Cyberpunk 2077: Feel More With Less - Racconti da Night City

Torna Racconti da Night City, una serie di storie ispirate dal mondo di Cyberpunk 2077, con una nuova porzione della storia del nostro V

SPECIALE di Mattia Pescitelli   —   18/02/2021
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Nel primo articolo di Racconti da Night City vi avevamo mostrato una sorta di "origin story" per il nostro ipotetico V. Oggi andiamo un po' avanti nel tempo e vi raccontiamo un episodio che si dipana dal famigerato Afterlife a Rancho Coronado nel corso di una singola notte. Questo è Feel More With Less, secondo episodio dei Racconti da Night City di Cyberpunk 2077.

Una serata tranquilla

Cyberpunk 2077: Quella notte all'Afterlife
Cyberpunk 2077: Quella notte all'Afterlife

Ti ho mai raccontato di quando ho conosciuto V? Sì, proprio quel V.
Ero all'Afterlife una sera, con quell'aria da scappata di casa in cerca di opportunità nella selvaggia Night City. Ricordo che non era molto affollato.
Avevo appena fatto un colpo con della gente che avevo incontrato qualche giorno prima. Non era andato affatto male, quindi avevamo deciso di festeggiare. Fortunatamente uno di loro conosceva il buttafuori, altrimenti credo non ci avrebbero mai fatto entrare con quell'aspetto da rifiuti delle Badlands.

Cyberpunk 2077: L'Afterlife, patria di opportunità
Cyberpunk 2077: L'Afterlife, patria di opportunità

Per una come me, era un sogno ad occhi aperti. Musica spaccatimpani, luci al neon e ballerine sott'olio. Comunque sia, stavamo ridendo e scherzando di tutte le cavolate che avevamo fatto durante il colpo, quando, a un tratto, un tipo si è fiondato nel locale, ricoperto di sangue. Lo avevano sistemato per bene. Credo gli avessero fuso i cyberware, perché trascinava una delle gambe, completamente in cromo.
Tutti corsero in suo aiuto. Credo fosse un pezzo grosso, ma tuttora non ne sono sicura.

Ricordo che Rogue si fece strada tra i pochi presenti, che si erano rapidamente accalcati, dicendogli di stare indietro. Si chinò vicino all'uomo e gli chiese chi lo aveva conciato in quel modo.
Lui rispose a fatica. Disse che era stata una nuova banda che aveva da poco occupato il territorio di Rancho Coronado e che avevano preso in ostaggio qualcuno. Non ricordo chi fosse, ma, a giudicare dall'espressione di Rogue, era qualcuno a cui teneva. Probabilmente avevano voglia di attirare l'attenzione per farsi conoscere. Beh, c'erano riusciti. Rogue si alzò e gridò:

Chi ha voglia di carne fresca?

Il locale esplose in un frastuono di approvazione. Dato che eravamo lì, abbiamo prontamente pensato di aggregarci alla spedizione punitiva. Dopotutto, quel gruppetto di teppisti non era l'unico che voleva farsi conoscere a Night City.

Cyberpunk 2077: V all'Afterlife
Cyberpunk 2077: V all'Afterlife

È stato in quel momento che l'ho visto. Era appoggiato a un muro e aspettava che gli altri si armassero a dovere. Sembrava completamente calmo, come se non avesse alcun timore dei rischi che poteva correre quella sera.
Rogue si avvicinò a lui e gli sussurrò qualcosa all'orecchio, per poi tornare a prepararsi. In quel momento, tolse il piede dal muro, si mise al centro del locale e disse un cosa come:

Chi è pronto mi segua. Tutti gli altri partiranno con il secondo gruppo, guidato da Rogue. Non andate da soli. Conoscono sicuramente il territorio meglio di noi e non abbiamo idea di quanti siano. Quindi, rimanete con il vostro gruppo e non fate bravate solo per farvi notare.

La carovana

Cyberpunk 2077: La Kusanagi di V
Cyberpunk 2077: La Kusanagi di V

Non avevamo un granché da preparare. La nostra attrezzatura era molto basilare, per non dire praticamente inesistente. Così, ci accodammo al gruppo di V. All'epoca era abbastanza conosciuto, ma sicuramente non come lo è adesso. Io non avevo mai sentito parlare di lui, ma ero comunque carica come il mio fucile.

Quando uscimmo dall'Afterlife saranno state poco più delle due di notte. Dal vicolo arrivò un rombo assordante. Era il veicolo di V. Una Kusanagi rossa. Ero rimasta folgorata dalla bellezza di quella moto. Sembrava quella di quel vecchio film. Come si chiamava? L'ho visto una volta in una BD. A ogni modo, era assolutamente il veicolo più figo che avessi mai visto.

