Emergono nuovi retroscena sulla triste vicenda che ha coinvolto EA e i licenziamenti di circa 400 dipendenti, tra cui la cancellazione di alcuni progetti e la tanto discussa chiusura di BioWare. I colleghi di Vertical Slice hanno intervistato diversi dipendenti ed ex dipendenti dell'azienda e, come si poteva immaginare, il morale non è esattamente dei migliori.
Dalle testimonianze sono emerse alcune dinamiche interne, tra cui una sorta di "cultura del segreto" che circonderebbe i licenziamenti e una generale mancanza di trasparenza sulle modalità con cui affrontare la situazione. Precisiamo, ovviamente, che ci limitiamo a riportare le informazioni raccolte dalla testata, che ha già dichiarato di aver contattato EA per chiedere chiarimenti in merito.
Una cultura del segreto
Come anticipato, Vertical Slice ha intervistato diversi dipendenti ed ex dipendenti di EA. Dalle loro testimonianze emergerebbe una sorta di "cultura del segreto" che circonda i licenziamenti. Nello specifico, un'ex dipendente ha raccontato che alcuni suoi colleghi sono venuti a conoscenza del suo licenziamento soltanto dopo aver visto un suo post su LinkedIn, nonostante lavorassero a stretto contatto con lei. Si tratterebbe di una politica adottata da EA per "tutelare la privacy di chiunque sia coinvolto", una giustificazione che, stando alle testimonianze raccolte, non convincerebbe affatto i dipendenti.
"Ho il sospetto che lo si faccia per isolare i licenziati", ha detto una fonte. "A seconda dell'entità dei licenziamenti, potrebbero volerci una o due settimane, o anche di più, per ritrovare l'equilibrio e capire cosa fare". La situazione avrebbe ripercussioni anche sul normale flusso di lavoro: secondo le testimonianze raccolte, potrebbero volerci settimane per ritrovare un equilibrio, capire come proseguire i progetti e organizzarsi dopo i tagli al personale.
Questo tipo di approccio, tuttavia, non sarebbe una novità. Secondo diverse fonti, i dipendenti verrebbero invitati a partecipare a una chiamata su Zoom con la chat disattivata e gli altri partecipanti nascosti, per poi ricevere la comunicazione del licenziamento senza avere la possibilità di porre domande o salutare i colleghi.
"Vieni licenziato perché per loro sei soltanto un numero su una lista", ha raccontato un'altra fonte. "Non c'è mai una reale comprensione del progetto a cui stai lavorando".
Morale a terra
L'acquisizione di EA, conclusa per 55 miliardi di dollari da un consorzio di investitori guidato dal Fondo per gli investimenti pubblici dell'Arabia Saudita, rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione. L'operazione ha infatti lasciato l'azienda con circa 20 miliardi di dollari di debiti da ripagare. Secondo le testimonianze raccolte, EA starebbe dando sempre più priorità ai profitti, a discapito del benessere dei propri dipendenti.
"Il morale era a terra", ha raccontato un dipendente. "Ci ripetevano continuamente che dovevamo 'fare meno, ma meglio', ma in realtà sembrava che ci venisse chiesto di portare avanti la stessa mole di lavoro con meno persone. I vertici aziendali erano entusiasti di Claude e delle potenzialità dell'intelligenza artificiale generativa, con grande disappunto del mio team".
Non sono mancati commenti piuttosto duri sulla situazione attuale. Secondo alcune delle persone intervistate, all'interno dell'azienda si respirerebbe ormai da tempo un clima di crescente declino. "Il fatto che la recente e-mail sui cambiamenti organizzativi sembrasse scritta da un robot riassume perfettamente ciò che è diventata EA. Un luogo freddo e senz'anima, che sta lentamente andando in rovina mentre i dirigenti arraffano fino all'ultimo centesimo, lasciando a noi il problema di come mantenere le nostre famiglie".
Nel frattempo, Jennifer Hale (interprete della Shepard femminile nella trilogia originale di Mass Effect) e Mark Darrah, produttore della serie Dragon Age, ritengono che EA non abbia mai capito davvero BioWare, criticando la gestione dello studio.