Judgment vs Yakuza, differenze e somiglianze 11

A poche ore dal lancio di Judgment, scopriamo gli elementi che accomunano e che differenziano il nuovo titolo del Ryu Ga Gotoku Studio e la serie di Yakuza

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   24/06/2019

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Judgment e Yakuza sono produzioni estremamente vicine, appartenenti allo stesso universo narrativo e basate sulla stessa, collaudata formula: una trama coinvolgente, narrata attraverso cutscene dirette in maniera attenta e precisa, che fa da collante a sezioni action adventure in cui è possibile esplorare liberamente lo scenario, accedere alle sue attività commerciali, affrontarne i malintenzionati in combattimento e portare a termine incarichi di vario genere facendo la conoscenza di personaggi e storie spesso fuori di testa. Non è ovviamente un caso che il primo sia uno degli spin-off del secondo, e a poche ore dal lancio abbiamo pensato di realizzare una guida per elencare i tratti in comune e le differenze fra i due giochi, così da dissipare qualsiasi dubbio o incomprensione prima di procedere all'acquisto.

Storia e personaggi: diversi

Come certamente saprete, la serie di Yakuza ha per protagonista principale Kazuma Kiryu, il cosiddetto "Dragone di Dojima": un astro nascente della mafia giapponese che viene coinvolto in un omicidio che non ha commesso ma decide di assumersene la responsabilità per salvare due cari amici. L'uomo ucciso era tuttavia il capo della sua famiglia: un'azione del genere non viene lasciata impunita, e così Kazuma non solo è costretto ad abbandonare il clan Tojo, ma finisce anche nel mirino dei suoi ex compagni, determinati a ucciderlo per vendicarsi. Quella che segue è una vita fatta di scontri mortali e sanguinosi, ma anche di un rapporto con gli ambienti della Yakuza che continua nonostante tutto: divenuto ormai una leggenda, l'uomo viene spesso coinvolto nelle lotte intestine fra le organizzazioni criminali appartenenti alle diverse parti del Giappone e oltre, spaziando nella mafia cinese e in quella coreana.

Kazuma non è tuttavia l'unico personaggio principale della serie: viene sempre affiancato da Majima Goro, un avversario che poi diventa uno dei suoi più fidati compagni, e da altre figure di spicco che vengono introdotte negli episodi più avanzati del franchise, spesso in forma giocabile. La storia di Judgment è diversa: pur essendo ambientato nello stesso luogo, il quartiere fittizio di Kamurocho a Tokyo, e pur appartenendo al medesimo universo narrativo, il nuovo titolo del Ryu Ga Gotoku Studio include personaggi completamente inediti. A cominciare dal protagonista, Takayuki Yagami, un ex avvocato divenuto investigatore privato in seguito a un alcuni gravi eventi. Entrambi i protagonisti sanno combattere molto bene, anche se utilizzano stili e approcci differenti: il Dragone di Dojima è noto per la forza inarrestabile e la straordinaria resistenza, mentre il detective Yagami è rapido, sfuggente e incline alle manovre acrobatiche.

In termini di indole, si tratta di figure piuttosto distanti: pur condividendo un passato tragico e violento, i due uomini sono cresciuti in ambienti differenti e ciò ne ha plasmato il carattere: Kazuma è taciturno, pensieroso, con lo sguardo perennemente velato dalla tristezza per ciò che gli è stato portato via nel corso degli anni, mentre Takayuki ha vissuto una ribalta sociale durante la sua formazione e possiede dunque un atteggiamento più incline alla socialità, come dimostrano anche le sue doti di latin lover. I loro mondi si muovono parallelamente, ma senza mai toccarsi: al di là di un piccolo riferimento all'interno di una missione secondaria, in Judgment non si fa menzione di alcun evento o figura presente nella serie di Yakuza. Ciò contribuisce a rendere questo spin-off un punto di partenza ideale per chiunque voglia avvicinarsi alle atmosfere, all'azione e alla coinvolgente narrazione che da sempre caratterizzano il franchise SEGA.

