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Rebel Wolves spiega il successo di The Blood of Dawnwalker: "Non inseguiamo le mode del mercato"

Il successo di The Blood of Dawnwalker nasce da una filosofia precisa: niente inseguimento dei trend del mercato. "Siamo dei ribelli", spiega Rebel Wolves parlando del suo RPG.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   01/11/2026
Artwork di The Blood of Dawnwalker
The Blood of Dawnwalker
The Blood of Dawnwalker
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Il successo di The Blood of Dawnwalker non sarebbe il risultato di analisi di mercato o strategie per inseguire le tendenze del momento. Al contrario, secondo Rebel Wolves, il debutto dello studio polacco è nato da una filosofia diametralmente opposta: realizzare semplicemente il gioco che gli sviluppatori stessi avrebbero voluto giocare.

L'argomento è emerso durante una visita organizzata presso la sede dello studio a Varsavia, raccontata dal portale Inven. Nel corso dell'incontro, alcuni rappresentanti dello studio hanno spiegato le motivazioni che hanno portato alla nascita della software house fondata nel 2022 da Konrad Tomaszkiewicz, già game director di The Witcher 3: Wild Hunt, insieme ad altri veterani provenienti da CD Projekt RED.

Secondo quanto riferito da un rappresentante marketing dello studio, uno degli obiettivi principali era creare un ambiente che permettesse al team di concentrarsi sullo sviluppo dei propri progetti senza essere influenzato dalle pressioni tipiche delle società quotate in borsa o da scadenze eccessivamente aggressive.

"Siamo dei ribelli"

"Volevamo creare un ambiente in cui potessimo concentrarci interamente sul progetto senza essere guidati dalle pressioni del mercato azionario o da scadenze troppo strette", ha spiegato il portavoce.

La filosofia di Rebel Wolves è stata riassunta in una dichiarazione particolarmente diretta: "Siamo dei ribelli. Non vogliamo seguire i trend. Vogliamo creare giochi che noi stessi vorremmo giocare e apprezzare".

Rebel Wolves sottolinea che, pur potendo contare sul supporto di partner esterni come NetEase, che possiede una quota di minoranza dello studio, e di Bandai Namco in qualità di publisher, lo studio mantiene il pieno controllo creativo dei propri progetti.

The Blood of Dawnwalker: la recensione di un gioco di ruolo vero The Blood of Dawnwalker: la recensione di un gioco di ruolo vero

Questa impostazione si riflette anche nelle caratteristiche di The Blood of Dawnwalker. Lo studio ha dichiarato di voler concentrarsi su GDR single player fortemente narrativi e privi di microtransazioni. Tra gli elementi più discussi del gioco figura inoltre il sistema temporache impone al protagonista Coen trenta giorni e trenta notti per tentare di salvare la propria famiglia. Una meccanica che ha diviso parte del pubblico, ma che rappresenta bene la volontà del team di sperimentare soluzioni meno convenzionali invece di seguire formule considerate più sicure.

Del resto, l'ambizione di Rebel Wolves sembra andare ben oltre il primo capitolo. Lo studio ha già descritto The Blood of Dawnwalker come l'inizio di una saga più ampia, con l'intenzione di espandere l'universo narrativo attraverso futuri capitoli ambientati in epoche e contesti differenti. Ad esempio, durante la Gamescom abbiamo avuto un esempio di come le avventure di Coen potrebbero arrivare ai giorni nostri.

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