Judgment, un ultimo provato prima dell'uscita 16

Abbiamo provato la versione finale di Judgment, lo spin-off di Yakuza sviluppato dal Ryu Ga Gotoku Studio, e vi raccontiamo le nostre impressioni sulle prime ore della campagna.

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   06/06/2019

Indice

Judgment si appresta a fare il proprio debutto nei negozi il 25 giugno: un appuntamento particolarmente atteso tanto dai fan della serie Yakuza quanto da chi ha sempre voluto avvicinarsi al franchise SEGA ma si sentiva bloccato dalla mancanza di una localizzazione in italiano, ora finalmente disponibile per i testi a schermo. Abbiamo provato questo interessante spin-off per alcune ore e possiamo dire che la traduzione aggiunge senz'altro qualcosa all'esperienza narrativa confezionata dal Ryu Ga Gotoku Studio, anche in questo caso molto fitta di dialoghi (parlati sia in giapponese che in inglese, altro fatto inedito) e focalizzata su di una trama dai presupposti senz'altro affascinanti.

Il protagonista dell'avventura, Takayuki Yagami, è infatti un avvocato che decide di abbandonare la professione pochi mesi dopo aver compiuto un'impresa giudicata impossibile, ovverosia ottenere l'assoluzione piena per una persona accusata di omicidio. In Giappone la quasi totalità dei processi finisce con la vittoria dell'accusa, dunque il nome di Yagami arriva rapidamente sulla bocca di tutti e contribuisce al successo del piccolo studio legale presso cui il ragazzo lavora. Accade però che l'uomo che Takayuki aveva fatto assolvere uccide la propria fidanzata e dà fuoco alla sua casa: un evento che distrugge la reputazione del giovane avvocato nonché la sua convinzione di stare dalla parte giusta della legge. Per questo decide di lasciare le aule di tribunale e diventare un investigatore privato, operando ai limiti della legalità e sfruttando le sue conoscenze dei bassifondi di Tokyo e l'abilità nelle arti marziali per portare a termine incarichi spesso di poco conto.

Primo impatto

La prima demo di Judgment mostrava solo alcune delle novità introdotte in questo spin-off, che fin dalle prime battute evidenzia un ritmo anche narrativo più pacato rispetto ai vari episodi di Yakuza. Ci interessava dunque capire quante e quali meccaniche investigative fossero state introdotte nella struttura sandbox che ben conosciamo, e che condivide con la lunga saga di Kazuma Kiryu la medesima ambientazione, ovverosia il quartiere fittizio di Kamurocho. Si tratta dell'ultima versione dello scenario, arricchita da una serie di effetti visivi di gran pregio: screen space reflection applicate alle pozzanghere che riflettono le insegne dei locali, queste ultime spesso dotate di elementi dinamici e non più statici, ma soprattutto un grado di interazione inedito.

È infatti possibile non solo accedere a qualsiasi negozio e attività commerciale senza dover attendere tempi di caricamento, ma anche esplorare i vari piani di diversi edifici e accedervi liberamente. Tutto ciò si ripercuote sulle prestazioni, è chiaro, e infatti anche su PlayStation 4 Pro il Dragon Engine comincia ad accusare il colpo e a sentire la fatica di gestire così tanti elementi, restituendoci un frame rate non propriamente solido, quantomeno all'apparenza: che si tratti di effettivi cali o di un pacing ballerino lo scopriremo solo quando verrà realizzata un'analisi tecnica con strumenti appropriati. Ad ogni modo, passeggiare all'interno delle ambientazioni di Judgment è piacevolissimo, e soprattutto nelle ore notturne l'atmosfera di Tokyo risulta impareggiabile.

Combattimenti

Gli scontri casuali con sgherri e criminali sono meno frequenti di quanto ricordassimo, ma consentono di familiarizzare con un sistema di combattimento che include due stili, la posizione della Tigre e quella della Gru, pensati per situazioni in cui Takayuki affronta singoli avversari oppure gruppi di nemici. Le meccaniche sono identiche a quelle della serie Yakuza e spiccano diverse finisher prese pari pari dalle avventure di Kazuma Kiryu, ma ci sono anche dei tratti inediti che trovano posto nel nuovo sistema di potenziamento basato sui punti esperienza. Spendendoli è possibile sbloccare nuove mosse, nuove manovre ambientali e nuove capacità legate alle fasi investigative, come un miglioramento della percezione e della precisione durante determinati minigame.

Tornando ai combattimenti, bisogna sottolineare che la resa degli impatti è ottima, sebbene alcuni movimenti tendano un po' a sminuirla e a generare confusione, vedi ad esempio i pur spettacolari salti sul muro. Si nota un'enfasi sull'approccio strategico agli scontri, specie durante i boss fight, perché mostrare il fianco all'avversario può effettivamente provocare problemi e farci subire ingenti danni. In tal caso è tuttavia possibile accedere al solito inventario e utilizzare le bibite energetiche o il cibo che ci siamo procurati presso i vari negozi di Kamurocho per ripristinare la salute, con l'esclusione stavolta degli iconici distributori di bibite presenti ai lati della strada: ci sono, ma non è più possibile utilizzarli.

Elementi investigativi

La vera novità di Judgment, al di là del comparto narrativo, è rappresentata dall'introduzione di alcune interessanti meccaniche investigative. Avevamo già sperimentato gli inseguimenti a base di quick time event in stile Shenmue e le sezioni fotografiche per il riconoscimento di un sospettato, ma era solo la proverbiale punta dell'iceberg per un aspetto che Toshihiro Nagoshi ha cercato di arricchire il più possibile. Durante i dialoghi si possono infatti scegliere le domande più pertinenti per ottenere punti extra, mostrare eventuali prove alla Phoenix Wright per convincere l'interlocutore a parlare e analizzare foto e video alla ricerca di indizi (un po' come accadeva in Batman: Arkham Knight, ma in maniera statica).

Non solo: capita spesso di dover scassinare delle serrature attraverso uno specifico minigame, esplorare in prima persona un luogo alla ricerca di oggetti (delle chiavi, ad esempio) e utilizzare il drone per localizzare una persona all'interno di un edificio. Si tratta di elementi che aggiungono senz'altro varietà alla formula classica di Yakuza, ma nelle prime ore della campagna la loro presenza non convince del tutto: la sensazione è che si tratti di semplici extra appiccicati alla struttura action che ben conosciamo, e in alcuni casi la loro implementazione appare poco indovinata, creando frustranti tempi morti. È tuttavia ancora presto per giudicare, e se c'è una cosa su cui Judgment può certamente contare è la durata: già solo il primo capitolo dell'avventura tiene occupati per alcune ore e ciò fa ben sperare per la lunghezza generale dell'esperienza.

Le prime ore di Judgment evidenziano un approccio più riflessivo alla narrazione rispetto ai vari Yakuza, con personaggi ben caratterizzati e un'ambientazione che conosciamo molto bene ma che viene presentata in maniera mai così dettagliata, ricca di fascino specie nelle ore serali. I combattimenti appaiono solidi e con un discreto grado di sfida, ma sono soprattutto le meccaniche investigative a incuriosire: vantano senza dubbio un grande potenziale, ma è ancora presto per giudicare il loro impatto su di una campagna che promette di tenere impegnati per decine di ore.

CERTEZZE

  • Trama interessante, sottotitoli in italiano
  • Combattimenti solidi e spettacolari
  • Tante novità sotto il profilo del gameplay...

DUBBI

  • ...ma non tutte ci hanno entusiasmato
  • Qualche incertezza nel frame rate
  • Inevitabile sensazione di già visto