Horizon e Death Stranding su PC, Sony abbandona le esclusive su PlayStation?

Con l'arrivo di Horizon: Zero Dawn e Death Stranding su Steam sembrerebbe che Sony stia andando verso la fine delle proprie esclusive PlayStation: è davvero così? A quali conseguenze potrebbe portare?

SPECIALE di Emanuele Gregori   —   12/03/2020
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Il mondo si stravolge, una pandemia blocca la produttività, le fiere saltano, i cinema chiudono e il panico crea file chilometriche fuori dai supermercati, ma a far ancor più risonanza nel settore videoludico è la notizia di Sony che lancia su Steam Horizon: Zero Dawn, una volta prerogativa di PS4. Eppure non dovrebbe sorprendere così tanto: anche da queste parti in più di un'occasione, ad esempio all'annuncio della data di Death Stranding su PC, avevamo discusso di come questa possibilità risultasse più che concreta analizzando diversi fattori. Ora che non ci sono più dubbi è interessante ritrovare le motivazioni che possano aver spinto Sony in questa direzione e le conseguenze che questo potrebbe apportare al mercato.

Il mercato fluido

Tralasciamo gli umori del web che spesso si rivelano anche parodistici e nei quali cadono gli stessi sviluppatori del gioco, è ovvio però che alcuni utenti affezionati e ancorati alle diatribe da console war si siano sentiti in qualche modo, malato aggiungeremmo noi, traditi dalla società giapponese. D'altronde è sempre stata la stessa Sony, tra chiusure di mercato e mala gestione di alcuni settori, a dare l'idea di non voler minimamente scendere dal piedistallo dell'esclusività e mantenere l'ecosistema PlayStation il più blindato possibile.

Smuovere delle certezze così ferree è difficile e richiede tempo e mosse ricercate, nonché una serie di azioni che, se studiate nel giusto modo, posso iniziare ad abituare sia l'utente console che quello PC ad incrociare i propri "flussi". Esattamente come nei Ghostbusters l'incrocio è sconsigliato ma propizio per sconfiggere Gozer il Gozeriano, lo stesso sembra stia accadendo proprio nel mondo videoludico. Lì dove Microsoft si è aperta alla concorrenza per necessità di mercato, arrivando addirittura a portare alcune sue esclusive su Nintendo Switch, Sony stessa ha sondato il terreno prima con il remote play e poi con il servizio in cloud di PlayStation Now, entrambi disponibili su PC. Potrebbe sembrare strano accostare due servizi alla fine dell'esclusività di uno specifico software, ma è evidente che la possibilità di percepire le sensazioni di un'utenza molto diversa da quella di riferimento, così come anche la necessità di seguire un mercato che tiene le console sempre più a margine, siano elementi importanti per spingersi in una direzione con un rischio vicino allo zero.

Ps5 Gamecube Concept

Le prime avvisaglie

Difficile conoscere nello specifico gli accordi commerciali tra un publisher e gli sviluppatori terzi, soprattutto quando si tratta di titoli come il recente Nioh 2, che esattamente come il primo capitolo è arrivato inizialmente in esclusiva su PS4 e di cui non si hanno ancora notizie per quanto riguarda l'uscita successiva su altre piattaforme. Titoli ed esclusive temporali di questo genere, come a breve accadrà anche all'attesissimo Final Fantasy VII Remake, rispondono ad accordi e regole di mercato che andrebbero analizzati caso per caso, risalendo a strette di mano e firme che probabilmente non diventeranno mai di pubblico dominio. Nonostante questo è evidente che la ricerca dell'esclusiva totale per tutto ciò che riguarda i progetti terzi rappresenti ormai una chimera che si scontra con i costi produttivi e di distribuzione, ma soprattutto con il conseguente costo dell'esclusività stessa.

Alcuni di questi motivi, se ricercati più a fondo, sarebbero già sufficienti a comprendere come i movimenti dell'industria spingano nella direzione dell'apertura e dell'inclusività. Se non altro tenendo a mente anche tutte quelle informazioni riguardo la futura PS5 che ormai hanno trovato conferme qua e là. La stessa retrocompatibilità totale, nonostante non riguardi minimamente lo sdoganare proprietà intellettuali su altri sistemi da gioco, mette in luce la volontà di Sony di dare un po' più ascolto alle tendenze del mercato, anche e soprattutto a causa di un futuro più incerto per l'universo console. Nemmeno l'architettura delle macchine, sempre più simile a dei PC, giustifica limitazioni hardware e software sotto questo punto di vista, spingendo al limite le giustificazioni e portando pericolosamente l'utente a credere che la mancanza della retrocompatibilità significhi solo voglia di lucrare nuovamente su un prodotto ormai passato.