Ambientazione: uguale, ma...

Kamurocho, il quartiere fittizio ispirato in realtà alla zona di Kabukicho, il distretto a luci rosse di Tokyo, è una presenza fissa nella serie Yakuza fin dagli esordi. Si tratta di uno scenario estremamente affascinante, specie di sera, quando le tantissime insegne luminose di locali e ristoranti si riflettono nelle pozzanghere ai bordi della strada, mentre centinaia di persone parlano e passeggiano. Ovviamente ha un lato oscuro, rappresentato dalle forti infiltrazioni mafiose nelle varie attività, che vengono controllate dal clan Tojo e dalle sue numerose famiglie: la cosa viene rappresentata nel gioco in maniera chiaramente esagerata ai fini del gameplay, portandoci spesso a scontrarci con malviventi, bulli, componenti della Yakuza e altri malintenzionati che decidono di sfidarci in combattimento.

Nel corso degli anni, di pari passo con l'evolversi della tecnologia, questa ambientazione è stata arricchita in maniera sostanziale sia dal punto di vista visivo che pratico, grazie all'introduzione di un gran numero di luoghi visitabili in maniera trasparente durante l'esplorazione, senza dover attendere alcun tempo di caricamento, e all'innesto di un numero sempre maggiore di attività collaterali: dagli iconici Club SEGA al battling center, dai bar con karaoke e freccette ai casinò, passando per cabaret club, discoteche, sale da biliardo e da mahjong, o finanche negozi di video per adulti. Nei vari episodi di Yakuza sono stati inseriti anche scenari alternativi come alcune zone di Osaka, Okinawa, Fukuoka, Sapporo, Nagoya e Hiroshima, ma la storia di Judgment è interamente ambientata a Kamurocho.

La mappa è dunque quella che i fan della serie conoscono ormai a memoria, capaci di orientarsi fra un incrocio e l'altro anche senza richiamare l'interfaccia, ma al tempo stesso si tratta in assoluto della miglior versione del quartiere di Tokyo che si sia mai vista in una produzione SEGA. Modernizzata in tanti suoi scorci seguendo la reale evoluzione di Kabukicho, l'ambientazione consente di accedere a zone in precedenza bloccate, spingersi fin sopra i tetti degli edifici e godere di un colpo d'occhio mai così spettacolare, anche in questo caso soprattutto di notte grazie a un uso convincente della screen space reflection per creare riflessi reali e a un grado di interazione pressoché totale, con le insegne, le vetrine e gli scaffali dei negozi che possono essere distrutti nel caso ci si ritrovi a combattere al loro interno.

Dialoghi in italiano

Se è vero che la serie di Yakuza si basa fortemente sulla trama, Judgment può giocare una carta particolarmente importante: la presenza di un adattamento in italiano per i testi a schermo e di un doppio audio in giapponese e in inglese. È dunque possibile fruire dell'esperienza in maniera completamente diversa rispetto alle avventure di Kazuma Kiryu, che a parte rari casi risalenti a diversi anni fa non includono alcun tipo di localizzazione al di là dei sottotitoli in inglese: un investimento da parte di SEGA che speriamo venga ripagato dalle tante persone che non si sono mai avvicinate al franchise scoraggiate dall'abbondanza di dialoghi in una lingua che non fosse la loro.

Gameplay: similitudini

La formula di Yakuza fa ovviamente da base al gameplay di Judgment, essendo il nuovo titolo del Ryu Ga Gotoku Studio uno spin-off. Parliamo dunque di un'esperienza che mette al centro la trama e il modo di raccontarla, con numerosi colpi di scena e personaggi estremamente ben caratterizzati, che si tratti di alleati o avversari. Fra una cutscene e l'altra è possibile esplorare liberamente lo scenario e imbattersi in combattimenti semi-casuali (il protagonista viene avvistato da un gruppo di malintenzionati che si avvicinano per sfidarlo, generalmente) che consentono di guadagnare punti esperienza e sbloccare nuove abilità, che si tratti di mosse inedite o di potenziamenti per aumentare la salute e la capacità di infliggere danni.

