Gli eventi Pokémon sono differenti da qualunque cosa non solo nel mondo degli esport, ma in quello dei videogiochi in generale. Il modo con il quale The Pokémon Company riesce ogni volta a unire migliaia di persone sotto lo stesso tetto ha dell'incredibile. All'ExCel di Londra sono stati 3 giorni di festa, nei quali persone di ogni età ed estrazione sociale sono state insieme in armonia, si sono scontrate in tornei, incontrate tra i corridoi, chiacchierato tra i tanti tavoli presenti e hanno condiviso la passione per i simpatici mostri tascabili creati da Game Freak 30 anni fa.
Ci sono cosplayer che replicano gli stravaganti personaggi incontrati in anni di avventure su console e mobile e peluche in ogni dove. Ci sono persone che sfoggiano carte da migliaia di dollari e coloro che strapazzano il proprio mazzo nel tentativo di battere l'avversario che si trova davanti. Ci sono adulti che vogliono portarsi a casa un buon piazzamento nei tornei senior e altri che sono qui per accompagnare i figli, persi tra Pikachu e soci. Si incontrano professionisti che viaggiano per mezzo mondo al comando di team leggendari e c'è chi è qui solo perché ama collezionare le carte in Pocket.
Una popolazione eterogenea che parla una lingua comune, quella dei Pokémon, se vogliamo parafrasare le parole di Chris Brown, Director of Global Esports and Events di The Pokémon Company International. Nonostante siano venuti a Londra più 7000 giocatori da 70 nazioni diverse, coordinati da centinaia di arbitri, i problemi comunicativi sono stati pochi, se non nulli. Merito delle regole condivise e della capillarità e riconoscibilità del marchio, capace di spaziare dai MOBA ai giochi di carte collezionabili, passando, ovviamente per il videogioco. Il tutto mantenendo uno stile e un approccio al gioco immediatamente riconoscibile.
Però non è mai semplice rispondere alle esigenze di così tante persone, ognuna con le sue necessità e aspettative. Secondo Brown il compito di eventi come questi è proprio quello di unire tutto l'universo Pokémon. Un universo che, nonostante le polemiche e l'ormai veneranda età, è in continua espansione.
Il torneo esport più grande d’Europa
Coi numeri indicati prima, uniti agli oltre 17mila spettatori che sono accorsi solo il primo giorno, il Pokémon Europe International Championships 2026 è diventato il torneo esport più grande del nostro continente, oltre che uno dei principali a livello globale. Dall'ultima volta che siamo stati qui, l'area occupata dal torneo è molto più ampia, alcuni colli di bottiglia, come l'ingresso al sempre ambitissimo Pokémon Center o i controlli iniziali, sono stati eliminati, e sono state ampliate anche le attività collaterali, come i giochi o i tornei aperti a tutti, o le postazioni gioco con Leggende Z-A, ma soprattutto Pokémon Pokopia, che noi abbiamo provato qualche giorno fa, ma che qui era disponibile per il pubblico. C'erano anche i nuovi set LEGO, che tra pochi giorni daranno il via alla collaborazione tra il colosso danese e i mostri giapponesi.
Uno spettacolo in costante crescita, che nei prossimi mesi si troverà, per questo motivo, ad affrontare nuove sfide: stanno diventando sempre meno, infatti, i luoghi in Europa e nel mondo in grado di ospitare un evento di questa portata. Non parliamo, solo, di uno spazio espositivo sufficientemente grande da ospitare lo show, ma che questo sia in una città collegata in maniera efficiente con le diverse nazioni del mondo, che possa garantire un'offerta di hotel e posti letto tale da ospitare tutti quelli che decideranno di venire.
Come se questo non bastasse, secondo Brown c'è un'altra "materia prima" che è ancora difficile da trovare: gli arbitri. Un evento di questo genere richiede centinaia di persone in grado non solo di conoscere a menadito le regole, ma anche di poter parlare e interagire con un pubblico così eterogeneo. Perché va bene che tutti parlano la lingua dei Pokémon, ma ogni tanto serve anche organizzare le cose in un idioma meno esotico.
I tornei
Nonostante le grandi aspettative, dal punto di vista esportivo le cose sono andate bene, ma non come sarebbe stato lecito aspettarsi. Dopo aver vinto gli ultimi 4 appuntamenti regionali e vinto gli ultimi internazionali nordamericani, i giocatori italiani non sono riusciti ad imporsi in questa occasione. Nonostante questo, i 3 giocatori del Team Acqua di Francesco Pardini nei primi 8 sono un risultato notevole, con due di essi, Francesco Pio Pero e Roberto Parente, che si sono fermati in semifinale, guadagnando però l'accesso diretto ai Mondiali. Menzione d'onore a Davide Fazio, che si è fermato agli ottavi.
Peccato anche per Federico Camporesi, Campione Nordamericano uscente, che non è riuscito a superare il taglio fermandosi al 182 posto.
Anche le altre competizioni hanno visto molti connazionali partecipare, fare bene, ma non figurare tra i vincitori.
Speriamo vada meglio nelle prossime occasioni, come per esempio i Campionati Speciali di Torino che si terranno il 6-7 giugno 2026 presso l'Oval Lingotto Fiere. Il tutto in vista del prossimo major, i Campionati Internazionali Nordamericani Pokémon 2026 che si terranno a New Orleans il 12-14 giugno 2026.
I vincitori del Pokémon EUIC 2026
Ecco i vincitori del Pokémon EUIC 2026.
Pokémon Trading Card Game
| Junior | Senior | Masters |
|---|---|---|
| Giocatori totali: 363 | Giocatori totali: 529 | Giocatori totali: 4011 |
| Vincitore: Koutarou Matsudaira (JP) |
Vincitore: Jacob Lee (US) |
Vincitore: Edwyn Mesman (NL) |
Pokémon VGC
| Junior | Senior | Masters |
|---|---|---|
| Giocatori totali: 65 | Giocatori totali: 94 | Giocatori totali: 1455 |
| Vincitore: Hideo Uezu (JP) |
Vincitore: Charlie Kim (US) |
Vincitore: Paul Chua (US) |
Pokémon GO
| Giocatori totali: 407 |
| Vincitore: Leo Marín Torres - P4T0M4N (ES) |
Pokémon Unite
| Squadre partecipanti: 26 |
| Vincitore: Team Peps (EU) |