Xbox Series S, si avvicina l'annuncio della console economica: buona strategia o troppa confusione?

Con la comparsa del nome Xbox Series S sulla presunta confezione del controller next gen di Microsoft, sembra ormai quasi confermata l'esistenza di Xbox Lockhart come modello secondario in arrivo.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   10/08/2020
197

Nella costante conversazioni sulla next gen incombente, è tornata prepotentemente in primo piano la questione di Xbox Series S, ovvero quello che sembra essere ormai il nome ufficiale della presunta Xbox Lockhart, la console economica e con caratteristiche hardware ribassate che dovrebbe rappresentare un'alternativa più aggressiva, dal punto di vista del prezzo, per la nuova generazione targata Microsoft. È davvero da molto tempo che si parla di questo argomento: fin dalle prime voci sulla next gen della casa di Redmond erano emersi documenti e testimonianze sulla presenza di due console parallele, una più potente identificata con il nome in codice Anaconda e una più leggera sul fronte hardware ma destinata ad essere venduta a un prezzo più basso, identificata come Lockhart. La comunicazione ufficiale di Microsoft si è concentrata dal dicembre scorso solo su Xbox Series X, ma anche la stessa denominazione della nuova console sembrava implicare la presenza di diverse scelte possibili con la next gen, vista la presenza del termine "Series" a identificare una classe di hardware e l'accento posto semplicemente sul nome Xbox a evidenziare la presenza di una famiglia di macchine, più che un modello singolo.

Pur non avendo mai avuto conferme al riguardo, molte fonti affidabili si sono sempre dette certe dell'esistenza di Lockhart, arrivando anche a parlare di possibili caratteristiche hardware con una configurazione da 4 TeraFLOPS sensibilmente meno potente dei 12 caratterizzanti Series X ma con la medesima base in termini di CPU che avrebbe comunque garantito la compatibilità totale di tutti i giochi next gen. Questi aspetti sono ancora da chiarire, così come l'eventuale possibilità che Series S possa essere incentrata soprattutto sul cloud gaming attraverso Project xCloud, ma la recente comparsa del nuovo controller di Xbox Series X con tanto di confezione sembra rappresentare la conferma più convincente dell'esistenza della console economica, visto che sulla scatola compare chiaramente il nome di Xbox Series S, che potrebbe essere annunciata entro tre settimane, secondo alcune fonti. A questo punto è lecito aprire il dibattito sulla questione, visto che si tratta sostanzialmente di una situazione piuttosto inedita nel mercato videoludico: il lancio di un modello secondario dotato di potenza minore ma anche prezzo più basso è una mossa strategicamente valida o tende a creare soprattutto confuzione nell'utenza? Siamo qui a un'estremizzazione del concetto già introdotto da PS5 con il doppio modello della console da lanciare sul mercato: nel caso della console Sony la differenza tra i due è data solo dalla presenza del lettore ottico, in questo caso si tratta di due macchine sostanzialmente differenti, il cui scarto in termini di prezzo dovrebbe essere conseguentemente molto più alto.

Xbox Series S


Dalla prospettiva del videogiocatore duro e puro, una soluzione del genere desta mille dubbi ed è destinata probabilmente a far storcere il naso: nessun hardcore gamer punterebbe ad acquistare una console "castrata" sul fronte dell'hardware solo per pagare un prezzo più basso, inoltre tale organizzazione dei modelli introduce l'inquietante sospetto che anche i giochi per Xbox Series X possano essere limitati dalla necessità di funzionare anche su un hardware meno prestante, con tutto il caos che questo peraltro può causare agli sviluppatori. Accecato dalla passione ardente, al giocatore hardcore manca però la visione complessiva dell'industria videoludica: la massa di utenti al prezzo ci guarda eccome e il fatto di poter acquistare una console che rientra in tutto e per tutto nella categoria next gen a un prezzo molto più basso può essere un notevole plus, soprattutto nel caso in cui si tratti di una seconda console da affiancare a un'altra (tipo PS5), più nota e diffusa. Nonostante tutti i discorsi che si possono fare sul fronte tecnologico e dei giochi, il prezzo rimane un elemento estremamente determinante per l'acquisto di un prodotto e un aspetto su cui ha senso impostare la progettazione di un dispositivo, se si punta a un'utenza non enthusiast, per così dire.

Il rischio confusione c'è ma dal momento che risulta chiaro come due dispositivi appartengano a una medesima famiglia e la compatibilità sia assicurata, la questione si semplifica molto. D'altra parte, tutti sono ormai abituati alla presenza di diversi modelli e fasce di prezzo sui dispositivi elettronici, a partire proprio dagli smartphone che, dal punto di vista di queste pratiche commerciali, hanno fatto ampiamente da apripista. Resta il dubbio sul fatto che la presenza di diversi standard possa influire negativamente sullo sfruttamento pieno dell'hardware più prestante, considerando che tutti i nuovi giochi dovranno comunque funzionare su entrambe le piattaforme, ovvero una versione meno preoccupante del famoso problema dato dalla volontà di Microsoft di mantenere l'approccio cross-gen per i primi anni della nuova generazione. Sebbene quest'ultima sia una questione piuttosto sentita, come dimostra il fatto che i progetti tecnologicamente più avanzati siano comunque legati alla sola next gen, il problema sarebbe molto affievolito, per non dire inesistente, con Xbox Series S: il comune denominatore con Xbox Series X è dato dalla stessa CPU e dalla medesima architettura di base per quanto riguarda il SoC in generale e dunque anche la GPU. Questo, sebbene comporti risultati necessariamente differenti in termini di resa grafica, garantisce una comunanza di risultati ottenibili dal punto di vista tecnologico, sfruttando la scalabilità tipica dello sviluppo videoludico moderno.

In pratica, non dovrebbero esistere cose ottenibili su Xbox Series X e non raggiungibili su Xbox Series S, in termini di soluzioni tecnologiche e di design videoludico (ampiezza di mondi simulati, caratteristiche innovative del gameplay, performance minime in termini di meccaniche di gioco), per cui entrambe le console rientrerebbero in un medesimo standard, con differenze magari anche evidenti su elementi secondari come ricchezza e qualità grafica, quantità e qualità degli effetti applicati, risoluzione e frame-rate. In pratica, si tratterebbe di una riproposizione del panorama composito che abbiamo visto con l'uscita delle console "mid-gen" come Xbox One X e PS4 Pro, forse in maniera anche meno complessa. Come riferito dallo stesso Phil Spencer, l'ambito PC ha dimostrato per anni come la presenza di diversi standard tecnologici non abbia influito sul progresso dello sviluppo videoludico, sebbene la tendenza all'appiattimento sul minimo comune denominatore sia ben nota e potenzialmente forse rimanga un rischio anche per Xbox Series X. Considerando comunque come Microsoft abbia ormai cambiato da tempo il proprio approccio a comprendere un intero ecosistema di dispositivi per i propri giochi, possiamo dire con una certa sicurezza che la compagnia possieda ormai il know-how per gestire una situazione apparentemente complessa come la presenza di due diverse console basate sulla medesima architettura hardware, dunque si trova probabilmente nella migliore condizione possibile per sperimentare questa idea, con l'evidente plus di potersi ritrovare molto probabilmente con la console next gen dal prezzo più basso in assoluto sul mercato.