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Bleach Rebirth of Souls, la recensione del picchiaduro basato sull'opera di Tite Kubo

A distanza di anni arriva su console e PC un nuovissimo picchiaduro basato sull'universo di Bleach Rebirth of Souls.

RECENSIONE di Simone Pettine   —   29/03/2025
Ichigo Kurosaki scatena il suo Bankai
Bleach Rebirth of Souls
Bleach Rebirth of Souls
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Bleach è sempre stato un po' bistrattato in ambito videoludico. Laddove Dragon Ball, Naruto e One Piece possono vantare una miriade di titoli validi, anche piuttosto recenti, per l'opera di Tite Kubo ci si è fermati un paio di generazioni fa, con i capitoli pubblicati su Nintendo Wii, Nintendo DS e PlayStation 3. Stiamo naturalmente tenendo da parte i videogiochi mobile e le "incursioni" di alcuni dei personaggi più famosi del manga in produzioni apertamente eterogenee, come il noto Jump Force (dove pure, tra gli altri, figuravano almeno Ichigo, Aizen e qualche altro comprimario). L'annuncio di un picchiaduro dedicato esclusivamente al franchise di riferimento, Bleach Rebirth of Souls, ha destato dunque da subito grande interesse, soprattutto perché vi fu la promessa (mantenuta, come si vedrà) di rispettare stile, carisma e più in generale l'identità del prodotto di partenza.

Un po’ di storia, abbastanza personaggi, tanti combattimenti

Bleach Rebirth of Souls è articolato in tre offerte principali: la modalità storia, i combattimenti in locale e online e le sfide. La prima è pensata per ripercorrere i primi tre archi narrativi del manga e anime di riferimento, vale a dire la saga del Sostituto Shinigami (in cui per la prima volta il giovane Ichigo incontra la dea della morte Rukia), la saga della Soul Society (dove Ichigo e amici "invadono" letteralmente il mondo degli dei della morte e affrontano uno ad uno i capitani del Gotei 13 per salvare Rukia dalla condanna a morte) e la saga degli Arrancar (fino al confronto con Aizen). Mancano, ed era ovvio, tutti i filler, che pure avrebbero offerto materiale in abbondanza in termini di personaggi e arene; manca, ed è molto meno ovvio, la saga dei Fullbringer (come, del resto, un'attenzione specifica per i Vizard, che pure sono molto importanti nella fase finale della Saga degli Arrancar); manca infine, ma arriverà più avanti, la saga finale con la battaglia definitiva tra Quincy e Shinigami, tutt'ora oggetto delle ultime trasposizioni del manga.

Ichigo sorprende Renji alle spalle
Ichigo sorprende Renji alle spalle

Nonostante le evidenti mancanze, quello che c'è funziona più che bene. La narrazione principale procede per un numero consistente di ore, offrendo i contenuti salienti del manga e "glissando" su tutta una serie di informazioni accessorie che per forza di cose non avrebbero potuto trovare spazio. Alcune sequenze sono realizzate in 3D, sfruttando il vero e proprio motore di gioco, mentre la narrazione delle restanti è affidata a transizioni in 2D. Ne consegue una sorta di ibrido che non riesce a convincere pienamente, anche perché alcuni momenti sono curati molto meno di altri; tuttavia, la scelta degli eventi presentati è coerente con la volontà sia di offrire agli ultimi arrivati una messa a fuoco su ciò che Bleach ha costituito, a livello di importanza e cura, tra i "grandi tre" dei manga giapponesi (Bleach, One Piece e Naruto), sia di rinfrescare la memoria a tutti i fan storici.

Al termine di ogni capitolo, tra l'altro, si viene ricompensati con punti esperienza e valuta necessaria per acquistare le gemme nel negozio di gioco; con queste ultime si potenziano determinate caratteristiche dei personaggi in combattimento, variando così anche lo stile di gioco. Il numero dei "luoghi" in cui è possibile combattere però non brilla, e si limita a presentare l'onnipresente città di Karakura, la Soul Society e l'Hueco Mundo, con l'apprezzabile presenza anche della grotta in cui Yoruichi allenò Ichigo per raggiungere il Bankai per la prima volta in assoluto, zona che ospita tra l'altro anche il primissimo tutorial di gioco.

Neppure il numero complessivo di personaggi giocabili di Bleach Rebirth of Souls è stratosferico - sono una trentina - però ciascuno di loro è estremamente curato, laddove con "curato" si intende non solo l'aspetto esteriore ma la resa in combattimento delle caratteristiche specifiche del suo stile e della sua arma. Bleach è da sempre noto per il character design da dieci e lode per l'alta riconoscibilità di ogni suo eroe o antieroe: creare un picchiaduro equilibrato in cui ognuno dei presenti potesse essere sé stesso senza sbilanciare il tutto non era affatto impresa facile. Al netto di qualche eccezione (come Aizen o Ulquiorra nella sua forma finale) gli sviluppatori ci sono comunque riusciti, offrendo un buon equilibrio che non si risolve in personaggi nei fatti impossibili da utilizzare perché troppo deboli né, al contrario, in esseri potentissimi che possano mettere KO tutto e tutti semplicemente "lanciando" all'infinito la stessa mossa.

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E per un titolo che si basa esclusivamente sui combattimenti, articolati nella modalità offline, online (ma senza partite classificate) e sfide (a difficoltà crescente contro la CPU, anche se estremamente ripetitive), il bilanciamento costituiva una sfida importante, ampiamente vinta.