Azzardando ancor di più si potrebbe pensare che la stessa volontà portata avanti da Sony di spingere più sui remake che sulle remastered, almeno in questi ultimi anni, rappresenti proprio la voglia di trovare un senso alla reimmissione sul mercato di vecchie opere, giustificandone il prezzo al pubblico con il lavoro di riproposizione da zero, piuttosto che con la semplice revisione dei contenuti.

Ci rendiamo conto che possano apparire tutti come pretesti, e che nessuno di questi debba necessariamente risultare una prova fondata, ma lo scopo di questa riflessione è solo quella di mettere qualche pulce nell'orecchio, cercando allo stesso tempo di non uscire totalmente dal seminato. Considerato tutto quanto detto, è ora possibile arrivare al fulcro stesso della discussione: le due esclusive di peso che quest'estate arriveranno su Steam.

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Death Stranding e Horizon: New Dawn

Decima Engine. Volendo potremmo essere brevi, concisi e diretti, riducendo tutto al nome del motore che muove entrambi questi giochi. Per quanto sia una certezza, sarebbe però stupido fermarsi solo a questo, considerato che i due titoli vivono tempistiche, produzioni ed esclusività molto diverse. L'arrivo di Death Stranding su PC è sempre stato nell'aria, fin dai primissimi annunci dell'ultima opera di Hideo Kojima. La sparizione veloce della dicitura "only on PlayStation" e la mancanza di chiarezza da parte di tutti gli illustri interessati, ha generato facilmente il dubbio che poi è diventato realtà a pochi giorni dall'arrivo sul mercato lo scorso novembre. A dire il vero, nel caso specifico, è stata proprio quella la scelta comunicativa strana e quasi ingiustificata. Tenere nascosto fino a quel momento l'ufficialità, per poi rivelarla così a stretto giro con l'uscita, non ha fatto altro che portare diverse persone a pensare di attendere la prossima estate, per poter godere del gioco al meglio delle sue possibilità tecniche (setup permettendo). Nonostante tutti questi dettagli e nonostante l'utilizzo del motore di proprietà di Guerrilla Games, la realtà è però presto detta: Death Stranding non è un gioco di proprietà di Sony, così come fino a prova contraria non lo è Kojima Production. La distribuzione del gioco su PC da parte di 505 Games ne ha poi decretato la definitiva perdita dei diritti di sfruttamento, portando però il Decima Engine ad essere il primo motore internamente sviluppato in uno studio di Sony, a girare "volontariamente" su PC.

Se proprio dovessimo essere pignoli, potremmo inserire anche i giochi di Quantic Dream in questa lista, vista la fine del sodalizio con la casa francese e l'arrivo delle ultime avventure di David Cage e compagnia sull'Epic Games Store. Considerata però la cessazione non necessariamente positiva del rapporto, preferiamo soffermarci su questi altri due titoli, visti anche i tanti punti in comune.

Horizon Zero Dawn Complete Edition 4

L'ufficialità dell'acclamato Horizon: Zero Dawn su Steam, action rpg di Guerriglia uscito ormai tre anni fa, non fa che confermare definitivamente una tendenza che appare ancor più logica alla luce di tutte le elucubrazioni fatte. Il motore, il tempo passato dall'uscita, la relativa semplicità dell'arrivo del secondo capitolo sulla prossima PS5 e il controllo totale del team olandese, sono le info conclusive che portano a comprendere come Sony si stia muovendo in un terreno ancora per lei inesplorato, ma che probabilmente non può più esimersi dal percorrere. Esagerando: la voglia di provare a fare all in per aprirsi una strada per un possibile futuro da "semplice" publisher, potrebbe anche ritrovarsi in quei movimenti aziendali che negli ultimi mesi hanno scosso il settore: vedasi l'allontanamente di Shawn Layden, la creazione di nuove modalità di presentazione come lo State of Play e la totale mancanza di presenza ad alcuni degli eventi più importanti dell'anno.

Tutte queste considerazioni e tante altre in più sono alla base di un pensiero comune che sembrerebbe spingere in una sola e importante direzione: l'apertura. Che voi siate tra i nostalgici che si sentono orfani di un mondo fatto di repellente console war, o al contrario abbiate trovare la giusta via dell'inclusività, l'unica realtà da prendere in considerazione è quella di una Sony che si sta guardando intorno, iniziando a mostrare quella lungimiranza verso il futuro che, ne siamo certi, tra una decina d'anni potrebbe fare la differenza tra il rimanere la regina del mercato e il rotolare rovinosamente in coda alla catena alimentare. Oppure potremmo anche pensare che tutto si risolva nella volontà di Sony di spingere l'utente PC a comprare PS5 con Horizon 2 al day one ma, siamo sinceri, a questo punto non ci sarebbe più alcun divertimento nel fare speculazioni.

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