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Morbid Metal: un early access con tanta azione ma ancora poco carattere

A quattro anni dalla sua presentazione ufficiale, il gioco originariamente realizzato da un singolo sviluppatore debutta in early access.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   04/04/2026
Un'immagine di Morbid Metal con in primo piano Ekku, uno dei personaggi controllabili nel gioco
Morbid Metal
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La storia dello sviluppo di Morbid Metal certifica, ancora una volta, come passione e determinazione siano due vettori estremamente potenti. Felix Schade, fresco di iscrizione all'università, iniziò a lavorare a un prototipo del gioco già nel 2015. Dopo aver pubblicato il suo piccolo esperimento su Reddit si rese conto che il progetto aveva del potenziale, capace di attirare l'attenzione degli amanti degli hack'n'slash.

Schade decise così di scommettere sulla sua visione, e insieme ad altri dieci sviluppatori fondò lo studio indipendente Screen Juice, con l'obiettivo di espandere l'idea originale ispirandosi a giochi come Bayonetta, Devil May Cry, NieR: Automata, Returnal e Hades. A distanza di più di dieci anni, quell'embrione, forte anche del supporto di Ubisoft in qualità di publisher, è finalmente pronto a spiccare il volo. L'8 aprile Morbid Metal sarà pubblicato su Steam in una versione ancora non definitiva, e resterà in early access per almeno un anno, con l'intenzione di completare il gioco anche sfruttando i feedback degli utenti. Nel frattempo, lo abbiamo provato in anteprima.

Una copertina sbiadita

Morbid Metal non si inventa alcunché. Si tratta di un action roguelite piuttosto derivativo sia nelle ispirazioni artistiche, che nel gameplay, sebbene tenti di distinguersi dalla concorrenza proponendo un sistema di combattimento che fa dell'alternanza istantanea tra tre personaggi la strategia principale per infliggere danni di una certa portata ai tanti nemici che si frapporranno tra voi e l'arena successiva.

Nell'incipit dell'articolo abbiamo citato Returnal tra le fonti d'ispirazione del gioco e ciò è piuttosto evidente considerando l'aspetto estetico della creatura di Screen Juice. In questo futuro distopico di cui si sa pochissimo, un'intelligenza artificiale, forse l'ultima rimasta attiva, sta cercando di addestrare il software più letale di tutti, l'unico in grado di sopravvivere in un ambiente esterno quanto mai ostile e dominato dalla legge del più forte.

Almeno per quanto riguarda il materiale disponibile in questo early access, non immaginatevi di poter godere di qualche scorcio sul mondo esterno. Tutta l'avventura avviene all'interno della simulazione creata dall'Operatore, voce fuori campo che ora vi motiverà a fare meglio, ora vi umilierà dopo l'ennesima sconfitta. Al centro di questo scenario virtuale trova posto il Void, l'hub del gioco, nonché casa di Eden, entità digitale che somministrerà il tutorial e metterà a disposizione tutta una serie di stazioni attraverso cui far progredire il terzetto di combattenti che impersonerete.

A non convincerci in termini di stile, in primis, sono proprio i protagonisti del gioco
A non convincerci in termini di stile, in primis, sono proprio i protagonisti del gioco

Non c'è molto altro da raccontare, tanto più che i documenti che recupererete tra una run e l'altra chiariscono ben poco il background narrativo. Morbid Metal sceglie la via dell'ermetismo, anche per celare un impianto narrativo né così originale, né particolarmente sviluppato.

Anche visivamente Morbid Metal manca proprio di carattere. Sebbene in termini tecnici tutto funzioni piuttosto bene, senza rallentamenti o bug, lo stile ci è parso a più riprese molto anonimo. Sia la foresta che cela al suo interno costruzioni in stile giapponese, sia l'edificio futuristico che sovrasta una distesa ghiacciata, i due biomi di cui si compone l'early access, propongono entrambi elementi che si ripetono con fin troppa costanza e che, tra l'altro, sembrano presi in prestito da altri videogiochi. Non c'è uno scenario, un personaggio, un'istantanea che ci abbia minimamente sorpreso o suggestionato. Gli stessi nemici che affronterete, robot di varia forma e dimensione, sembrano dei semplici e rozzi modelli poligonali su cui è stata applicata una texture di colore uniforme.