Combattimenti all’ultimo Bankai

Con Bleach Rebirth of Souls Tamsoft ha cercato di proporre un picchiaduro ad arene perfettamente accessibile per il vasto pubblico, anche per coloro che non abbiamo mai praticato il genere in forma più che occasionale, ma al tempo stesso difficile e appagante da padroneggiare a livello approfondito. Il sistema di base è davvero semplicissimo da intuire: i due contendenti possiedono un certo numero di vite, chiamate Konpako, e per vincere bisogna portarle a zero. La solita barra della vita, detta Reishi, funge da "armatura" a protezione dei Konpaku: è necessario portarla al 30% per poter infliggere un danno critico all'avversario ed eliminare le vite. Qui subentra il primo aspetto strategico, perché bisognerà decidere se infliggere immediatamente il colpo mortale (attraverso le potentissime mosse Kikon) oppure se continuare a consumare il Reishi nemico fino a portarlo a zero, azione che permette di mettere a segno molti più danni (con il rischio, però, di una rimonta nemica all'ultimo momento).

Rukia, la protagonista dell'opera assieme alla controparte maschile, Ichigo
Rukia, la protagonista dell'opera assieme alla controparte maschile, Ichigo

Qualunque fan di Bleach poco esperto dei picchiaduro potrebbe divertirsi già semplicemente così. Il sistema di comandi, del resto, è anche semplice da mandare a mente, perché oltre alle combo degli attacchi leggeri e a quelle degli attacchi pesanti ci sono le classiche abilità speciali (un paio per ogni personaggio, attivabili con combinazioni semplici che solitamente sfruttano i comandi dorsali) e la "guardia". Attenzione però, dal momento che Bleach Rebirth of Souls presenta una seconda barra posizionata sul lato inferiore dello schermo, detta "dell'inversione" (Reverse). La logica è appunto quella di ribaltare sul più bello qualsiasi scontro, sbloccando dei potenziamenti temporanei e versatili per lo specifico personaggio in utilizzo. Più infliggiamo e subiamo colpi in combattimento, più la barra dell'inversione aumenta: accumulate un numero sufficiente di barre inversione, è possibile spenderle o per eseguire mosse più potenti oppure per attivare bonus temporanei (difesa aumentata, recupero del potere spirituale più rapido, colpi più potenti). Di più: attivata con il giusto tempismo, in fase offensiva la barra dell'inversione aumenta il numero delle combo massime per personaggio, mentre in fase difensiva blocca l'assalto nemico e permette il contrattacco rapido.

Infine, com'era lecito aspettarsi, ogni singolo personaggio di Bleach Rebirth of Soul può evolversi, trasformandosi in una creatura più potente oppure attivando il potere della propria spada; quest'ultima caratteristica è poi un po' il cuore dell'intero manga e anime, dato che non esistono due spade uguali e che il potere di ognuna di esse è diametralmente opposto a quello di tutte le altre (generalmente alcune diventano creature giganti, altre attivano bonus elementali, come nel caso della velocità per la Tensa Zangetsu di Ichigo, o modificano addirittura il terreno di battaglia, come la Suzumushi di Tosen, che avvolge tutto e tutti nell'oscurità).

I combattimenti di Bleach Rebirth of Souls possono essere completamente 'ribaltati' in ogni momento
I combattimenti di Bleach Rebirth of Souls possono essere completamente "ribaltati" in ogni momento

Le spade possiedono uno Shikai, cioè il primo "rilascio parziale" o semplice potenziamento, una sorta abilità di livello intermedio, mentre alcune arrivano al Bankai, il "rilascio completo", cioè a uno stadio evolutivo in grado di mettere a segno mosse devastanti. Gli shinigami possono possedere il primo o entrambi, mentre i nemici - gli Arrancar - trasformano direttamente sé stessi in creature più potenti ed esteticamente differenti, attraverso la tecnica della Resurrection. Va da sé che ci sono i notissimi casi "a parte", come Ulquiorra che può trasformarsi una seconda volta nel terribile pipistrello nero della Segunda Etapa, e il nemico principale degli archi narrativi presenti in Bleach Rebirth of Souls, Aizen, che ascende letteralmente al livello divino.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 69,99 €
Multiplayer.it
7.5
Lettori (9)
6.3
Il tuo voto

Bleach Rebirth of Souls non è un prodotto perfetto, come evidenziano una certa ripetitività nelle arene, delle piccole sbavature a livello grafico su PlayStation 5 e un'offerta di modalità di gioco certo più che sufficiente ma comunque limitata. Colma tuttavia una mancanza "storica" dell'ultimo decennio, vale a dire l'assenza di un vero e proprio videogioco dignitoso dedicato all'opera di Tite Kubo, ad oggi meritevolissima di attenzione e da un paio di anni tornata al centro dell'attenzione grazie alla trasposizione dell'ultimo arco narrativo. Inoltre, il sistema di combattimento offerto presenta spunti originali e si mostra perfettamente in equilibrio tra la necessità di offrire un prodotto accessibile a chiunque e la volontà di garantire scontri adrenalinici che riescano ad appagare i veterani del genere di riferimento. Lo stile distintivo di Bleach, peraltro, c'è tutto, anche nella "resa" degli scontri tra personaggi dotati di poteri completamente opposti. Sperando in un supporto costante da parte degli sviluppatori (anche dal punto di vista dei contenuti), Bleach Rebirth of Souls, al netto delle sue imperfezioni, potrebbe diventare un titolo imprescindibile nei ricordi dei fan.

PRO

  • Fedelissimo, in ogni aspetto, all'opera di riferimento
  • Sistema di gioco semplice da apprendere, appagante da padroneggiare
  • Buona possibilità di personalizzazione

CONTRO

  • Tecnicamente e graficamente presenta alcune sbavature
  • Numero di personaggi sensato ma contenuto
  • Modalità di gioco limitate (storia, online, offline e poche sfide)