Resident Evil Requiem (qui la nostra recensione) non è un videogioco difficile. O meglio: non lo è quando siete nei panni di Leon Kennedy, armati di tutto punto, con un fucile in mano e nell'altra un'ascia affilata, pronti per sbarazzarvi di qualsiasi non morto. Quando invece vestite i panni di Grace Ashcroft, il discorso è diverso: le armi principali dell'analista dell'FBI sono l'astuzia e l'esperienza. La capacità di intrufolarsi senza fare rumore, sfruttando le debolezze dei suoi nemici e anche qualche trucchetto che si impara sul campo e che ha la concreta possibilità di salvarvi la pelle in più di un'occasione.
Per questo motivo abbiamo pensato di buttare giù 10 consigli utili per le prime ore di Resident Evil Requiem, quando la nostra Grace viene rapita e si ritrova a far fronte a una massa di non morti di ogni tipo nei corridoi della casa di cura di Rhodes Hill. Abbiamo cercato di evitare grandi spoiler sulla storia, ma chiaramente c'è qualche anticipazione su alcuni avversari che vi sbarreranno la strada e su alcune delle meccaniche. Ma se volete avere qualche consiglio su come affrontare gli avversari, come sfruttare intelligentemente le risorse per il crafting e come risparmiare munizioni, questo è l'articolo che fa per voi.
Usate la Requiem in maniera intelligente, allineando i nemici
All'inizio dell'avventura Grace è completamente disarmata. La pistola d'ordinanza che portava con sé è sparita e l'unica arma che ha a disposizione è la sua astuzia. Per fortuna c'è Leon, che poco prima di essere inghiottito dal buio le concede l'onore di affidarle la sua pistola: la Requiem. Un'arma dal calibro bello pesante, un revolver Magnum creato direttamente dal DSO. È un bel colpo di genio: l'arma che solitamente rappresentava il punto d'arrivo della saga questa volta è la prima che abbiamo a disposizione! Peccato che abbia un solo colpo in canna. Trovare gli altri proiettili all'inizio è complicatissimo e quei pochi colpi a disposizione devono essere utilizzati alla perfezione se si vuole sopravvivere.
La Requiem ha una capacità molto interessante in tal senso: può penetrare gli avversari. Quindi, se ci si trova in una situazione disperata e un paio di avversari (o magari anche di più) ci stanno inseguendo, posizionandosi bene si può utilizzare un solo proiettile e farli fuori tutti. Bisogna solo stare attenti: gli zombie tendono a scattare in avanti e a perdere l'allineamento con gli altri, ma se si ha fortuna si fa filotto!
Non sottovalutate le armi corpo a corpo
Negli altri Resident Evil non sempre le armi da taglio, come i coltelli, sono utili. Ma negli altri Resident Evil le munizioni non scarseggiano molto e chiaramente un bel proiettile in testa è meglio di qualsiasi lama. Nel caso di Grace, invece, la scarsità è la parola chiave e quindi ci si ritrova spesso con il caricatore vuoto. Prima di arrivare a questo punto - difficile da gestire, se non dandosela a gambe - ecco una valida alternativa.
Quando vengono colpiti alla testa, gli zombie hanno un momento di debolezza nel quale cominciano a barcollare e a sporgersi all'indietro. Durante questo movimento, Grace può avvicinarsi e dare loro una spinta che, nella gran parte dei casi, li fa finire a terra per qualche secondo. Avvicinatevi, tirate fuori la lama e cominciate a bersagliarli al volto. Se eseguita bene, questa routine vi permette di far fuori un nemico utilizzando un solo proiettile. Quando la lama si sta per rompere, potete sempre riciclarla per ottenere degli scarti e utilizzarli per fabbricare delle munizioni per la pistola.
Pensate agli zombie come a dei puzzle
Gli zombie più umani sono la novità più bella e interessante di questo Resident Evil Requiem. Ognuno di loro ha conservato un pezzetto della propria umanità che esprime in una routine comportamentale molto precisa. C'è chi non smette di pulire il pavimento, c'è chi canta o chi se ne va in giro per l'istituto di Rhodes Hill a spegnere le luci per far quadrare i conti a fine mese. Questa trovata non è solo un potente motore narrativo, che restituisce umanità a creature che, con il passare dei capitoli, ne hanno persa sempre più, ma anche uno spiraglio interessante per superare in maniera laterale i pericoli.
