Nonostante il lancio sia previsto per il 23 ottobre (il 16 per chi ha prenotato un'edizione digitale), abbiamo già giocato la campagna di Call of Duty: Modern Warfare 4 in quel di Barcellona, negli uffici di Digital Legends, lo studio che ha curato la versione per Nintendo Switch 2 del gioco.
Da quello che abbiamo potuto vedere, il DNA della serie non si è perso: il prodotto è compatto e molto spettacolare, con la solita retorica di fondo e quel tocco di spettacolarità alla Michael Bay. Anche la struttura è quella classica, con una storia raccontata attraverso diversi punti di vista che ci porteranno ai quattro angoli del pianeta, alla disperata ricerca del modo di fermare l'ennesima minaccia globale.
Una guerra in Corea e un racconto a ritroso
Al centro della vicenda c'è un'ipotetica invasione della Corea del Sud da parte della Corea del Nord, che fa da detonatore a una guerra più ampia, che vedrà diverse superpotenze scontrarsi per la vittoria. Si comincia a Hajin, città sudcoreana, dove un gruppo di reclute, tra cui il soldato Park, un ragazzo alle prese col servizio militare obbligatorio, si sta rilassando coi suoi commilitoni quando sente un'esplosione. Da quel momento la guerra travolge tutti, e quei ragazzi devono diventare veterani nel giro di pochissimo tempo.
Ma questo è solo l'inizio: si parte dall'invasione della città e poi si gira il mondo per ricostruire come ci si è arrivati. Oltre alla storia delle reclute si vivono altri due punti di vista, quello di Price, che si muove nel sottobosco criminale per raggiungere i propri obiettivi, e quello dell'altra parte della barricata. In Corea del Nord, infatti, il vecchio leader è morto e i suoi figli hanno due visioni completamente opposte dell'eredità lasciata dal padre.
Tutto questo concorre a comporre un puzzle che rende la trama piacevole e capace di intrattenere per qualche serata, ovviamente all'insegna dell'azione più spinta.
Price, il capitano diventato fuorilegge
Dopo aver assassinato il generale Shepherd alla fine di Call of Duty: Modern Warfare III, Price è ricercato da tutte le agenzie governative occidentali e la Task Force 141 si è sciolta. L'ex capitano del 22º reggimento SAS ha scelto una strada diversa: ha varcato quelle linee di cui parlava con i commilitoni nei capitoli precedenti e, pur di raggiungere i suoi obiettivi, è disposto a diventare il cattivo. È più John Wick che 007, con tappe a New York, dove a muovere le fila è la caposezione della CIA Kate Laswell, a Parigi, dove un incontro degenera quando i rivali del cartello trasformano la città in una zona di guerra, e a Mumbai.
L'alleata di Price è Valeria Garza, ex capo di una squadra delle forze speciali messicane e fondatrice del cartello di Las Almas nel 2015, vecchia nemica della Task Force, mentre Ghost e Gaz, ex compagni di squadra, hanno il compito di dargli la caccia. Sullo sfondo c'è un'arma capace di spostare gli equilibri di potere mondiali, destinata a un nemico noto soltanto come l'Arciere, interpretato da Mads Mikkelsen.
I narratori hanno provato a creare tutto quello che rende speciale Modern Warfare 4, dagli intrighi fantapolitici ai grandi cattivi, dando al giocatore la possibilità di effettuare un paio di scelte che non incidono sulla trama, ma forse permettono di sentirsi un po' meglio con la coscienza.
Varietà delle missioni e limiti della formula
La varietà del pacchetto è uno dei punti forti. Si combatte a piedi, ma anche a bordo di veicoli: in una missione si guida, in un'altra si usa il mortaio. Ci sono infiltrazioni, passaggi in cui le condizioni ambientali sono particolari e richiedono l'uso dei visori notturni, e c'è persino uno sbarco che ricorda alla lontana quello in Normandia. Tra le missioni c'è anche Trincerati, l'assalto di marine statunitensi e sudcoreani a una centrale nucleare in mano al regime nordcoreano, già giocabile nella beta.
All'interno della storia si trova anche Stranded, una missione più aperta delle altre, ambientata in profondità nel territorio nordcoreano, dove i sopravvissuti della Sierra-1 e delle forze speciali sono braccati dal nemico. Qui sono presenti il viaggio rapido, postazioni nemiche e torri da scalare, in un'impostazione che ricorda più Far Cry che i classici CoD.
