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Halo Infinite è stato il gioco più discusso del 2021

Halo Infinite è infine uscito, convincendo un po' tutti, ma ciò non toglie che sia stato uno dei giochi più discussi del 2021, nel bene e nel male.

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   11/12/2021
Halo Infinite
Halo Infinite
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Halo Infinite è stato indubbiamente uno dei giochi più chiacchierati del 2021, se non proprio il più discusso in assoluto. In realtà è da luglio 2020 che se ne parla di continuo, cioè dalla prima, infausta presentazione che ha portato al rinvio del lancio, lasciando a bocca asciutta chi si aspettava d'inaugurare la sua Xbox Series appena acquistata con la nuova avventura di Master Chief. Intorno al titolo di 343 Industries si sono concentrate delle aspettative enormi, condite dalla paura che il team di sviluppo non ce l'avrebbe mai fatta a raddrizzare la situazione. Nel corso dei mesi si sono moltiplicate le richieste di vedere qualcosa di aggiornato del gioco con molti che non si sono mai dichiarati soddisfatti della pur continua comunicazione degli sviluppatori in merito allo stato dello sviluppo, fatta di lunghi aggiornamenti mensili pubblicati regolarmente sul blog ufficiale della serie.

A un certo punto è stato chiaro per tutti che Halo Infinite non poteva fallire. Nel caso fosse risultato essere un gioco sottotono il contraccolpo per Microsoft e le sue nuove console sarebbe stato enorme, soprattutto dal punto di vista dell'immagine. Phil Spencer e i suoi lo sapevano bene e per questo hanno preferito investire altri milioni di dollari posticipandolo (costa tantissimo rimandare un progetto di queste dimensioni), invece di rischiare di perdere tutto. Insomma, il franchise di punta di Xbox si è dovuto caricare sulle spalle, suo malgrado, una responsabilità ancora più grande. Responsabilità acuita dal successo degli altri titoli degli Xbox Game Studios, che non hanno fallito un colpo negli ultimi mesi. Seguire Psychonauts 2, Age of Empires IV e, soprattutto, Forza Horizon 5 non è facile, anche se appartieni a un genere completamente differente.

Il fardello di Master Chief

Bentornato Master Chief
Bentornato Master Chief

Tutto però è andato per il meglio. Il 15 novembre è arrivata la modalità multiplayer. Le paure per la sua natura free-to-play con microtransazioni sono state spazzate via da una qualità eccezionale. Ad aiutarla un paio di fattori importanti: Call of Duty: Vanguard e, soprattutto Battlefield 2042, i suoi concorrenti più diretti. Il fatto che si siano rivelati due giochi problematici, in particolare quello di DICE, ha fatto risaltare l'impeccabilità del lavoro di 343 Industries, che se n'è uscita con un prodotto rifinito, pulito e molto divertente. Diciamo che a contribuire è stato anche il silenzio di Sony, che non avendo giochi importanti da lanciare nel periodo festivo, ha lasciato un'autostrada a Master Chief e soci in termini di marketing, che gli ha permesso di rifulgere come non mai, fuori da ogni confronto.

Peccato per il sistema di progressione, non proprio perfetto, ma in generale a lamentarsi sono stati in pochissimi e gli sviluppatori hanno risposto prontamente a tutte le critiche, promettendo aggiornamenti e novità.

A quel punto l'attesa si è spostata sulla campagna single player: ce la farà a conquistare tutti, nonostante i problemi avuti in fase di sviluppo? Si sono chiesti in molti fino alla fine. Poi sono uscite le recensioni, mediamente molto positive, e finalmente si è potuto tirare un sospiro di sollievo: è valsa la pena di attendere. Di nostro abbiamo immaginato la tensione serpeggiante per i corridoi di 343 Industries sciogliersi in grida di giubilo e manifestazioni festose. Il resto è andato secondo le attese, con il gioco che ha subito preso la testa delle classifiche di vendita (è primo da giorni nella top 10 globale di Steam), nonostante sia disponibile senza costi aggiuntivi per gli abbonati a Xbox Game Pass, e le prime recensioni degli utenti che ne hanno magnificato le qualità, eleggendolo come uno dei migliori capitoli della saga.

Il ritorno di Halo

Ma com'è? Sinceramente è difficile pensarlo come il gioco dell'anno, visto che qualche problema ce l'ha, comprese alcune mancanze come la modalità cooperativa (arriverà nel corso del 2022), checché ne dica la volontà popolare (espressa prima del lancio della campagna single player...), ma se dovessimo scegliere il più rappresentativo non esiteremmo a indicarlo. Nel bene e nel male Halo Infinite ha segnato più di qualsiasi altro gioco il 2021, che da molti sarà ricordato come il suo anno. La campagna single player è ben fatta e divertente. Dura il giusto e dà una libertà enorme, che consente al giocatore di sfruttare al massimo gli strumenti a disposizione di Master Chief, in particolare l'eccezionale rampino.

Ambientato a un anno e mezzo di distanza dai fatti raccontati in Halo 5: Guardians, racconta una storia focalizzata sugli elementi cardine della serie: Master Chief, Cortana e Halo. L'ambientazione è quella Zeta Halo tanto amata dai fan, i nemici quelli più iconici della serie e i ritmi sono quelli che tanto hanno fatto amare i precedenti capitoli. In particolare si respira un ritorno ai primi episodi, nonostante la struttura open world, con sparatorie adrenaliniche, battaglie spettacolari, molti veicoli da usare e tante cose da vedere. Il lato grafico della versione finale è enormemente migliorato rispetto a quanto visto durante la presentazione di luglio 2020, segno di un profondo lavoro di revisione attuato dal team di sviluppo nel periodo post rinvio. Insomma, difficile non guardare ad Halo Infinite con ottimismo per il futuro della serie e di Xbox, visto com'è stato raddrizzato il progetto e ciò che è venuto fuori. Ora speriamo che 343 Industries mantenga le promesse e lo aggiorni con nuovi contenuti nel corso dei prossimi anni, così da renderlo ancora più grande e farlo sopravvivere fino al prossimo Halo.