Resident Evil Requiem, infatti, spinge a sfruttare queste debolezze dei vari zombie. Intanto ascoltate: gli zombie tendono anche a parlare, a mormorare frasi, ed è facile individuarli prima che si facciano vivi. Le cantanti, per esempio, si sentono anche a diversi metri di distanza: quando sentite intonare quella nenia funebre, sapete che dovete stare attenti. Lo stesso vale per le cameriere: le sentirete borbottare mentre puliscono ossessivamente lo sporco, e se fate attenzione saranno così impegnate da non notarvi. Ci sono un paio di responsabili degli interruttori di cui potete liberarvi creando un percorso di luci per allontanarli dalla loro postazione. Ogni volta che supererete un nemico senza sparare un colpo sarà una piccola vittoria.
Combinare, non buttare
L'inventario di Grace è molto limitato (e da qui il prossimo consiglio) e vi capiterà molto spesso di averlo completamente occupato dagli oggetti che raccogliete. Quando succede e trovate qualcos'altro da portare con voi, il sistema vi dà una possibilità molto interessante: premendo il tasto azione sull'oggetto a terra potete consultare la voce "combina" e vedere se, piuttosto che lasciarlo lì, non vi conviene creare qualcosa sfruttando ciò che avete già con voi.
L'esempio più semplice sono le erbe verdi: una sola erba cura ben poco dell'energia che uno zombie può togliervi con un morso. Il consiglio è sempre di combinarne almeno due insieme (anche tre, se volete creare una mistura in grado di restituirvi tutta l'energia), per risparmiare uno spazio. Un altro consiglio utile è controllare la durabilità delle armi corpo a corpo: se è bassa, meglio riciclarle in degli scarti che potete utilizzare velocemente per creare munizioni per la pistola.
Puntare subito allo spazio extra dell'inventario
Come dicevamo, all'inizio lo spazio di Grace è molto limitato. Fortunatamente, come in ogni Resident Evil moderno, l'inventario si può espandere trovando dei borselli che permettono di avere delle tasche extra. Il più facile da prendere, e quello a cui dovete puntare sin dall'inizio, si trova nella stanza dei giochi, nell'ala ovest di Rhodes Hill. Per entrare nella stanza dovrete avere la pietra rossa che si trova nello studio del presidente, poco dopo l'area lounge.
Una volta recuperata la pietra rossa, che si trova all'interno di una scatola proprio sulla sinistra dell'ingresso, non vi resta che tornare indietro - prima della cucina - e poi inserire il gioiello nell'incavo della porta. Dentro troverete degli armadietti che si aprono solo inserendo delle monete. Per aprire quello con il borsello ve ne servono tre, ma già in quella stanza ne troverete due senza fatica. Per la terza, vi basta cercare bene nell'ufficio dove si trova la macchina da scrivere.
Fare fuori i nemici che sembrano imbattibili
Prima di entrare nella stanza dei giochi, vi renderete conto che il macellaio ormai pattuglia quel corridoio. La prima volta che lo incontrate non potrete farci molto: è un energumeno talmente coriaceo che nemmeno la Requiem è in grado di farlo fuori con un solo colpo. Quindi non sprecate munizioni e non provate ad affrontarlo faccia a faccia, perché probabilmente soccomberete. Lo stesso discorso vale per quell'enorme essere che comincerà a braccarvi una volta arrivati al secondo piano della struttura. Sarebbe come provare a sparare a una montagna.
C'è un modo per liberarsi di loro, più indolore di quel che sembra: gli iniettori emolitici. Se ne trovano alcuni esplorando la mappa, ma il modo più veloce di procurarveli è il crafting. Ve ne serviranno quattro: uno per il macellaio e ben tre per l'altra creatura. Per utilizzarli vi basterà andare alle spalle dei due avversari e colpirli di sorpresa. Il macellaio finirà in mille pezzi, lasciandosi dietro la chiave della dispensa; la creatura gigantesca dovrà invece essere intercettata nella sua ronda del corridoio: colpitela e poi ritiratevi in fretta, aspettate che si volti e ripetete per altre due volte. Vi premierà con un ciondolo.
