Google alla GDC 2019: cosa ci aspettiamo dagli annunci 23

La manovre più o meno segrete di Google in ambito videoludico stanno per essere svelate alla GDC 2019: ecco cosa ci aspettiamo dal colosso americano.

SPECIALE di Giorgio Melani   —   13/03/2019

Che Google goda di una presenza importante all'interno della GDC 2019 non è certo strano, considerando che si tratta di uno degli attori principali dell'industria software, oltretutto con un grosso piede già infilato nell'ambito dello sviluppo videoludico attraverso il Play Store, contenente una quantità sterminata di videogiochi per i dispositivi Android. Anche quest'anno possiamo dunque aspettarci novità per gli sviluppatori sul fronte del sistema operativo mobile in questione, con novità tecnologiche e organizzative per tutti coloro che vogliono lanciarsi nella creazione di contenuti su Android, ma forse non sarà questo l'argomento principale della GDC 2019 dal punto di vista di Google.

Sembra proprio esserci dell'altro per quanto riguarda questa edizione della Game Developers Conference, qualcosa di veramente sostanzioso per i videogiocatori. È ormai da un bel po' di tempo che si susseguono le voci di corridoio sulla possibile entrata ufficiale di Google nel campo di battaglia della produzione di console da gioco, ma quanto emerso finora è sempre rimasto confinato nell'ambito dei rumor non confermati. La frequenza e intensità di queste notizie ha però subito un netto incremento nell'ultimo periodo e a questo punto non resta che attendere l'evento di presentazione ufficiale per svelare tutti i segreti della compagnia.


Il Google Reveal Day è fissato per il 19 marzo 2019 e tutto fa pensare a una presentazione veramente importante a questo giro: troppe sono le testimonianze, i leak e le informazioni, seppur sempre sul piano delle voci di corridoio, che sono emersi in questi mesi, perché si risolva tutto in un nulla di fatto. Insomma, l'idea è che Google voglia scendere in campo in prima linea come produttrice di hardware da gioco, oltre che come attore di prima importanza nel palcoscenico della distribuzione e pubblicazione di software. Quale sia la soluzione scelta per entrare nel vivo della battaglia è ancora da capire, ed è questo che ci fa puntare le sveglie su quella conferenza del 19 marzo, perché la presentazione di una nuova console è sempre un evento da seguire e quando questa proviene da un produttore praticamente nuovo sulla scena videoludica, i misteri si infittiscono ancora di più. Vediamo dunque di mettere un po' di ordine nelle informazioni emerse finora su questa fantomatica console Google.

In principio fu Project Stream

L'intenzione di puntare sui videogiochi è risultata evidente già dalla presentazione di Project Stream, un servizio di cloud gaming da parte di Google distribuito ancora in fase di beta a numero chiuso ma che sembrava già presagire un disegno ambizioso da parte della compagnia. La prima demo di Project Stream mostrava un gioco impegnativo come Assassin's Creed Odyssey girare a 1080p e 60 frame al secondo direttamente all'interno del browser Chrome, tanto per dare un'idea delle potenzialità di un servizio del genere da parte della casa californiana. D'altra parte, se c'è un'azienda che possa fornire server farm in grado di sostenere un traffico dati mastodontico, al di là di Microsoft, quella è proprio Google, dunque un esperimento del genere non risulta proprio fantascientifico per una compagnia che ha fatto delle infrastrutture un punto di forza da svariati anni a questa parte.


Chiuso il primo periodo di test, che era riservato esclusivamente ai cittadini degli Stati Uniti, Google potrebbe dunque aver pronto il grande salto, ovvero la presentazione di un hardware specificamente dedicato ai videogiochi, in grado di interfacciarsi in maniera privilegiata con il servizio Project Stream, che verosimilmente otterrà una nuova denominazione una volta che le cose si saranno definite con maggiore chiarezza. Almeno, questa è al momento l'ipotesi più accreditata: lanciare infatti una console con impostazione tradizionale, offline e basata su un hardware di grosso calibro sarebbe a questo punto un rischio per una compagnia che ancora deve dotarsi di un'organizzazione interna votata in maniera specifica alla produzione di videogiochi, presentandosi oltretutto proprio in un periodo di transizione in cui gli attori principali già stabiliti da tempo sul mercato stanno per lanciare le proprie nuove soluzioni hardware.

Power of the Cloud

Molto più sensata è dunque l'idea che l'eventuale console Google sia una sorta di set-top box studiato per sfruttare il cloud gaming, oltre che essere una semplice conseguenza logica guardando il lavoro fatto finora dalla compagnia. In questo caso, considerando l'estensione e la potenza degli strumenti che Google può sfruttare lato server, le potenzialità di una macchina del genere sarebbero davvero molto interessanti. Project Yeti è il nome in codice dato a questa ipotetica console, anzi al momento si riferisce più che altro al kit di sviluppo, perché a quanto pare la questione sarebbe già nota, da un po' di tempo a questa parte, tra sviluppatori e addetti ai lavori. Il sistema prevede dunque una sorta di terminale domestico per lo streaming che si interfaccia sul servizio dedicato Project Stream, ricevendo dati a bassa latenza da una sorta di mega-console centralizzata la cui potenza può essere estremamente grande. Questo ovviamente consente agli sviluppatori di realizzare giochi di grande complessità, con l'unico collo di bottiglia dato dalla capacità delle linee internet.


