Ghost Of Tsushima, l’incredibile photo mode 69

Esploriamo più a fondo la photo mode di Ghost Of Tsushima, ultima esclusiva Sony estremamente fotogenica. Si tratta della miglior modalità fotografica di sempre?

SPECIALE di Mattia Pescitelli   —   27/07/2020

Indice

Abbiamo parlato di fotografia virtuale in diverse situazioni, da Red Dead Redemption 2 all'ultimo The Last Of Us 2. Proprio con quest'ultimo avevamo trovato una sorta di eccellenza in termini di scatti che si potevano ottenere attraverso la modalità fotografica.
Neanche un mese più tardi, ecco che l'ultima fatica Naughty Dog si è vista subito privata del suo (momentaneo, quello era ovvio) status di egemone per lasciare il potere nelle mani del nuovo arrivato di casa Sucker Punch.
Andiamo, quindi, a scoprire la photo mode di Ghost Of Tsuhima.

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La migliore photo mode di sempre?

Ovviamente, la bellezza della photo mode non indica una superiorità assoluta su The Last Of Us 2, ci mancherebbe altro. Tuttavia, come già avevamo puntualizzato, il fatto di non avere molte feature "al suo arco" (in primis lo "scivolone" dell'assenza della personalizzazione delle animazioni facciali, mancanza folle per un titolo che punta così tanto sull'espressività dei personaggi), già lo preannunciavano come una reggenza provvisoria, destinata al superamento in poco tempo.
Sia chiaro: noi parliamo di "superamento", ma questo non significa che tutto ciò che c'è stato prima di Ghost Of Tsushima sia immediatamente diventato vecchio e dimenticabile. Tutt'altro.
The Last Of Us 2, come Marvel's Spider-Man, come Forza Horizon, come perfino Shadow Of The Colossus sono tutti giochi ancora ottimi da fotografare e che possono rimanere il vostro "campo d'appartenenza" fino a che non crederete sia giunto il momento di passare ad altro.
La modalità fotografica di Ghost Of Tsushima è solo la summa di tutto quello che è venuto prima, però con al proprio fianco anche qualche novità interessante.

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Ma può essere considerata la migliore di sempre? Questo dipende tutto dai propri gusti e dalle funzionalità che piace trovare nelle modalità fotografiche.
Sicuramente, anche il comparto artistico (non per forza quello grafico) deve essere di alto livello, altrimenti ciò che si fotografa potrebbe risultare poco interessante. Poi, nulla toglie che è chi scatta a dover trovare l'interesse anche nella situazione più insignificante, però si è senz'altro molto più ispirati se il soggetto che stiamo per immortalare ci colpisce particolarmente a livello visivo.

E proprio qui torna la questione dei gusti. A un giocatore potrebbe non interessare l'universo di un Marvel's Spider-Man come a un altro potrebbe non dire nulla quello di Ghost Of Tsushima. Quindi facciamo prima a dire che non esiste un migliore o un peggiore, ma, al contrario, che tutto sta nel modo con il quale ci approcciamo al mondo di gioco e quanto esso riesca a coinvolgerci emotivamente.

Con le parole iniziali (che avranno già fatto aizzare i bollenti spiriti) ci riferivamo alla tendenza e al bene (o male) che può portare un gioco all'interno della fotografia virtuale.
Infatti, nell'ultimo mese, le pagine delle community di fotografia virtuale si sono letteralmente riempite di scatti provenienti da The Last Of Us 2. Essendo stato il "nuovo giocattolo" ovviamente la maggior parte del pubblico ci si è buttata a capofitto per scattare una miriade di fotografie più o meno apprezzabili. Questo principalmente per la qualità complessiva del titolo, che permette veramente di sbizzarrirsi. Ora "il vento è cambiato" e il titolo Sucker Punch sembra essere diventato (momentaneamente) il privilegiato per la creazione di immagini virtuali.
Certo, anche in questo caso potrebbe trattarsi del fascino del "giocattolo nuovo", ma la vicinanza all'uscita di The Last Of Us 2 e il fatto di leggere commenti più incentrati sull'effettiva modalità fotografica che non sulle sensazioni scaturite durante la partita, fanno pensare a una preferenza di una photo mode rispetto all'altra.

