La ricerca rivela infatti che il 28% dei post più rilevanti sull'argomento sarebbero stati pubblicati da utenti reali, dotati di meno di cinquemila follower, che sono riusciti a far diventare i propri messaggi virali dopo aver intercettato il sentimento di una parte della community che evidentemente esiste e non si è arresa di fronte alle decisioni che si concretizzeranno a partire dal prossimo anno.

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