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I segreti della natura

Abbiamo provato una versione quasi definitiva di Horizon Zero Dawn

PROVATO di Antonio Fucito   —   30/01/2017
Horizon Zero Dawn
Horizon Zero Dawn
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In seguito all'annuncio di Horizon Zero Dawn, la risposta da parte dei giocatori è stata immediatamente positiva; quando si è cominciato a capire il genere di appartenenza del nuovo titolo Guerrilla Games, quello degli action-RPG, è sorta più di qualche preoccupazione: passare da uno sparatutto in prima persona lineare come Killzone ad un gioco open-world dotato di una struttura decisamente più complessa, non è cosa per sviluppatori ordinari. I filmati e gli spezzoni di gameplay rilasciati nei mesi successi, ad ogni modo, hanno contribuito ad aumentare l'attenzione attorno al titolo, sicuramente a ragione per quanto riguarda il comparto tecnico e l'ambientazione realizzata. Non il classico mondo post-apocalittico dai toni cupi, strutture disastrate e alla mercé dei più forti, bensì un pianeta nel quale la popolazione umana come la conosciamo si è estinta centinaia di anni prima, con la natura che si è riappropriata del paesaggio e disintossicata dai fumi del consumismo terreno. L'unica presenza misteriosa è rappresentata da macchine che agiscono in gruppo mostrando comportamenti tipici degli animali, programmate da chissà quale tecnologia precedente. In generale ci troviamo dinnanzi a distese lussureggianti con colori accessi, tramonti mozzafiato e costruzioni rurali sparse per la mappa di gioco, che potete apprezzare in alcune immagini allegate a questo articolo.

Le nostre impressioni su Horizon Zero Dawn dopo aver provato una versione quasi definitiva e in italiano

Mandrie selvagge

Horizon Zero Dawn è in dirittura d'arrivo e abbiamo avuto la possibilità di visitare gli studi Guerrilla Games ad Amsterdam per provare una versione semi-definitiva, partecipare allo studio tour e scambiare alcune opinioni con le figure chiave dello sviluppo: il direttore artistico, lo sceneggiatore della trama e il game director del gioco. Nel dettaglio abbiamo affrontato la prima ora di gioco su PlayStation 4 "liscia" - beccandoci un bel po' di anticipazioni - poi una sezione avanzata con a disposizione il 20% della mappa, diverse armi e un livello più alto: alla fine dell'ultima missione che ci hanno permesso di affrontare si sarebbe sbloccato l'open-world nella sua interezza. Prima di addentrarci nel gameplay e nel nostro giudizio preliminare, vorremmo sciogliere qualche dubbio sulla tipologia di gioco: Horizon Zero Dawn è un action RPG che propone una struttura ben definita all'interno di questi due generi. Non può e non vuole essere paragonato a un The Witcher o Fallout in termini di complessità della trama, missioni e caratteristiche da gioco di ruolo, ma comunque offre l'evoluzione di equipaggiamento e armi, missioni primarie e secondarie anche in passaggi multipli, un livello di esperienza per la protagonista principale. Dal punto di vista quantitativo e qualitativo, però, non arriviamo alla profondità dei mostri sacri sopra elencati, anche perché, d'altro canto, la parte dedicata ai combattimenti, allo stealth e alla supremazia nei confronti delle macchine è estremamente curata nonché importante nell'economia di gioco. Aloy è protagonista indiscussa dell'avventura e sarà l'unico personaggio giocabile, ma non mancheranno figure importanti come quelle che riguardano il padre Rost: durante i primi scampoli di narrazione si apprendono i rudimenti del sistema di combattimento e come mai la ragazza è in grado di analizzare l'ambiente circostante, grazie alla pressione dell'analogico destro R3. In questa configurazione, infatti, riesce a riconoscere forme di vita robotica anche attraverso gli ostacoli, evidenziarle in maniera permanente e apprendere il percorso di quelle ad esempio ricognitrici, per provare a sorprenderle sfruttando i loro punti cechi. Il fido compagno di Aloy è l'arco, che può essere potenziato o scambiato per una versione migliore; non mancano varianti sotto forma di frecce incendiarie, nonché gadget come la fionda, una balestra per creare trappole elettrificate e altri aggeggi che vi risparmiamo per ragioni di spoiler.