Chiusa questa parentesi, la photo mode di Ghost Of Tsushima è sicuramente una delle più interessanti attualmente presenti sul mercato, grazie soprattutto a dei minuscoli dettagli che la rendono molto solida.

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Fermare l’attimo

Una delle caratteristiche che colpisce istantaneamente nella photo mode di Ghost Of Tsushima è la possibilità di mantenere attive le animazioni ambientali. In parole povere, si mettono in pausa solo gli esseri viventi mentre il mondo di gioco "continua a vivere" senza che il tempo scorra.
Questo permette di creare immagini dinamiche (che, alla fin fine, non sono altro che catture video), un po' a ricordare lo stile registico di Akira Kurosawa (ripreso anche dalla scelta di poter impostare delle inquadrature specifiche e scorrere tra di esse a piacimento, come a creare una sorta di montaggio frame-by-frame), influenza cruciale per il gioco . Ciò rende possibile non solo muoversi (semi)liberamente all'interno di un mondo "vivo", ma anche di scegliere a priori l'inquadratura e aspettare il momento migliore (quando il vento muove gli alberi in un determinato modo oppure quando una foglia finisce esattamente nel punto che vogliamo) per disattivare gli effetti ambientali e immortalare l'immagine.

Questa tecnica avvicina molto di più la fotografia virtuale a quella reale (anche se, per chi scrive, rimangono due cose che si sviluppano in modo parallelo e mai congruente) in quanto ricorda il classico servizio fotografico in cui il fotografo mette in posa il proprio soggetto nel modo che preferisce e aspetta la condizione migliore per scattare la foto.

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La differenza con le altre photo mode è labile, ma cruciale. Mentre, con quanto abbiamo visto in passato, entrare nella photo mode significava fermare completamente il tempo e girovagare liberamente all'interno di un mondo immobile, qui ci troviamo difronte a un mondo sì statico, ma comunque reso dinamico e "imprevedibile" dagli effetti ambientali. Quindi, entrando nella photo mode, alcuni elementi continuano a muoversi, a variare, in attesa che il giocatore trovi la composizione che più lo aggrada.

Ovviamente, la photo mode può essere impostata anche come quelle tradizionali, con la scena che si arresta completamente, ma questo fatto di cercare il proprio momento, l'istante perfetto che permette allo scatto di essere veramente peculiare, rende l'esperienza fotografica all'interno del gioco estremamente più affascinante.

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Effetti su effetti su effetti

Ciò che rende altrettanto interessante questa dinamicità dell'immagine nella photo mode è senz'altro l'accuratissima possibilità di personalizzazione della scena.
Partiamo dai particellari. In qualsiasi momento all'interno del mondo di gioco, sia che ci troviamo in montagna o in una radura arsa al suolo, possiamo scegliere di inserire foglie che cadono dal cielo, libellule, corvi, cenere e via dicendo (ma non più di un elemento alla volta, a meno che uno di essi non si trovi già nella zona che state esplorando). Possiamo anche controllare la densità di questi elementi, da poche unità a centinaia di esse.

Passiamo, poi, alle condizioni metereologiche. Anche in questo caso, possiamo scegliere se lasciare le condizioni attuali o se avere un cielo sereno, nuvoloso, tempestoso o quant'altro, cambiando radicalmente la scena.
Presente anche la possibilità di cambiare l'orario del giorno, che può essere alterato in ogni momento, così da realizzare scatti nello stesso luogo, ma con un'illuminazione così diversa da risultare una zona mai esplorata prima.
Infine, il vento, che può essere più o meno forte e soffiare in una direzione piuttosto che in un'altra. Questo permette, specialmente quando indossate mantelli, di rendere più dinamica (in questo caso, nella sua staticità) l'immagine che vi apprestate a immortalare.
Da tenere in considerazione anche la possibilità di selezionare uno dei brani della colonna sonora e lasciarlo scorrere in sottofondo. Questa scelta è utile sia per lasciarsi ispirare, ma anche per accompagnare i possibili video che andrete a creare grazie all'effettistica in movimento.

Inutile dire che già solo queste caratteristiche contribuiscono a rendere ogni scatto unico, in quanto è estremamente difficile (se non impossibile) riuscire a replicare un'immagine con così tanti elementi variabili al suo interno.

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Cosa fotografare?

