L'annuncio in grande stile di Rayman Legends Retold durante il recente State of Play ha segnato il ritorno di uno dei personaggi più amati della storia di Ubisoft. Il suo ultimo vero videogioco risaliva infatti al 2013, proprio l'originale Rayman Legends, se si esclude la simpatica apparizione nel DLC di Mario + Rabbids: Sparks of Hope dell'agosto 2023.
Vi abbiamo già raccontato della nostra visita agli studi di Ubisoft Montpellier, dove abbiamo avuto l'opportunità di provare per circa due ore questa nuova versione del celebre platform. Il viaggio, però, ci ha dato anche l'occasione di approfondire il progetto direttamente con alcuni degli sviluppatori che stanno lavorando al ritorno di Rayman.
Rayman Legends Retold è infatti il frutto della collaborazione tra Ubisoft Montpellier, storico studio della serie, e Ubisoft Milan. Proprio per questo all'evento erano presenti anche diversi membri del team italiano, che hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo del gioco.
Per capire meglio le ragioni che hanno portato al ritorno di Rayman dopo oltre un decennio di assenza e per approfondire la visione dietro questo remake, abbiamo avuto modo di parlare con due figure chiave di Ubisoft Milan: Marco Renso, Realization Director del progetto, che in passato ha guidato il team delle animazioni di Mario + Rabbids: Kingdom Battle e Mario + Rabbids: Sparks of Hope, e Alessandro Arndt Mucchi, entrato nello studio nel 2021 e già coinvolto in Sparks of Hope e Star Wars Outlaws, oggi Production Director di Rayman Legends Retold.
Il ritorno di Rayman
Rayman ha debuttato nel 1995 sulla prima PlayStation (oltre che Atari Jaguar, Sega Saturn e MS-DOS), per poi approdare anche su numerose altre piattaforme, compreso il Game Boy Color. Da allora la serie ha dato vita a cinque capitoli principali e a numerosi spin-off, tra cui quelli dedicati ai Rabbids, nati proprio come una costola del celebre platform. Dopo l'uscita di Rayman Legends nel 2013, però, la saga è entrata in una lunga pausa e, dopo anni di richieste da parte dei fan, è finalmente arrivato il ritorno che molti aspettavano.
La prima domanda che sorge spontanea è però perché si sia deciso di ripartire proprio da Legends, che resta il capitolo più recente della serie, nonostante siano passati ben tredici anni dalla sua uscita. Alessandro coglie subito l'occasione per spiegarci il motivo di questa scelta: "So che lo avete sentito dire tante volte, ma Rayman Legends Retold è un po' più di un remake, come spero si possa capire da quanto abbiamo mostrato. La scelta è ricaduta su Legends perché ha un gameplay davvero molto apprezzato dai fan, grazie al suo flow continuo e vario, pieno di situazioni sempre diverse. Ci sono i livelli con Murfy, altri in cui si può modificare il terreno, i livelli musicali e poi davvero tanti mondi differenti tra loro che stimolano l'immaginazione. Per questo ci sembrava il gioco perfetto sia per la solidità dell'esperienza sia per esplorare ed espandere ulteriormente il mondo di Rayman." Marco ha poi aggiunto che le tempistiche e le motivazioni dietro a questo ritorno sono legate anche al futuro della serie.
Una delle ragioni principali è infatti che, dopo tredici anni di assenza, esistono ormai intere generazioni di giocatori che non conoscono affatto Rayman. Legends, soprattutto con tutte le novità introdotte da Retold, rappresenta quindi il punto di ingresso ideale per scoprire il mondo creato da Ubisoft.
"Il nostro obiettivo è infatti proprio quello di farlo conoscere alle nuove generazioni, e questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo voluto mantenere un prezzo così basso, così che tanti nuovi giocatori possano scoprire quello che viene ricordato come uno dei migliori platform mai creati", ci spiega Alessandro, aggiungendo insieme a Marco che uno dei loro desideri è di poter condividere questa avventura con i propri figli grazie alla modalità cooperativa. Il prezzo di 39,99 euro è effettivamente molto competitivo per un progetto di questo tipo che, pur essendo un remake, ha richiesto un impegno paragonabile a quello necessario per realizzare un gioco completamente nuovo.