Cyberpunk 2077: Verso Rancho Coronado
Cyberpunk 2077: Verso Rancho Coronado

Noi andammo verso il parcheggio, dove ci attendeva il nostro sgangherato furgone. Dallo specchietto vidi V salire in sella e fare un segno con la mano che ci indicava di seguirlo.

Le strade erano quasi deserte. Come al solito, erano tutti rintanati dentro a qualche fogna di locale.
Le luci al neon accendevano l'asfalto, pregno d'acqua. La nostra carretta riusciva a tenere il passo a malapena. Dal finestrino vedevo cambiare gli ambienti, le strutture, i pochi volti che vagavano per la città.

Cyberpunk 2077: Seguendo V
Cyberpunk 2077: Seguendo V

Da Corpo Plaza, con le sue strade perfette e i suoi ologrammi, a Pacifica, con i suoi relitti di una speranza perduta, fino ad arrivare a Rancho Coronado, ultimo approdo della civilizzazione.

L’ipotesi peggiore

Cyberpunk 2077: L'arrivo a Rancho Coronado
Cyberpunk 2077: L'arrivo a Rancho Coronado

Arrivati sul posto, V spense il motore e scese dalla moto. Indicò me e altri due tipi, facendoci segno di seguirlo. A tutti gli altri disse di aspettarci fuori, mentre noi entravamo all'interno di una casa apparentemente abbandonata.

Arrivati al portico, sentimmo un forte odore di sangue. V entrò per primo, con la pistola in pugno.
La stanza era ricoperta di sangue. A terra, vicino a una porta, si trovava un corpo. V si avvicinò e si chinò per vedere se aveva ancora un briciolo di vita nelle vene. Era troppo tardi.

Cyberpunk 2077: Il torto subito
Cyberpunk 2077: Il torto subito

Dopo qualche secondo di silenzio, si alzò di colpo e uscì fuori dall'abitazione. Lo seguimmo.
Tornati in strada, V scaricò il caricatore in aria e salì proprio sul nostro furgone. Fece un discorso. Disse a chi lo aveva seguito quanto era accaduto e minacciò le persone che avevano commesso tale barbarie solo per un po' di rispetto.

Il quartiere si accese. Da alcune case iniziarono a uscire persone armate fino ai denti. Fucili d'assalto, cyberware di ultima generazione, sensori smart. Era chiaro che qualcuno li aveva riforniti a dovere.
Non so chi ci fosse dietro quel fatto, ma sicuramente il mattino seguente se la fece nei pantaloni sapendo quanto era accaduto quella notte. Voglio dire, mettere in mano a dei bulli di strada delle armi da milizia?! Sai che non andrà a finire bene. Per loro, intendo.

Sangue per le strade

Cyberpunk 2077: V e la sua Kusanagi
Cyberpunk 2077: V e la sua Kusanagi

V scese dal furgone e si mise davanti al nostro gruppo, che si era compattato con le armi spianate.
Dal fronte nemico, un tizio fece intuire che era lui a comandare. Provò a dire qualcosa, ma non ci riuscì. Un proiettile lo colpì in fronte.
Mi voltai per vedere chi fosse stato a sparare. Del fumo usciva dalla bocca della pistola di V, puntata verso il nemico.

Cyberpunk 2077: V non la prende bene
Cyberpunk 2077: V non la prende bene

La gang non sapeva cosa fare. Guardavano il loro capo a terra, morto. A un tratto, partirono dei colpi verso di noi. Ovviamente, rispondemmo al fuoco. In un secondo, la via era attraversata da un fiume di proiettili.
Mi riparai dietro un secchione della spazzatura e tentai di sparare anche io qualche colpo. Non ce ne fu praticamente bisogno.
V eliminò la minaccia in men che non si dica. Sembrava posseduto da qualche sorta di demone della lotta. Sparava e ricaricava; cambiava armi; quando finiva i colpi iniziava a tirare pugni devastanti.

Cyberpunk 2077: La furia di V
Cyberpunk 2077: La furia di V

I pochi nemici rimasti lasciarono le armi a terra e se la diedero a gambe.
Tutti esultarono. Non avevamo subito perdite, solo qualche ferito, che per l'adrenalina andava in giro per la strada come se niente fosse, anche se sanguinava dalla gamba o dal braccio.

L’obiettivo comune

Cyberpunk 2077: Non esistono ostacoli per V
Cyberpunk 2077: Non esistono ostacoli per V

A un certo punto, sentimmo un'esplosione. Gli occhi di V si accesero di rosso. Stava parlando con Rogue, che chiedeva rinforzi in una via non troppo lontana dalla nostra posizione.
A quanto pare, avevano teso un'imboscata al loro gruppo. Forse era un piano premeditato, oppure solo fortuna sfacciata, ma era chiaro che il bersaglio di tutta questa faccenda fosse Rogue.