Le missioni principali vengono affiancate da decine e decine di incarichi secondari, che a loro volta raccontano piccole ma significative storie, spesso completamente fuori di testa e in grado di rendere in maniera molto efficace la "giapponesità" di un prodotto che come nessun altro è in grado di offrire una vera e propria visita virtuale fra le strade di Tokyo, con le sue peculiari atmosfere e tutto ciò che vi ruota attorno. I controlli e il sistema di combattimento di Judgment derivano in maniera chiara da quelli di Yakuza: il nostro personaggio può effettuare combo, agganciare un bersaglio, parare e schivare i colpi, ma anche riempire gradualmente una barra speciale che gli permette di infliggere dolorosissime manovre speciali.

Molte di esse risultano essere identiche a quelle eseguite da Kazuma Kiryu: il temibile colpo della bicicletta volante, la martellata col cono stradale, il calcione al volto mentre l'avversario è a terra e così via. Takayuki può utilizzare in questo caso due differenti stili di combattimento, la posizione della Tigre e quella della Gru: la prima consente di aprire la guardia dei nemici e permette di sferrare colpi devastanti, la seconda è più indicata per le risse di gruppo con tanti bersagli. Si tratta di approcci inediti al combattimento che aumentano la varietà e lo spessore strategico degli scontri, sebbene l'idea degli stili derivi ovviamente da alcuni degli episodi di Yakuza.

Gameplay: differenze

Judgment non si limita a introdurre personaggi ed eventi completamente inediti, ma punta anche ad arricchire il gameplay tradizionale di Yakuza con un gran numero di interessanti innesti. Tutti ruotano attorno alla professione del protagonista, quella dell'investigatore privato, ed è così che le classiche subquest si trasformano in indagini remunerate in cui generalmente qualcuno chiede il nostro aiuto per recuperare un oggetto, seguire una persona o procurarci delle prove. A supporto di queste attività sono state inserite sezioni di pedinamento che ricordano molto quelle di Assassin's Creed, in cui bisogna seguire un soggetto evitando che ci veda e nascondendoci dietro qualche riparo all'occorrenza, ma senza mai perdere il contatto visivo per più di una manciata di secondi.

Ci sono poi dei rocamboleschi inseguimenti alla Shenmue, che spesso richiedono l'esecuzione di quick time event per evitare gli ostacoli più grossi lungo il cammino e raggiungere prima il bersaglio; o ancora fasi di identificazione fotografica in stile Dead Rising, in cui bisogna scattare una foto come prova e rispettare determinati criteri per quanto concerne i soggetti inquadrati. Non è finita: ci sono anche momenti in cui il protagonista deve analizzare gli indizi da una fotografia, in maniera simile alle indagini tridimensionali di Batman: Arkham, e dialoghi in cui si deve portare a supporto delle nostre accuse una prova efficace, selezionandola da un dossier come negli episodi di Phoenix Wright.

A ciò si aggiunge inoltre l'uso del drone, che è possibile richiamare in qualsiasi momento e che può essere sfruttato per individuare eventuali figure sospette all'interno dello scenario, magari al secondo piano di un edificio che contiene uffici o ai tavoli di un locale le cui finestre si affacciano sulla strada. Sono infine presenti svariati minigame anch'essi legati all'attività di Takayuki, utili al fine di scassinare una serratura, superare la sicurezza di un dispositivo elettrico, individuare la chiave giusta per una porta o un codice segreto. Un bel po' di nuovi innesti, insomma, che aumentano la varietà dell'esperienza e la rendono fresca e divertente anche per chi ha già giocato tutti i capitoli di Yakuza.