Una struttura del genere apre scenari interessanti per quanto riguarda le possibilità offerte agli sviluppatori, che potranno verosimilmente puntare a soluzioni tecnologiche di alto profilo (si parla di ray tracing in tempo reale e soluzioni avanzate in termini di intelligenza artificiale e simulazione della fisica), ma si porterebbe dietro il limite dell'effettiva fruibilità ad alti livelli da parte degli utenti. Su quest'ultimo fronte, l'esperienza vedrà modifiche sensibili tra regioni geografiche e località diverse in base alla qualità delle linee, anche se immaginiamo che Google abbia comunque studiato dei sistemi per massimizzare la qualità della trasmissione dei dati. È possibile che la console da mettere in casa abbia comunque un hardware di un certo livello, in grado di comunicare con quello "centrale" in modo da ottimizzare le performance e localizzare parte del carico computazionale sul singolo dispositivo, cosa che potrebbe aiutare a superare le difficoltà poste dalle infrastrutture internet.

Anche in questo senso sarà interessante vedere che soluzioni avrà studiato Google, che potrebbe anche decidere di presentare diversi modelli di console sullo stile di quanto emerso dai rumor per Xbox Scarlett, ovviamente con fasce di prezzo differenti.

Alla conquista del software

Il rapporto tra Google e gli sviluppatori di videogiochi è già una realtà ben definita da anni di Android, ma la produzione di giochi propriamente da console rappresenta qualcosa di diverso rispetto a quanto visto finora su Google Play Store. Da molteplici fonti abbiamo saputo che la compagnia ha avviato da tempo i contatti con diversi team e publisher, anche di alto livello, proponendo collaborazioni e utilizzo dei devkit, anche se non c'è alcuna conferma ufficiale di queste manovre. Resta da vedere se ci sono state o se siano in programma delle effettive acquisizioni in blocco di team di sviluppo, che rappresentano in un certo senso le operazioni emblematiche della volontà di mettere le radici nel mercato videoludico, perché dimostrerebbero una volontà precisa di costruire progetti a lungo termine e forse proporre anche delle vere e proprie esclusive per i propri sistemi.


Insomma, di motivi per seguire con attenzione il keynote in questione ce ne sono veramente diversi, dunque segnate sul calendario l'evento Google Reveal alla GDC 2019, fissato per il 19 marzo 2019 alle ore 18:00 secondo l'orario italiano. A ravvivare ulteriormente le voci sulla possibile console Google sono giunte, proprio in questi giorni, anche le presunte immagini relative al controller della macchina, realizzate partendo dai brevetti ufficiali ma secondo il solito ben informato Jason Schreier di Kotaku non sarebbero veritiere (e verrebbe da aggiungere anche "per fortuna"). Insomma, siamo sempre nell'ambito delle voci ma l'argomento sta prendendo piede e consistenza: nel giro di una settimana potremmo trovarci davanti allo storico ingresso di un nuovo e importante concorrente nell'arena della produzione di hardware e software videoludico.

La luce in fondo al tunnel

Proprio durante la stesura di questo articolo, Google ha pubblicato una sorta di teaser trailer di presentazione per la conferenza Google Reveal alla GDC 2019, che potete vedere qua sotto. Il video resta opportunamente molto vago, giocando sull'effetto dell'attesa per la grande rivelazione prevista alla conferenza nel corso della GDC 2019 come una sorta di luce in fondo a un tunnel, puntando sull'hype per qualcosa destinato a sconvolgere il mondo videoludico. La metafora del video è chiara in questo senso, ma a ben vedere potrebbero esserci altre interpretazioni alle immagini visibili nel trailer, considerando le particolari varianti con cui viene rappresentato il tema del tunnel o del corridoio. Si passa infatti da quello che sembra essere un classico tunnel da stadio a un corridoio fantascientifico, una grotta naturale, una strana ambientazione fantastica, un castello in stile fantasy medievale, l'interno di un aereo cargo e una sorta di garage.


Se tutto questo può avere dei riflessi effettivi in quello che verrà mostrato nel corso della presentazione, si potrebbero collegare le varie rappresentazioni a possibili giochi in arrivo sulla console Google: siamo ovviamente sul piano ipotetico, ma mettendo insieme le diverse interpretazioni del tunnel possiamo pensare alla presenza di almeno un racing game, uno sparatutto o simulazione ad ambientazione fantascientifica, un probabile gioco di calcio, un RPG ad ambientazione fantasy-medievale e forse un gioco con setting fantastico, che richiama lo stile di titoli tipo Ori and the Blind Forest, oltre a un possibile open world a cui potrebbe riferirsi lo scenario tipo grotta naturale. Infine, l'interno dell'aereo cargo sembra proprio un riferimento all'immancabile battle royale che dovrà essere presente anche su questa piattaforma. È chiaramente un'interpretazione un po' forzata del trailer, ma visti i tanti misteri che circondano questo evento non è del tutto fuori luogo pensare a un ulteriore enigma nascosto all'interno del video di presentazione, d'altronde alcune scelte sembrano davvero troppo specifiche e singolari per non essere effettivamente degli indizi sui contenuti dell'evento di presentazione Google.

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