V ci disse di tornare sui nostri veicoli e di raggiungere il secondo gruppo.
Facemmo come disse, ma, mentre salivo sul furgone, notai che lui non stava tornando alla sua moto. Stava correndo a tutta velocità verso la struttura che sorreggeva la collina.
All'improvviso, fece un salto impressionante. Rimasi a bocca aperta. Era la prima volta che vedevo un impianto del genere in azione. La prima cosa che pensai fu che dovevo assolutamente averlo anche io!
In men che non si dica, aveva già scalato la collina. Noi lo seguimmo a rilento.

Cyberpunk 2077: V, infallibile anche dalla distanza
Cyberpunk 2077: V, infallibile anche dalla distanza

Arrivati sul posto, ci accorgemmo che la festa era iniziata senza di noi. Sentii un boato assordante. Era V con il suo fucile da cecchino che faceva fuori i nemici con una velocità impressionante.
Ero rimasta così catturata dalla sua tecnica, che non mi accorsi di un tizio che mi stava per colpire con una mazza chiodata. Quando mi voltai, pensai di essere spacciata. Ma un proiettile arrestò la sua corsa.
V mi aveva appena salvato la vita. Ci credi? Mi voltai nuovamente verso di lui. Lo vidi togliere l'occhio dal mirino e sorridermi, per poi tornare rapidamente all'azione.

Cyberpunk 2077: La fiammata blu
Cyberpunk 2077: La fiammata blu

Ero su di giri. Mi fiondai nella mischia e iniziai a sparare come una forsennata. Anche V si era ricongiunto al gruppo. Era impossibile non notare la sua presenza, dato che la sua pistola tecnologica rilasciava una fiammata blu abbastanza riconoscibile.

Un nuovo giorno è alle porte

Cyberpunk 2077: Sullo sfondo di Pacifica
Cyberpunk 2077: Sullo sfondo di Pacifica

Era quasi l'alba. Nessun nemico, di quelli che erano rimasti, respirava ancora.
Eravamo esausti, ma anche elettrizzati. Ci congratulavamo gli uni con gli altri; c'erano persone che si abbracciavano, che si baciavano.
A un tratto, V disse di seguirlo. Montò su un'auto sfarzosa, evidentemente appartenente al capo della banda. A giudicare dai cadaveri che vi si trovavano attorno, era vista come una sorta di idolo o qualcosa del genere.

Cyberpunk 2077: Solo uno rimarrà in piedi
Cyberpunk 2077: Solo uno rimarrà in piedi

Accese il motore e partì. Tutti lo seguimmo su per la strada, fino a raggiungere i confini della città.
In vista di un bivio iniziò a rallentare. Ci fece segno di prendere la strada a sinistra, mentre lui si diresse a destra.
Arrivammo su uno spiazzo sterrato. Da lì si poteva vedere tutta la città e anche la centrale elettrica che riforniva gran parte di essa. V stava entrando dentro a quest'ultima con l'auto della gang. La portò verso il centro dell'impianto, fece un paio di giri intorno al nucleo centrale, poi aprì lo sportello e si tuffo, mentre l'auto procedeva a tutta velocità contro quest'ultimo.

Cyberpunk 2077: V si diverte alla centrale elettrica
Cyberpunk 2077: V si diverte alla centrale elettrica

Ci fu una grande esplosione. Poi più nulla. Solo la fioca luce del mattino che illuminava il cielo. Ricordo che tutti spensero il motore delle auto.
V ci raggiunse con la sua moto e rimanemmo lì per un bel po', a vedere insieme i primi raggi del sole fuoriuscire da dietro i grattacieli senza luce.
Non mi resi conto che intanto V se ne stava andando. Quando lo feci, orami era troppo tardi. La folla lo aveva circondato. Provai a farmi strada per salutarlo, ma niente. Salì in sella e se ne andò verso l'alba, come in molti di quei vecchi film western. O era il tramonto?

Ancora oggi mi pento di non averlo ringraziato mentre eravamo lì a non fare niente, ma quell'alba mi aveva proprio stregato.
Era una delle cose più belle che avessi mai visto. Più bella di qualsiasi luce al neon, di qualsiasi via, di qualsiasi persona. In quel momento, era l'unica cosa in grado di illuminare la città.
Guardando quell'alba capii che la mia vita era cambiata radicalmente. Mi sentivo rinata.
Quindi, alla fine, forse è un bene che sia andata così. Forse è meglio condividere in silenzio.

Siamo arrivati alla fine anche di questo episodio di Racconti da Night City.
Come al solito, vi aspettiamo nei commenti per sapere cosa ne pensate e se avete indovinato la canzone che presta il titolo al racconto. Nell'ultimo appuntamento condivideremo con voi la playlist completa con tutti i brani che hanno ispirato le varie storie.