Il DLC di Crimson Desert, Charting the Unknown, è uscito da poco e ha introdotto diverse novità. Non tutte le recensioni sono state particolarmente positive e John Buckley, responsabile della comunicazione presso Pocketpair, lo studio di Palworld, ne ha approfittato per difendere il gioco senza mezzi termini. Secondo lui, Crimson Desert è un gioco estremamente sottovalutato, nonché uno dei titoli tecnicamente più ambiziosi dell'ultimo decennio. La sua natura sperimentale, tuttavia, finisce per essere oscurata dai soliti AAA convenzionali, che continuano a ricevere riconoscimenti pur proponendo formule ormai consolidate e poco coraggiose.
Un gioco sottovalutato
Come anticipato, Buckley ha condiviso su X una recensione del DLC, dichiarandosi in disaccordo con il giudizio espresso. Secondo il responsabile di Pocketpair, Crimson Desert è uno dei giochi più ambiziosi degli ultimi anni, ma viene ingiustamente sottovalutato perché si discosta dai classici RPG narrativi lineari, puntando su un'esperienza più libera e ricca di meccaniche. "Crimson Desert è uno dei giochi tecnicamente più ambiziosi che abbiamo visto nell'ultimo decennio ma, non essendo l'ennesimo RPG narrativo lineare che offre soltanto un'illusione di libertà, continua a essere sottovalutato", ha scritto.
"La maestria tecnica necessaria per realizzare un gioco così vasto e ricco di meccaniche è incredibile. Non è necessario che vi piaccia ogni suo aspetto, ma almeno la sua enorme ambizione meriterebbe un po' di riconoscimento, non credete?"
Ha poi criticato l'atteggiamento di chi invoca maggiore innovazione e coraggio da parte degli sviluppatori, per poi continuare a premiare sempre gli stessi giochi AAA convenzionali, basati su formule e meccaniche ormai consolidate e riproposte da anni. "La stagione dei premi si avvicina e riesco già a immaginare le scuse che verranno tirate fuori per spiegare perché Crimson Desert non riceverà il riconoscimento che merita. È frustrante. Passiamo tantissimo tempo a dire che vorremmo vedere gli sviluppatori innovare e correre dei rischi, ma poi finiamo per premiare, ancora e ancora e ancora, gli stessi giochi AAA convenzionali e privi di rischi".
Ha poi riconosciuto che il gioco presenta indubbiamente alcuni difetti, ribadendo però di preferire giochi così ambiziosi e capaci di osare, anche a costo di qualche imperfezione, piuttosto che gli ennesimi AAA costruiti sulle solite formule. "Crimson Desert non è perfetto, ma preferisco di gran lunga vedere gli sviluppatori cimentarsi in qualcosa di veramente ambizioso e, a volte, non riuscire a raggiungere l'obiettivo, piuttosto che continuare a realizzare gli stessi giochi a cui giochiamo da 15 anni".
Un potenziale enorme
Alcune recensioni pubblicate, tra cui quella di IGN condivisa dallo stesso Buckley, riconoscono l'ambizione di Crimson Desert, ma evidenziano anche diverse criticità del DLC. Tra queste figurano missioni narrative poco ispirate e ripetitive, oltre alla tendenza ad aggiungere continuamente nuovi contenuti senza approfondire adeguatamente quelli già presenti. È bene precisare che queste considerazioni riguardano il DLC e non il gioco principale.
Anche noi, nella nostra recensione di Crimson Desert, avevamo evidenziato un'enorme quantità di attività disponibili, molte delle quali, però, risultavano piuttosto superficiali e inserite in modo poco organico nell'esperienza complessiva. Ciò non toglie che il titolo possa vantare un mondo di gioco vastissimo e visivamente spettacolare, ricco di attività e missioni variegate, accompagnato da un sistema di progressione decisamente soddisfacente. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.