Tutto il resto si muove nel solco della serie: gameplay frenetico, design lineare e guidato. Non è necessariamente un difetto: la classicità è un punto di forza, perché chi ama il genere cerca esattamente questo. Questa struttura, però, si porta dietro dei problemi: la storia a volte è raccontata in modo un po' frettoloso e il gameplay non consente nessun errore, a meno di voler ripartire dai checkpoint.
Durata e comparto tecnico
La campagna è divisa in 16 missioni e servono in genere 6-7 ore per finirla, qualcosa in più alzando la difficoltà. Sul piano tecnico l'impatto è notevole, soprattutto su PC, la piattaforma su cui l'abbiamo provata, dove il gioco supporta il ray tracing per riflessi e illuminazione globale anche in campagna, oltre a DLSS 4.5, FSR Redstone e XeSS 3.
Molto onesta anche la versione per Nintendo Switch 2, sviluppata da Digital Legends insieme a Infinity Ward, dove la serie debutta finalmente. Emergono dei limiti, e il frame rate non è quasi mai a 60 fotogrammi al secondo, ma gli spazi piccoli e lineari hanno consentito di curare molto il dettaglio: la differenza con la versione PC si vede, ovviamente, ma il gioco è lo stesso ed è godibile e non è una cosa da poco.
Requisiti per PC
Su PC servono 115 GB su SSD e, per poter giocare, TPM 2.0 e Secure Boot attivi. I requisiti minimi prevedono Windows 10, un Ryzen 5 1400 o un Core i5-6600, 8 GB di RAM e una scheda tra Radeon RX 470, GeForce GTX 970 o 1060 e Arc A580 con 3 GB di memoria video.
Quelli consigliati, per ottenere 90 fotogrammi al secondo in multiplayer con i dettagli alti, salgono a Windows 11, Ryzen 5 3600 o Core i7-8700, 16 GB di RAM e una Radeon RX 6600 XT, una GeForce RTX 3060 Ti o una Arc B580 con 8 GB. Per il ray tracing di alta qualità in 4K con upscaling servono invece Ryzen 7 3700X o Core i7-10700K, 32 GB di RAM e una Radeon RX 9070 XT o una GeForce RTX 5070 Ti con 16 GB.
Uscita, piattaforme ed edizioni
Il gioco esce il 23 ottobre, a partire dalla mezzanotte locale, su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Battle.net, Steam e app Xbox) e Nintendo Switch 2, senza versioni per PlayStation 4 e Xbox One. Chi ha preacquistato un'edizione digitale può scaricare il gioco in anticipo su PC dal 15 ottobre alle 18:00 italiane, iniziare la campagna dal 16 ottobre e accedere a DMZ dal 20. L'Edizione Standard costa 79,99 euro su PS5, Xbox Series e PC tramite Windows Store, e 69,99 euro su Steam e Battle.net. L'Edizione Cassaforte, solo digitale, costa 109,99 euro su PS5, Xbox e Windows Store e 99,99 su Steam e Battle.net, con uno sconto del 10% per chi possiede un Call of Duty uscito dal 2019 in poi. Il gioco è classificato PEGI 18, è disponibile con doppiaggio, testi e sottotitoli in italiano e al lancio non sarà su Game Pass. Il pacchetto comprende anche multiplayer e DMZ, che abbiamo provato nella stessa occasione e di cui parleremo a parte nei prossimi giorni.
La campagna di Modern Warfare 4 è compatta, spettacolare e fedele alla tradizione della serie, con una struttura a più punti di vista e una varietà di situazioni che regge le sei o sette ore di gioco. Infinity Ward ha voluto seguire tutti i dettami classici della serie, nel bene o nel male. Si salta da un angolo all'altro del pianeta cercando di capire le connessioni e di ricordare nomi che sono passati troppo velocemente sui nostri schermi, tra esplosioni, sparatorie estreme e spettacolarità. Se siete fan di Modern Warfare sarete contenti di scoprire cosa succede a Ghost, Price e Makarov; se non lo siete, basterà godersi lo spettacolo senza badare troppo alla trama.
CERTEZZE
- Grande varietà di situazioni
- Struttura a più punti di vista che si ricompongono come un puzzle
- Stranded, missione più aperta con viaggio rapido e scelta dei rinforzi
- Formula classica, frenetica e spettacolare
DUBBI
- Trama fantapolitica con banalità e forzature
- Inseguimenti troppo guidati, con ritorno all'ultimo punto di controllo al minimo errore