I segreti della natura

Col tasto quadrato si effettua la schivata, con la X il salto; il triangolo permette di interagire con gli oggetti e raccogliere risorse, L3 di correre e la croce digitale di utilizzare oggetti di cura ed offesa. Con L1, infine, si accede alla ruota delle armi senza andare in pausa, ma rallentando il tempo per permettere la selezione corretta o la creazione delle "munizioni": le risorse accumulate servono proprio per fornire in autonomia tutto quello che serve per il sostentamento della protagonista principale. Il mondo di Horizon Zero Dawn è popolato da tribù e diversi credi religiosi che associano un significato alle macchine o agli accadimenti; Aloy avrà a che fare con villaggi e idee differenti dalla propria, sotto forma di missioni da affrontare, persone ostili e macchine corrotte. L'approccio che si può adottare durante l'esplorazione può essere diretto, ingaggiando uno scontro anche contro più avversari in contemporanea, oppure silenzioso, esaminando l'area ed il comportamento delle macchine in grado di allertare le altre, per eliminarle magari nascosti tra le foglie alte. Solitamente ciascun animale robotico dispone di un comportamento peculiare, un ruolo preciso nell'ecosistema e di punti deboli che possono essere evidenziati con lo scanner, rappresentati ad esempio da un serbatoio pieno di gas o ingranaggi che ne determinano il funzionamento.

I segreti della natura

Le macchine più grandi e complesse dispongono di attacchi multipli, a distanza e ravvicinati, così come di punti critici complessi da colpire: proprio per questo la loro eliminazione necessita di attacchi concatenati, magari anche dopo aver eliminato una mitragliatrice, possono rappresentare un pericolo sulla breve distanza o grazie agli altri gadget in proprio possesso. Gli sviluppatori hanno affermato che esistono 23-25 tipologie di macchine differenti; noi siamo incappati in una gigante col collo lungo, che abbiamo scalato per raggiungere la sommità e "hackerato" per ottenere informazioni aggiuntive sull'area circostante. Una missione ci ha messo dinnanzi anche ad un avversario piuttosto coriaceo, a mo' di boss, che ci ha impegnato per diversi minuti durante i quali abbiamo evitato gli attacchi diretti, consumato una quantità importante di frecce fino ad alcune trappole elettrificate per impedirne momentaneamente il movimento. In tali frangenti il sistema di combattimento funziona bene, restituisce un ottimo senso di fisicità - è possibile utilizzare R1 o R2 per gli attacchi con il bastone dell'arco - e l'idea di studiare il nemico e colpirlo nei suoi punti deboli rende queste sezioni dinamiche, con buon livello di sfida. Anche lo scontro con le "mandrie" supportate dai ricognitori ci è parso ben realizzato, con la necessità di aggirare il loro passaggio e colpire senza essere scoperti, per poi affrontare a viso aperto le macchine rimanenti oppure sovrascrivere il comportamento di quelle utili, come una sorta di destriero da cavalcare per muoversi più velocemente. Le carcasse eliminate, inoltre, sono perfette per raccogliere oggetti utili per il crafting e i materiali avanzati.

Tutto ha un perché

L'esplorazione funziona grazie all'ambientazione a dir poco affascinante: nella nostra prova abbiamo incontrato rovine abbandonate, una caverna estesa su più livelli, avamposti e villaggi all'interno dei quali erano presenti missioni aggiuntive. A tal proposito ci sono quelle di caccia piuttosto classiche, quelle legate ai "collolungo" da scalare, ma anche più complesse in grado di offrire una sottotrama e dialoghi multipli, che aggiungono qualità narrativa e un coinvolgimento superiore. In termini di gameplay, per adesso, non abbiamo affrontato nulla di eclatante, però come detto alcune missioni erano in più passaggi e chiedevano di raccogliere materiali, raggiungere determinati avamposti, ripulirne altri. Il gioco salva in maniera automatica in occasione di eventi importanti, sulla mappa è possibile incontrare falò da accendere, che permettono di selezionare un salvataggio manuale e soprattutto hanno funzionalità di viaggio rapido, mediante la spesa di un oggetto dedicato. Aloy dispone di tre rami di abilità: predatrice, audace, raccoglitrice, i quali offrono potenziamenti fisici e atletici spendendo punti appositi, che a loro volta si ottengono salendo di livello.