Ghost Of Tsushima non eccelle a livello di dettaglio grafico (specialmente in termini di volti), ma il colpo d'occhio rimane veramente stupefacente. Il merito è principalmente del comparto artistico, che è riuscito a evocare una visione del Giappone estremamente peculiare e che con il tempo risulterà senz'altro iconica, cosa che permetterà di ricondurre immediatamente l'osservatore al titolo Sucker Punch.
Questa cura per la palette cromatica, per l'illuminazione, ma anche per gli ambienti di gioco in generale, riesce a colpire immediatamente l'occhio e a risultare ben bilanciata anche una volta esportati gli scatti su PC, tanto che, molto spesso, si potrebbe fare a meno delle fasi di post-produzione con i vari software di ritocco fotografico.

Altro merito va all'effettistica ambientale, dove è evidente lo studio e l'impegno impiegati per aiutare a dare linfa vitale all'isola di Tsushima, che sembra un personaggio a sé stante, senziente e dolorante per le ferite infertele dal popolo mongolo. Tale elemento, di conseguenza, sembra spingere verso una direzione in campo fotografico: la scelta paesaggistica. Questa visione, però, non vi deve precludere altre vie.

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Da notare, infatti, l'assenza della possibilità di eliminare i personaggi dallo schermo, scelta che sembra sottolineare una voglia da parte degli sviluppatori di mantenere i personaggi come parte integrante dell'ambiente. È importante sottolineare che, se si eliminano i personaggi, l'utilità della dinamicità offerta dalla modalità fotografica si perde completamente, in quanto l'unico elemento statico (ovvero gli esseri viventi) sono esentati dallo scatto.
Ovviamente, è abbastanza facile liberarsi della presenza di personaggi (basta muoversi nell'ampia area disponibile nella photo mode per trovare centinaia di spot privi di essi), ma quello che sembra un desiderio degli sviluppatori, ovvero rendere parte dell'immagine anche i caratteri che abitano il mondo di gioco, fa venire voglia di giocare con la camera in-game e sbizzarrirsi con i vari tool offerti dalla modalità fotografica per riuscire a implementare (quando più opportuno) gli abitanti di Tsushima.

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Essendo Ghost Of Tsushima un gioco ampiamente incentrato sui combattimenti, è indubbio che essi si prestino bene a livello fotografico, specialmente se riuscite a immortalare i momenti di quiete, quelli subito prima o subito dopo il combattimento (ma anche diverse situazioni più concitate hanno il potenziale di funzionare visivamente).
Il mio punto di vista personale, come potete vedere dagli scatti, si è focalizzato molto sulla staticità di alcuni momenti, sull'attesa, perché trovo che questa calma ("la calma prima della tempesta") si sposi estremamente bene con le sensazioni che scaturiscono dal titolo. Ciò non toglie che voi potreste vedere in Ghost Of Tsushima qualcosa di totalmente differente e completamente avverso alla quiete che mi ha restituito l'esperienza di gioco. Come sempre, è una questione di punti di vista.

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Per concludere

Siamo arrivati alla fine di questo fugace viaggio all'interno della photo mode di Ghost Of Tsushima.
Abbiamo sorvolato volutamente alcuni elementi, come le varie possibilità di ruotare la camera o di gestire la profondità di campo, perché ormai sono lo standard nella fotografia virtuale.
E proprio qui si trova il punto della situazione. La photo mode di Ghost Of Tsushima non è qualcosa di mai visto prima, ma solo un compendio di quanto conosciamo, con alcune intuizioni estremamente azzeccate (in primis, la possibilità di poter navigare tra gli elementi del menù fotografico e cambiare il loro valore anche quando l'interfaccia è disattivata; cosa già vista, ma fin troppe volte assente nelle photo mode). Ed è proprio questo a renderla "incredibile", per riprendere il titolo sardonicamente eccessivo dell'articolo.

Noi abbiamo molti altri scatti, ma abbiamo dovuto fare una cernita per evitare di mostrarvi alcuni luoghi che è meglio che scopriate da soli durante la vostra partita. Se volete un articolo più approfondito, con nuove immagini, magari strutturato come una sorta di "guida turistica" di Tsushima, fatecelo sapere nei commenti. E fateci sapere se state utilizzando la modalità fotografica, se vi sta piacendo e, se ne avete voglia, condividete con noi e gli altri utenti i vostri scatti.