Ryukishi07, sceneggiatore di Silent Hill f, ha rivelato in un'intervista che il produttore della serie, Motoi Okamoto, gli ha spiegato che Silent Hill non è un luogo bensì un fenomeno, ed è per questo motivo che è stato possibile ambientare l'ultimo episodio in uno scenario differente.
"Ho discusso di molte cose con il producer della serie, Motoi Okamoto, durante un incontro che abbiamo avuto dopo che mi è stato chiesto di scrivere la sceneggiatura di Silent Hil f", ha raccontato Ryukishi07. "Perché è ambientato in Giappone? Che cos'è esattamente Silent Hill?"
"Alla fine siamo giunti alla conclusione che Silent Hill non è semplicemente il nome di un luogo, bensì di un fenomeno. Col senno di poi, penso di essere riuscito a creare una base piuttosto soddisfacente per la storia e il mondo di gioco partendo proprio da questa idea."
A ben vedere, si tratta di un concetto non nuovo per il franchise Konami: già ai tempi di Silent Hill: The Short Message è stata avanzata una teoria simile, che peraltro ha diviso profondamente la community.
Il luogo è l'Otherworld
Alcune settimane fa Motoi Okamoto ha accennato alla possibilità di portare la serie di Silent Hill anche in altre location, riallacciandosi proprio a questo concetto del fenomeno piuttosto che del luogo. Un luogo, tuttavia, esiste davvero ed è sempre lo stesso: l'Otherworld.
È proprio questo spazio sovrannaturale a rappresentare l'effettivo scenario dei diversi capitoli di Silent Hill, piuttosto che la cittadina che fa da tramite verso tale mondo esterno e insidioso, abitato da creature frutto delle paure e dei traumi delle persone.