Brian Bucklew, co-creatore di Caves of Qud, ha parlato con PC Gamer della volontà di portare innovazione nel mercato videoludico. Caves of Qud è un gioco particolare, con tanti sistemi dinamici e complessi, ma secondo Bucklew non è ancora abbastanza.
Ritiene infatti che negli ultimi 20 anni abbiamo sempre giocato con gli stessi tipi di design videoludici ed è arrivato il momento di andare oltre.
I pensieri sull'innovazione di Brian Bucklew
Bucklew afferma prima di tutto che i giochi d'oggi non sfruttano davvero la banda di rete a cui abbiamo accesso, dicendo che sono giochi "da 1 MB", sebbene tutti abbiano almeno "25 MB" e alcuni anche "1 GB".
Afferma anche che i giochi non sfruttano appieno le CPU, puntando al massimo sulle GPU. Sebbene graficamente siano complessi, i videogiochi d'oggi simulano mondi molto semplici. Sebbene il nuovo CoD del momento sia visivamente bellissimo, la CPU non deve fare molto se non far muovere qualche personaggio e capire dove colpirà un proiettile.
Giochi invece che lavorano di più sulla generazione procedurale e su simulazioni complesse, come Minecraft, Dwarf Fortress o Caves of Qud, sono più intensi sulla CPU, ma si potrebbe fare ancora di più secondo Bucklew.
A suo dire, nessun gioco sta davvero saturando la capacità computazionale delle macchine da gioco, perché i design videoludici dei titoli d'oggi sono ancora quelli del 2005, quando c'erano piattaforme molto più deboli. Bucklew porta come esempio il fatto che stiamo ancora giocando a titoli come meno di 100 giocatori, così come titoli che sfruttano un singolo core per la simulazione e usano gli altri per il rendering grafico.
L'idea del team di Caves of Qud è creare qualcosa che usi davvero la potenza delle CPU di oggi, qualcosa che non tutte le macchine da gioco saranno magari in grado di eseguire, così come Caves of Qud - il cui sviluppo è in realtà iniziato 17 anni fa - non funzionava sui computer dell'epoca. Voi cosa ne pensate?