Fable, anteprima del nuovo capitolo per Xbox Series X 80

Pensieri sparsi sul nuovo Fable per Xbox Series X in sviluppo presso Playground Games

ANTEPRIMA di Giorgio Melani   —   26/07/2020

Indice

Scrivere un'anteprima di Fable, considerando che quanto visto finora è un teaser trailer di pochi secondi in computer grafica, assomiglia più che altro a una lista di desideri, visto che non ci sono ancora elementi oggettivi su cui basarsi per una disamina completa, tuttavia sono molte le voci di corridoio emerse finora sul progetto di Playground Games per Xbox Series X che consentono, quantomeno, di parlarne un po'. Erano anni che si vociferava di un nuovo Fable in sviluppo presso gli Xbox Game Studios, ma quanto mostrato al recente Xbox Games Showcase dimostra che lo sviluppo del gioco è probabilmente ancora in fase preliminare, a meno che la compagnia non si sia tenuta qualcosa di più sostanzioso da mostrare in un'altra occasione. In ogni caso, è una conferma importante, considerando quanto il brand è rimasto nei cuori di molti fan utenti di Xbox o meno.

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Fable deriva in effetti dalla tradizione più storica di Xbox, con il primo capitolo risalente al primo modello di console Microsoft e facente parte della particolare visione dei videogiochi impostata dalla compagnia con quella macchina: era una sorta di sogno da parte di Peter Molyneux e un concept all'epoca praticamente inedito, incentrato sulla costruzione di un personaggio in bilico tra il bene e il male all'interno di un'ambientazione più fiabesca che propriamente fantasy. Come sappiamo bene, le promesse non furono completamente mantenute, ma Fable è rimasto comunque un gioco storico, capace di mettere in scena un'interpretazione molto originale dell'action RPG e dotato di un carisma davvero unico. Infuso di spirito britannico e idee piuttosto peculiari, è entrato nell'immaginario dei giocatori garantendo ben due seguiti fino a Fable Legends, che avrebbe dovuto rappresentare la svolta del gameplay verso una nuova meccanica multiplayer ma si è trasformato invece in un disastro che ha portato alla chiusura di Lionhead.

Fable ha lasciato un vuoto che Microsoft non è mai riuscita a colmare, contribuendo alla famosa mancanza dell'action RPG single player in terza persona che è una lacuna ormai storica della produzione interna di Xbox Game Studios. Anche per questo, il nuovo Fable annunciato per Xbox Series X ha un'importanza capitale nell'economia della nuova console.

Action RPG single player o MMO?

Si è creato subito un caso sul nuovo Fable, all'interno delle polemiche generali seguite all'Xbox Games Showcase che hanno iniziato a tracimare e far sorgere dubbi su praticamente qualsiasi cosa: un presunto insider ha parlato della possibilità che il gioco in questione sia a tutti gli effetti un MMO, cosa che spiegherebbe fra l'altro la scelta del nome senza suffisso numerico in quanto spin-off e rilancio totale del brand sotto una nuova ottica. La questione è rientrata quasi subito, con diverse fonti piuttosto affidabili a confermare come non sia questo il caso, anche se rimaniamo comunque nell'ambito delle voci di corridoio e degli insider. Secondo voci più autorevoli, non si può assolutamente definire il nuovo Fable come MMO ma si tratterebbe di un action RPG che ha comunque degli elementi online, sebbene non ci siano dettagli sull'entità di questi. Tutto quello che possiamo fare, al momento, è ricavare qualche informazione dai movimenti di Playground Games in termini di annunci di lavoro e organizzazione interna, che dimostrano soprattutto come Fable sia un progetto veramente molto grosso.

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Il team britannico è diventato famoso grazie a Forza Horizon, considerato universalmente uno dei migliori racing game sulla piazza ma ovviamente qualcosa di molto diverso da un action RPG. Tuttavia, c'è un aspetto che potrebbe rappresentare un importante risorsa nello sviluppo di un gioco del genere: la presenza del mondo aperto liberamente esplorabile e le interazioni online ibride tra multiplayer in presenza e asincrono. In questo senso, tutto il lavoro fatto fino a Forza Horizon 4 può rappresentare un importante know-how acquisito dal team per lo sviluppo di un action RPG open world, sia per quanto riguarda la maestria tecnica con cui hanno messo in scena i loro giochi precedenti, sia per quanto riguarda la costruzione e gestione di un mondo di gioco ampio e condiviso, che potrebbe rappresentare la base anche della nuova Albion di Fable su Xbox Series X.

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Del resto, sappiamo che Playground Games si è ampliata moltissimo in questi mesi dopo l'acquisizione da parte di Microsoft, secondo alcune vecchie voci con l'aggiunta di ben 177 sviluppatori da mettere al lavoro proprio sul misterioso RPG open world che sappiamo ormai essere proprio Fable, dopo averlo sospettato a lungo. Tra i nuovi arrivati ci sono ex dipendenti di BioWare, Guerrilla Games e altri studi famosi, ex-Lionhead e Rockstar Games che sono stati opportunamente applicati su due grossi team paralleli: uno impegnato su Forza Horizon 5 e l'altro su Fable, dunque è chiaro come questo progetto abbia grande importanza nell'economia degli Xbox Game Studios. Le conoscenze miste date dai curriculum importanti dei nuovi assunti possono dare una notevole spinta al progetto: considerando che la costruzione del mondo non dovrebbe essere un grande problema per Playground, che già dal trailer sembra aver azzeccato anche l'art direction, resta completamente da valutare tutto il gameplay, ovviamente diversissimo da qualsiasi cosa il team abbia fatto in precedenza.