Meglio eliminare gli zombie a terra?
Probabilmente ve lo sarete chiesto anche voi passando accanto a un cadavere e vedendo che il videogioco vi suggerisce di sbarazzarvi una volta per tutte dello zombie, sprecando uno dei preziosissimi iniettori emolitici. Ma perché dovreste sprecarne uno per far esplodere il corpo di una creatura che non rappresenta alcun pericolo? Esatto: perché invece rappresenta un pericolo eccome.
Chi ha giocato al remake di Resident Evil si ricorderà che Chris e Jill avevano la possibilità di bruciare gli zombie a terra; il rischio era che quelli non bruciati si rialzassero e diventassero dei Crimson Head, ovvero una versione potenziata dei non morti. Ecco, in questo caso Grace e Leon rischiano di affrontare dei Blister Head: cambia il nome ma, essenzialmente, si tratta delle stesse bestiacce, ovvero degli zombie molto più forti e resistenti. Meglio usare l'iniettore emolitico, quindi? No, sono preziosissimi, ma fateci attenzione.
Grace in prima persona, Leon in terza
All'inizio del videogioco Capcom dà la possibilità di scegliere quale visuale preferire per i due personaggi principali. L'impostazione base prevede di affrontare le sessioni di Grace in prima persona - per una maggiore immersione nell'atmosfera horror - e quelle di Leon in terza persona - per gestire meglio le scene d'azione. Per qualcuno potrebbe essere apprezzabile il fatto che la scelta venga concessa al videogiocatore; a qualcun altro potrebbe non fare impazzire il fatto che questa decisione così fondamentale venga messa nelle mani di chi non conosce ancora il design dei livelli e delle situazioni.
Avendo giocato in entrambi i modi entrambe le parti del videogioco, la scelta più corretta appare proprio quella suggerita all'inizio. Le animazioni di Grace in terza persona sono molto belle, ma da una parte l'atmosfera horror ne risulta veramente depotenziata, dal momento che tra l'orrore che ci compare davanti e il nostro punto di vista c'è l'avatar della ragazza a staccarci dall'effetto spaventoso; dall'altro, proprio per esaltare la tensione, Capcom ha aggiunto tutta una serie di animazioni a Grace che la vedono cadere, svicolare, barcollare quando è inseguita e che mancano totalmente in prima persona. L'effetto è intrigante, ma pad alla mano tutto è molto più scomodo. Con Leon in prima persona, invece, è molto più difficile gestire gli spazi dello scontro, vedere gli oggetti a terra che possiamo utilizzare per aggredire gli avversari e avere contezza di quello che ci arriva alle spalle.
Qualche consiglio di crafting
Il primo consiglio che mi sento di darvi è di tornare in fretta nel laboratorio per analizzare tutti i campioni di sangue che troverete sparsi per Rhodes Hill, perché vi daranno accesso ad altre ricette di crafting che potrebbero rivelarsi fondamentali. Un consiglio da chi ha sbagliato è questo: non sprecate risorse nel realizzare gli steroidi. Sarebbero le sostanze gialle che aumentano l'energia vitale di Grace. Sembrano fondamentali per uno sviluppo a lungo termine del personaggio. Fidatevi: non lo sono.
Sparsi in giro per la casa ci sono dei metalli rari che potete utilizzare per realizzare, insieme al sangue infetto, dei proiettili per la Requiem. Servono molte risorse per ottenerli, quindi realizzateli pure, ma poi non li tenete per chissà quale scontro futuro, utilizzateli. Come detto in uno dei punti precedenti, alcune delle creature più grosse si possono fare fuori con gli iniettori emolitici (ecco un altro consiglio: gli iniettori sono sempre la priorità di crafting insieme alle munizioni per la pistola), ed è quindi probabile che, se mantenete le munizioni della Requiem, arriverete a non utilizzarle mai prima che Leon si riprenda la sua Magnum. Trattate il crafting di Grace come una risorsa per oggetti da utilizzare nell'immediato o nel breve termine, perché facendo scorta rischiate di non usarli mai.