Una build per tre

Anche sotto la superficie, Morbid Metal, nella sua versione attuale, è tutto meno che un hack'n'slash memorabile. Ogni partita inizia nel Void. Spendendo la valuta recuperata nelle run vere e proprie, potrete potenziare i tre personaggi un po' alla volta.

Morbid Metal richiede un certo grado di pazienza e fede prima di scoprirne la vera natura
Morbid Metal richiede un certo grado di pazienza e fede prima di scoprirne la vera natura

Potrete ampliarne la barra della vita, acquistare nuove mosse speciali, per poi equipaggiare sin dall'inizio della battaglia quelle che si adattano al vostro stile o che, semplicemente, sono più forti. Si potrà anche fare in modo che nel corso delle partite compaiano nuovi mercanti, da cui acquistare specifici bonus legati alla singola run.

Come in qualsiasi altro roguelite, insomma, con l'esperienza diretta si impara ad affrontare i nemici con maggior consapevolezza, ma progredendo nello sviluppo dei personaggi, ci si rende più facile la vita in diversi modi.

Morbid Metal non è un brutto gioco, ma a tratti sembra di aver già visto le sue meccaniche un centinaio di altre volte
Morbid Metal non è un brutto gioco, ma a tratti sembra di aver già visto le sue meccaniche un centinaio di altre volte

In termini di gestione del personaggio, Morbid Metal cerca di offrire un ampio ventaglio decisionale al videogiocatore. Al di là di punti vita e altri piccoli power-up acquistabili direttamente nel Void, la build dei combattenti si costituirà durante la run, scovando bauli generosi di bonus e mosse speciali, o avendo la meglio sulle orde che vi affronteranno di volta in volta.

Le combinazioni possibili sono davvero tantissime. Alcuni potenziamenti creano droni di supporto che sparano automaticamente ai nemici. Altri aumentano il tempo di stordimento degli avversari colpiti da specifiche mosse. Altri ancora fanno sì che le tecniche speciali causino una continua perdita di salute nei robot colpiti. L'abilità del videogiocatore, in questo senso, deve essere duplice. Da una parte, ogni personaggio deve essere potenziato e deve aumentare la sua efficienza. Dall'altra, i più esperti capiranno già dopo poche partite che il modo migliore per imporsi in Morbid Metal passa attraverso una perfetta coesione dei tre personaggi schierabili in campo.

Gli effetti speciali sono piacevoli da vedere, ma a volte ostacolano fin troppo la visuale
Gli effetti speciali sono piacevoli da vedere, ma a volte ostacolano fin troppo la visuale

All'inizio dell'avventura potrete solo vestire i panni di Flux, rapida nei movimenti e indicatissima negli scontri con i singoli nemici. A mano a mano che esplorerete il bioma della foresta, prima o poi capiterà di trovarsi in zone che vi imporranno il raggiungimento di determinati obiettivi per ottenere potenziamenti migliori; oppure capiterete nello scenario pattugliato da Ekku, combattente robotico più lento, ma dotato di ampi attacchi ad area, ideali per tenere a bada interi gruppi di nemici. Una volta battuto, vi sarà consentito scambiarlo con Flux in qualsiasi istante, con la semplice pressione di un pulsante. Stessa cosa per Vekta, robo-ninja del secondo bioma, specializzato invece in attacchi a distanza, e il migliore per eliminare gli odiatissimi nemici volanti.

Si configura così un terzetto di eroi, ognuno utile a modo proprio. Ciascuno di essi, durante le run, può ottenere potenziamenti dedicati, ma sono molte di più le cose che li uniscono. I tre sono accomunati dalla barra di salute che condividono, oltre che da alcuni miglioramenti i cui effetti valgono per tutta la squadra. Anche il sistema di controllo è identico. Il grilletto sinistro attiva il rampino utile per le brevi, e mai troppo esaltanti, sezioni platform. Con un pulsante si schiva. Con un altro si attiva l'attacco principale. Altri tre, invece, sono deputati all'attivazione delle tecniche speciali, tutte vincolate a ben determinati tempi di cooldown.