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Sicuramente avrete notato nei trailer la possibilità di operare scelte multiple durante i dialoghi o anche nei punti di snodo delle missioni. Solitamente sono di tre tipologie e possono influenzare la vita/morte di alcuni personaggi, il loro approccio successivo verso Aloy o semplicemente il tipo di atteggiamento. È bene sottolineare, però, che la trama principale e il finale di Horizon Zero Dawn sono unici, ma le scelte operate durante tali dialoghi e la quantità di missioni secondarie/sottotrame portate a termine determinerà come ci si arriva e magari chi sarà presente. Il sistema di combattimento è una parte forte della produzione e quello di controllo funziona alla perfezione dopo la dovuta pratica; affrontando però un paio di missioni specifiche, che richiedevano l'eliminazione di tutti i banditi e delle macchine corrotte, siamo incorsi in alcuni problemi legati all'intelligenza artificiale. Soprattutto nel primo caso, con avversari posizionati a poca distanza tra loro ma poco reattivi nel caso di uccisioni nelle vicinanze; viceversa scolastici negli altri casi. I classici momenti tanto cari, anzi odiati, offerti da Assassin's Creed, che speriamo siano poco presenti nell'economia generale e mitigati dagli ultimi accorgimenti di sviluppo prima dell'uscita. L'altra criticità riscontrata è di tipo tecnico. Il frame rate è per buoni tratti ancorato ai 30 fotogrammi al secondo, non mancano però le incertezze magari in condizioni atmosferiche complesse come la pioggia o nel cambio rapido di telecamera, soprattutto negli avamposti molto popolati, quando è stato ingaggiato uno scontro su larga scala: in questo caso abbiamo ravvisato evidenti cali che rendono il tutto ancora più confusionario di quanto non lo sia già essere attaccati da una moltitudine di avversari. Guerrilla Games ha però chiarito come questo problema sia legato alla build provata e non affliggerà la versione definitiva in uscita. Dal punto di vista puramente visivo, ad ogni modo, Horizon si posiziona sicuramente verso le vette di eccellenza per quanto riguarda i titoli PlayStation 4, soprattutto all'aperto quando la vegetazione e gli elementi in lontananza esaltano il colpo d'occhio assieme al grandioso sistema di illuminazione, estremamente variegato durante il corso della giornata. Le stesse animazioni sono eccellenti - da qui un peccato avere un frame rate non sempre perfetto - così come la realizzazione poligonale. Trattandosi di un gioco open-world non mancano elementi meno curati o texture di qualità inferiore sia negli interni che esterni, ma in generale c'è da rimanere parecchio soddisfatti.

I segreti della natura

Giocando la versione PlayStation 4 Pro, che abbiamo provato solo per una dozzina di minuti, si avverte una fluidità maggiore e un'immagine morbida grazie alla risoluzione accresciuta (dovrebbe essere 2160p, raggiunta con la tecnica Checkerboard) che rende la vegetazione più definita e con meno aliasing. L'HDR, infine, esalta i panorami meravigliosi offerti dal gioco, ma anche le zone di contrasto elevato all'interno delle caverne. Detto questo, l'esperienza generale sarà estremamente simile, con differenze di tipo tecnico in base alla sensibilità di ciascuno dinnanzi ai cali e l'aliasing che potrebbero rimanere nel prodotto definitivo: la versione che abbiamo giocato risale a qualche settimana fa, c'è ancora spazio, quindi, per migliorare la situazione. Abbiamo spulciato anche il menu delle opzioni: al suo interno è possibile selezionare il livello di difficoltà tra i quattro disponibili (il livello dei nemici nelle varie zone è prefissato), la mira assistita, la modalità fotografica cambiando inoltre l'ora della giornata. Abbiamo apprezzato la possibilità di scegliere tra un hud sempre presente, dinamico solo quando si combatte o completamente personalizzabile per ciascuna informazione mostrata a schermo. La versione provata era doppiata in italiano, con una recitazione classica ma generalmente buona e testi che dimostrano impegno nell'esaltare lo stile di scrittura in lingua originale. Ci è piaciuta assai la colonna sonora e la gestione degli effetti sonori, a partire dal tema che potete ascoltare a più riprese nei trailer usciti fino ad oggi. Questo è quanto, per adesso, abbiamo lasciato Amsterdam con tanta voglia di giocare ancora Horizon Zero Dawn, e qualche preoccupazione riguardo i difetti elencati in precedenza: tra qualche settimana il nostro verdetto, per un titolo che sicuramente farà parlare di sé!

CERTEZZE

  • Il mondo di gioco affascinante
  • Il comparto artistico e i panorami
  • Il sistema di combattimento
  • La quantità di cose da fare

DUBBI

  • Qualche problema di intelligenza artificiale e frame rate
  • I combattimenti su larga scala