Dopo averlo provato, abbiamo percepito in Rayman Legends Retold una filosofia molto vicina a quella dei grandi platform Nintendo: un titolo capace di adattarsi a pubblici diversi, dai più piccoli che giocano insieme ai genitori fino ai giocatori più esperti, desiderosi di completarlo al 100%.
"In quest'occasione non siamo entrati troppo nel dettaglio riguardo alle specifiche dell'accessibilità, ma abbiamo inserito molti cambiamenti. Ad esempio, se si muore tante volte ci sarà una sorta di semplificazione. Soprattutto in multiplayer si può continuare a giocare anche se qualcuno non è particolarmente bravo, però al contrario, se cercate una sfida mortale, la troverete."
Durante la prova ci è capitato infatti di fallire più volte una sezione e di ricevere una sorta di protezione temporanea che permetteva di resistere a più di un colpo inflitto da nemici o trappole. È probabile che questa sia soltanto una delle numerose opzioni di accessibilità presenti nel gioco, molte delle quali verranno probabilmente approfondite più vicino al lancio.
Le novità di questo remake
L'originale Rayman Legends era già un piccolo gioiello dal punto di vista artistico, con una grafica bidimensionale incantevole che ancora oggi regge benissimo il confronto con molte produzioni moderne. La scelta di trasformare tutto in una veste tridimensionale ci aveva inizialmente sorpresi, ma dopo averlo visto in movimento ci siamo convinti che il cambiamento abbia davvero senso, soprattutto per il maggior livello di dettaglio e immersione offerto dal mondo di gioco.
"La scelta è legata al fatto che vogliamo espandere il mondo di Rayman per renderlo accessibile a tanti nuovi giocatori e il 3D ci permette di farlo in maniera ancora maggiore", ci racconta Alessandro. "Ad esempio, nel primo livello della foresta, a un certo punto, mentre si percorre un sentiero, la telecamera gira per seguire Rayman. In realtà il gameplay rimane sempre bidimensionale, ma visivamente si ha l'impressione di stare facendo una curva e di guardare dietro al sipario e di spiare cosa sta succedendo nel mondo, quindi un giocatore è ancora più immerso, ed era questo uno dei nostri obiettivi."
Marco aggiunge ulteriori dettagli sulla filosofia dietro questa scelta: "Il gioco originale è ancora bellissimo da vedere, ma l'obiettivo di questo progetto è soprattutto immergere il giocatore e farlo sentire all'interno del mondo di Rayman, e il 3D per sua natura permette di aumentare il livello di immersione. C'è poi il gameplay del Dragon Ride, che non avrebbe potuto essere realizzato in altro modo."
Oltre all'introduzione delle tre dimensioni, una delle principali novità di Retold è l'arrivo di un nuovo antagonista ancora avvolto nel mistero, che avrà il compito di dare maggiore peso alla componente narrativa. A raccontarcelo è ancora Marco: "Abbiamo introdotto un nuovo antagonista proprio per dare un maggior senso di avventura rispetto al gioco originale, così da offrire una motivazione più forte a questo viaggio attraverso i vari reami. Servirà anche a supportare il nuovo gameplay attraverso la storia e a far interagire ancora di più i giocatori con i vari personaggi, facendoli sentire maggiormente parte del mondo di Rayman."
Parlando proprio delle novità di gameplay, abbiamo notato come il nuovo mondo introdotto nel gioco presenti meccaniche completamente inedite. Rayman e gli altri personaggi potranno infatti utilizzare una sorta di arco di luce sparabile dalle mani, capace di produrre effetti diversi a seconda di ciò che colpisce. Alessandro ci spiega meglio l'origine di questa idea: "Il nuovo mondo inserito fa in realtà parte dell'universo di Rayman da molto tempo: è il mondo dei morti, già comparso in altri giochi della serie. Ci sono diversi motivi per cui lo abbiamo inserito, legati sia alla storia sia al desiderio di dare più varietà e un nuovo ritmo al gameplay."