Impossibile mettersi a disquisire ora di sistema di combattimento e gestione del personaggio, ma ci auguriamo che gli sviluppatori mantengano lo stile immediato e intuitivo della prima trilogia nell'uso di armi e magie, magari ampliando la diversità di situazioni in cui è possibile trovarsi, potenziando gli incontri con i boss e approfondendo maggiormente l'evoluzione del personaggio attraverso skilltree più variegati e personalizzabili.

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Tra epica e umorismo

La premessa di Fable è sempre stata molto classica, giocando sullo stereotipo della fiaba e inserendovi delle venature umoristiche e alquanto dissacranti. Il protagonista è l'eroe destinato a portare equilibrio nel mondo o a farlo cadere nel baratro, nella costante scelta tra il bene e il male. Questo è l'archetipo narrativo a cui la serie si è sempre appoggiata, facendo partire da qui una narrazione comunque ricca e sfaccettata, grazie soprattutto alla vivacità del mondo circostante di Albion e dei suoi abitanti, sulla cui interazione si basano diverse meccaniche del gioco, improntate sul carisma e la vita sociale. Lo stesso spirito sembra pervadere anche il nuovo Fable, che a giudicare dal trailer di presentazione ha mantenuto l'ambientazione fantasy fiabesca originale e il particolare equilibrio tra toni epici e umoristici, cosa resa evidente dalla sequenza della fatina ingurgitata dal rospo (probabile citazione di un altro titolo che ha fatto della parodia degli stilemi classici della fiaba la sua cifra stilistica, ovvero Shrek).

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L'attenzione agli elementi comunicativi della serie potrebbe sfociare, in questo nuovo contesto, in possibili dinamiche "social", trasferendo la fitta rete di interazioni sociali che ha sempre caratterizzato la vita in Albion in un ambiente online condiviso, cosa che spiegherebbe in parte gli elementi online di cui si parla da tempo, oltre ovviamente al multiplayer cooperativo che era già parte integrante di Fable 2 e Fable 3 e potrebbe essere ulteriormente espanso e arricchito in questo nuovo capitolo. Ciò renderebbe le interazioni tra i personaggi sicuramente più complesse, anche se ci auguriamo che venga mantenuto un qualche sistema di comunicazione con gli NPC che riprenda lo stile classico ma portandolo un po' oltre i "versi" dell'epoca, considerando come le emote siano ormai all'ordine del giorno. Ma - diciamo la verità - Fable non sarebbe tale senza la sua buona dose di rutti, puzzette e ammiccamenti (destinati inevitabilmente a colpire per sbaglio il logorroico vecchietto del paese, facendolo innamorare perdutamente), dunque ci auguriamo che un sistema simile venga comunque mantenuto, in qualche modo.

Uno degli aspetti più difficili da considerare, nel rilanciare una serie rimasta ferma a dieci anni fa, è lo stile grafico da utilizzare. Fable può contare su una ricca base di artwork e concept elaborati dagli artisti per i capitoli precedenti, che hanno contribuito a caratterizzare fortemente il particolare lore della serie che è riuscita a distinguersi dalla massa anche stilisticamente, nonostante la sua appartenenza a un genere trito come l'action RPG fantasy. Sarebbe un ottimo inizio il fatto di partire proprio dalle illustrazioni dei primi capitoli e dal lavoro svolto da John McCormack, ex-Lionhad, per costruire il tono caratteristico di questo nuovo Fable. Quanto visto nel trailer è poco indicativo del gioco stesso, ma se non altro lo stile sembra essere azzeccato, con la rappresentazione fiabesca classica della foresta e delle sue creature e il tono dissacrante che emerge subito a spezzare l'incantesimo. L'inquadratura finale con la città in lontananza, che potrebbe essere la nuova Bowerstone, lascia intendere una notevole ricchezza delle ambientazioni e non vediamo veramente l'ora di lanciarci in questo nuovo mondo magico.

La conferma di un nuovo Fable è uno degli elementi più positivi emersi dall'Xbox Games Showcase, soprattutto sapendo che è stato affidato a un team capace come Playground Games, in cui abbiamo grande fiducia. Visto il teaser ben poco esplicito, al momento abbiamo soprattutto due certezze: il mantenimento dello stile classico della serie, bilanciato tra toni epici e umorismo squisitamente britannico, e lo spessore del progetto, in sviluppo da tempo presso uno dei first party Microsoft più capaci. In attesa di saperne di più, Fable è sicuramente uno dei prospetti più interessanti della futura lineup di Xbox Series X.

CERTEZZE

  • Il ritorno Fable è atteso da un decennio
  • Playground Games è una garanzia
  • Lo stile fiabesco e dissacrante sembra essere rimasto intatto

DUBBI

  • Non sappiamo ancora se seguirà la strada dell'action RPG classico
  • Uno svecchiamento è necessario e non è un compito semplicissimo