I pattern nemici sono pochissimi e puntano a mettervi in difficoltà puntando tutto sul loro numero
I pattern nemici sono pochissimi e puntano a mettervi in difficoltà puntando tutto sul loro numero

Finché gli avversari sono poco numerosi e deboli, affrontarli con un singolo personaggio è un gioco da ragazzi. Non appena la difficoltà aumenta, non c'è modo di sopravvivere se non cambiando costantemente personaggio sia per adattarsi alla situazione e ai nemici, sia anche per sfruttare le tecniche speciali in un flusso continuo e costante. Proprio per questo, non appena si incappa in un potenziamento, non bisogna pensare solo al singolo combattente, ma alla squadra. Solo amalgamando una build in grado di far dialogare tra loro le abilità di Flux, Ekku e Vekta si può realmente sperare di sopravvivere alle orde di nemici e ai due boss che sbarrano l'uscita negli altrettanti biomi presenti in questo early access di Morbid Metal.

Il risultato è un gameplay a tratti adrenalinico, indubbiamente fluido, la cui profondità si svela progressivamente, a mano a mano che si sviluppa la capacità di controllare tre personaggi e di costruire una build che consenta una perfetta alternanza e combinazione delle abilità speciali di ognuno. Questo è certamente il pregio più grande di Morbid Metal. Soprattutto quando si azzecca la run giusta, in cui si ottengono i potenziamenti migliori e si sbloccano le tecniche più potenti, è davvero godurioso abbattere nemici su nemici lasciando danzare le dita sui pulsanti che attivano mosse dall'alto tasso scenografico, cambiando con il giusto ritmo il personaggio in battaglia.

Al termine di ogni battaglia verrete giudicati con un voto in base alla varietà di attacchi sfoderata e ai danni subiti, esattamente come in un Devil May Cry qualsiasi
Al termine di ogni battaglia verrete giudicati con un voto in base alla varietà di attacchi sfoderata e ai danni subiti, esattamente come in un Devil May Cry qualsiasi

Purtroppo, c'è anche un risvolto della medaglia. Il gioco cede il fianco ad una certa ripetitività, tanto più soffocante sulle prime. Già dopo un paio di run, difatti, tutte le tipologie di nemici sono già state affrontate. Anche le varie stanze dei biomi non hanno più segreti, né sorprese da offrire, tralasciando completamente le sezioni platform che si tramutano in noiosi passaggi da affrontare il più velocemente possibile. Non esente da lamentele anche il feedback dei colpi che, complice un'effettistica a tratti invasiva, impedisce di capire se certe offensive siano andate effettivamente a segno. Problemi anche per il sistema di controllo, che soprattutto per quanto riguarda il cambio di personaggio, la cui esecuzione in certe combo deve essere perfetta al millesimo, lascia alquanto a desiderare.

Morbid Metal ha appena iniziato il suo percorso che lo porterà dall'early access a debuttare a tutti gli effetti tra un anno circa, stando quantomeno alle intenzioni di Felix Schade e della sua squadra. Questo gioco d'azione con elementi roguelike, tuttavia, non deve crescere unicamente dal punto di vista contenutistico, perché al momento è in grado di proporre un'esperienza che si consuma in poco più di una mezza dozzina di ore. Il salto in avanti che ci si aspetta è soprattutto in termini qualitativi. L'idea di scambiare continuamente il personaggio sul campo di gioco è originale e dà ritmo a ogni scontro, ma il loop di gameplay è poco stimolante, manca carattere all'esperienza e andrà ritoccato il sistema di controllo che di tanto in tanto si perde qualche input. In parte si tratta di problematiche risolvibili tramite aggiornamenti, ma il dubbio è che, pur con tutta la determinazione e la forza di volontà dietro al progetto, ci si trovi di fronte a qualcosa di fin troppo anonimo e poco intrigante per fare davvero presa sul pubblico di appassionati. Early access o meno.

CERTEZZE

  • Ritmo di gioco adrenalinico
  • Creare build che tengano in conto tre personaggi è interessante

DUBBI

  • Tremendamente anonimo
  • Ripetitivo già dopo poche run
  • Sistema di controllo da sistemare