Marco approfondisce ulteriormente il concetto: "Questo reame era perfetto per quello che volevamo raccontare con la storia e, anche riguardo al gameplay, volevamo offrire qualcosa di nuovo in termini di varietà e abilità richieste ai giocatori, così che percepissero la presenza di contenuti inediti pur ritrovando sensazioni familiari pad alla mano."
I due sviluppatori ci confermano inoltre che tutte le modalità multigiocatore di Rayman Legends Retold sono state pensate attorno alla cooperativa locale, compresi il Kung Foot e l'intera avventura principale. Soltanto le Cave of Trials prevedranno una componente online asincrona, che permetterà di competere con giocatori di tutto il mondo attraverso classifiche dedicate.
Alessandro aggiunge: "Pensiamo che oggi ci sia una forte richiesta di esperienze couch co-op e Rayman ha sempre avuto questo elemento nel proprio DNA, soprattutto con Origins e Legends. Ci sono quattro personaggi giocabili molto diversi tra loro - Rayman, Barbara, Globox e Gran Minimus - e come dicevamo prima c'è davvero qualcosa per tutti all'interno del gioco. Questa è un'avventura che abbiamo pensato per essere vissuta insieme agli amici o alla propria famiglia."
Lo sviluppo tra Milano e Montpellier e il futuro di Rayman
Ubisoft Milan arriva a questo progetto forte dell'esperienza maturata con i due capitoli di Mario + Rabbids sviluppati in collaborazione con Nintendo. Un percorso che, come ci conferma Marco Renso, ha lasciato un'eredità importante all'interno di Rayman Legends Retold. "I lavori sui precedenti Mario + Rabbids ci hanno insegnato tantissimo. A livello cinematografico sono stati fondamentali, perché tutto il modo in cui realizziamo personaggi e animazioni, tutta l'esperienza accumulata in quei progetti, l'abbiamo portata qui e ci ha permesso di raggiungere la qualità che desideravamo."
Alessandro aggiunge una riflessione personale: "Potrei aggiungere che è stata fondamentale tutta l'esperienza acquisita in passato. Ci ha dato quell'ambizione di voler realizzare qualcosa al massimo della qualità possibile, che alla fine è un po' nel DNA sia di Milano sia di Montpellier. Era un'ambizione che avevamo allora e che abbiamo ancora oggi."
Parlando proprio dello studio francese, è naturale chiedersi come siano stati distribuiti i lavori tra i due team. "È un po' difficile tracciare un confine netto, perché siamo stati veramente intrecciati fin dall'inizio. Ci sono alcuni dipartimenti più specifici di uno studio o dell'altro: ad esempio l'audio è interamente a Montpellier, mentre l'animazione è interamente a Milano. Altri reparti invece sono condivisi: Level Art, Concept Art, game design, programmazione, engine programming. È davvero un mix."
Il producer continua a spiegarci la divisione dei ruoli: "Per farti un esempio, i modelli dei personaggi possono nascere in uno studio e venire animati nell'altro. I personaggi vengono scritti a Milano, mentre il lavoro sulle voci viene gestito a Montpellier. Alla fine è un continuo scambio di ruoli."
Alle sue parole fanno eco quelle di Marco: "Siamo stati intrecciati praticamente dall'inizio. Non abbiamo mai lavorato a compartimenti stagni e ogni parte del gioco è il risultato di una collaborazione organica tra i due studi. Per noi è stato importantissimo creare fin da subito un legame umano tra le persone che lavoravano al progetto. Noi viaggiamo spesso, gli amici di Montpellier vengono a Milano, noi veniamo qui, come abbiamo fatto in quest'occasione."
Ormai lo sviluppo è nelle sue fasi finali e mancano pochi mesi all'arrivo di Rayman Legends Retold. Prima di salutarci abbiamo però voluto capire se questo ritorno rappresenti soltanto un episodio isolato oppure l'inizio di qualcosa di più grande. Alessandro ci lascia con una risposta decisamente promettente: "Stiamo guardando al futuro. Ovviamente oggi è ancora presto per parlarne e non si sa ancora quale direzione si prenderà, ma sicuramente questo è un nuovo inizio e dentro Retold ci sono già degli indizi su dove potrebbe andare la serie in futuro."
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