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Pare che gli americani odino i data center IA, perché distruttivi

Mentre negli Stati Uniti si moltiplicano i data center per l'intelligenza artificiale, cresce anche l'opposizione delle comunità locali.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   02/11/2026
Una festa dentro un data center

La reazione negli Stati Uniti alla costruzione di nuovi data center sta diventando sempre più dura e oppositiva. Dopo la notizia della cancellazione, da parte di Amazon, di quattro nuove strutture a seguito delle proteste, un nuovo sito ha provato a misurare quanto il sentimento pubblico verso i data center sia sempre più negativo. Si chiama American Sentiment ed è gestito da Prophecy Gov, startup di intelligenza artificiale con sede a San Francisco. Il progetto ha raccolto e organizzato 10.202 commenti pubblici, pronunciati nel 2026 durante 417 riunioni di governi locali, in un archivio consultabile di dati e statistiche.

Odio diffuso

I numeri sono poco incoraggianti per chi costruisce queste infrastrutture. Secondo i dati, che coprono 48 stati e 906 incontri pubblici, il 90,5% dei commenti è negativo, solo il 7% esprime un giudizio positivo e il restante 2,5% si limita a porre domande. Nel 73% delle riunioni non si è fatto sentire nemmeno un sostenitore dei data center, e dove ce n'erano, i favorevoli erano in inferiorità di sei a uno. Gli autori del sito ricordano che i commenti pubblici non rispecchiano necessariamente il sentimento reale del Paese, ma sottolineano come il dibattito abbia raggiunto un livello di forte tensione.

La preoccupazione più citata è il consumo di acqua, che comre saprete è davvero ingentissimo. A maggio era stato segnalato il caso di un singolo progetto che avrebbe consumato 29 milioni di galloni d'acqua, al punto che i residenti avevano notato un calo della pressione idrica. Un mese dopo, Microsoft aveva affermato che i suoi nuovi data center per l'IA usano ogni anno una quantità d'acqua paragonabile a quella di un ristorante. Al secondo e al terzo posto tra le lamentele compaiono l'impatto sulla qualità della vita locale e la scarsa trasparenza sui progetti. Molti, inoltre, non credono che i benefici promessi si concretizzeranno.

Intel sposta parte della produzione di CPU dai PC ai server per soddisfare la domanda legata all'IA Intel sposta parte della produzione di CPU dai PC ai server per soddisfare la domanda legata all'IA

Un dato forse sorprendente riguarda l'intelligenza artificiale: quattro commenti su cinque non la menzionano affatto, e solo il 21% vi fa riferimento. Quando le aziende vengono nominate, i bersagli sono i grandi nomi del settore, da Google ad Amazon, da Meta a Microsoft. Le critiche diventano anche personali: il più citato è Elon Musk, seguito da Sam Altman, poi da Peter Thiel di Palantir, davanti a Mark Zuckerberg e a Jeff Bezos, quest'ultimo chiamato in causa in relazione ad Amazon.

Opposizione trasversale

L'opposizione, in un Paese spesso descritto come diviso, risulta trasversale: le contee a maggioranza repubblicana e quelle democratiche si dicono contrarie con frequenza pressoché identica, anche se le motivazioni cambiano. Nelle aree rurali pesano soprattutto il carattere della comunità, i terreni agricoli e i diritti di proprietà; in quelle urbane e suburbane prevalgono trasparenza, sfiducia verso le istituzioni, inquinamento atmosferico e costo delle bollette.

Sul fronte ambientale, un rapporto di inizio mese aveva avvertito che i data center statunitensi potrebbero cancellare quindici anni di progressi nella riduzione dei gas serra.

Il gruppo più favorevole è quello dei lavoratori sindacalizzati, che nel 79% dei casi si dice a favore. Tra proprietari di immobili e residenti, invece, il consenso si ferma al 3%, e persino tra chi lavora nei data center solo il 40% li sostiene.

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