The Division 2, abbiamo provato la campagna e l’endgame 88

È il momento di scoprire qualcosa di più sulla campagna e sull'endgame di The Division 2, dopo aver avuto un assaggio del PvP e delle nuove Zone Nere del gioco Ubisoft.

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   04/02/2019

Indice

Sono passate appena due settimane da quando Ubisoft ci ha dato il via libera per parlare in modo approfondito del giocatore contro giocatore di The Division 2, provato a lungo durante un evento a Malmo, in casa dello sviluppatore Massive Entertainment. In quell'occasione avevamo potuto scoprire numerosi dettagli sulle tre nuove Zone Nere e sul multiplayer organizzato con diverse partite alle modalità schermaglia e dominio. Grazie a un secondo evento imbastito dal publisher francese, che stavolta giocava in casa a Parigi, siamo tornati a mettere le mani sul corposo sequel ma in questa occasione ci siamo potuti focalizzare sulla campagna avendo anche un piccolissimo assaggio dell'endgame, croce e delizia di qualsiasi MMO che si rispetti. Abbiamo potuto infatti giocare un pomeriggio intero, per quasi cinque ore, a una fetta più consistente degli stessi contenuti che saranno resi disponibili nella beta privata del 7 febbraio, aperta a tutti coloro hanno preordinato il gioco e a una manciata di fortunati selezionati tra chi si è registrato sul sito ufficiale del sequel. Adesso vi racconteremo cosa abbiamo provato nel dettaglio farcendo il tutto, come di consueto, con alcune nostre impressioni.

La campagna di The Division 2

Come già scritto abbondantemente nel precedente provato, è chiaro fin dal primo istante in cui si mettono le mani sul pad quanto The Division 2 incarni pienamente l'idea di un more of the same calibrato alla perfezione. Pur essendo diverse le ambientazioni, il clima, i personaggi e ovviamente una buona fetta dei contenuti, questo sequel fa tesoro di ogni critica ricevuta dal capitolo originale ripartendo esattamente da dove quest'ultimo si era fermato. La familiarità è assoluta e tutto quello che è stato implementato da Massive nei due anni di vita del primo The Division è presente in questo nuovo capitolo in una formula arricchita e potenziata. Basteranno davvero pochissimi minuti per trovarsi a casa se si sono investite alcune ore nell'episodio originale. Controlli, interfaccia, rapidità dell'azione, stile di combattimento, tutto è esattamente al suo posto e questo renderà sicuramente felici i giocatori più accaniti di questo action in terza persona dall'enorme componente ruolistica e interamente focalizzato sulle sparatorie dietro copertura.

La prima sessione di gioco di The Division 2 che abbiamo provato si apriva con un accenno di tutorial: una lunga missione da svolgere in solitaria che ci portava a prendere confidenza con lo scenario e i controlli prima di farci raggiungere la Casa Bianca, o quello che rimaneva della residenza del Presidente degli Stati Uniti. La costruzione funge da quartier generale della Divisione, esattamente come avveniva nel primo The Division con la Base delle Operazioni. L'area è a tutti gli effetti un hub con diversi venditori e i classici personaggi non giocanti pronti a offrire missioni e accesso alle attività secondarie e al sistema di progressione del proprio avatar. Pur non avendo potuto provare la fase di creazione del personaggio, è evidente come The Division 2 lasci un enorme margine al giocatore nel configurare il proprio protagonista non solo da un punto di vista estetico. Stavolta infatti la progressione è molto meno schematica che in passato e si basa su due differenti valute: una più tradizionale che si guadagna all'aumentare di livello e che permette di sbloccare le skill attive e un'altra, la tecnologia SHD, che si può acquisire svolgendo le missioni e che consente sia di acquistare le varianti delle abilità, sia di mettere le mani su numerosi perk che offrono bonus passivi al proprio avatar. Dall'aumento dello spazio dell'inventario, fino alla possibilità di equipaggiare due armi a canna lunga o due skill attive, oltre ad alcune mod base che possono essere montate su qualsiasi bocca da fuoco posseduta senza spendere un soldo.

Presa la necessaria confidenza per giocare con delle adeguate prestazioni, siamo poi entrati nel vivo dell'azione di The Division 2 provando le due missioni principali presenti anche nell'imminente beta, ambientate nell'hotel Grand Washington e nel Jefferson Trade Center, e tre quest secondarie. In termini di svolgimento dell'azione non abbiamo notato grandi differenze rispetto al passato e su questo fronte il sequel continua a funzionare estremamente bene nonostante una concreta ripetitività di fondo. La meccanica di gioco è infatti sempre la medesima: ci si scontra con ondate di nemici di potenza e resistenza crescenti sempre ben indicati con colorazioni differenti e pian piano il gioco tende a complicare la situazione mescolando le tipologie di avversari per obbligarci a gestire con una sana dose di tattica lo scontro, attribuendo la giusta priorità ai nemici e sfruttando ogni copertura. I combattimenti risultano sempre intensi, anche e soprattutto quando si inizia a giocare in compagnia di qualche amico. Ovviamente le missioni principali si caratterizzavano per lunghezza e un'ambientazione estremamente curata, ma a stupirci sono stati soprattutto i compiti secondari e più in generale tutta una serie di attività accessorie che è possibile svolgere.

Rispetto al primo The Division infatti, anche le quest secondarie hanno una struttura a dungeon con l'azione che si svolge in interni particolarmente curati e con un minimo di narrativa a tenere unito il prosieguo dell'azione. Niente incarichi da corriere o di pura raccolta di oggetti per quel poco che abbiamo visto. Ancora più interessanti le attività aggiuntive che si vanno a collegare all'inedita presenza di alcuni accampamenti distribuiti sul territorio di Washington DC. Ne abbiamo contati tre dando uno sguardo di sfuggita alla mappa finale e rappresentano degli ulteriori hub social che si vanno da affiancare alla Casa Bianca e che potremo concretamente influenzare e far evolvere con le nostre azioni. In che modo? Semplicemente svolgendo le immancabili missioni che ci verranno assegnate e che ci porteranno a girovagare per la capitale americana con l'obiettivo di salvare e riportare a "casa" alcuni personaggi non giocanti che a loro volta sbloccheranno nuove sezioni e funzionalità degli accampamenti, arricchendo lo scenario di nuove potenziali attività. Ci sono, ad esempio, dei punti di controllo che vanno prima liberati dalle fazioni nemiche e poi mantenuti rifornendoli costantemente di materiali. Oppure edifici da svuotare per mettere le mani su alcune casse in grado di ricompensare il giocatore con i punti essenziali per acquistare perk e nuove funzioni delle skill, senza contare poi tutta una serie di attività casuali e contestuali che si attiveranno durante l'esplorazione. Insomma The Division 2 vuole offrire tanto di tutto, con l'obiettivo di servire al giocatore una fase di leveling varia, intensa e davvero personalizzabile in base ai propri gusti.

L’endgame di The Division 2

La seconda parte della nostra visita a Parigi era invece focalizzata su un piccolo spezzone di endgame. Una volta raggiunto il level cap fissato a 30, la Washington DC di The Division 2 subisce un'importante metamorfosi: una quarta fazione entra nel martoriato campo di battaglia per offrire una nuova sfida, ancora più complessa, al giocatore. Parliamo dei Black Tusk, che si vanno ad affiancare agli Outcast, i True Son e le Hyena della fase di leveling. Si tratta di una compagnia fortemente militarizzata e robotizzata, con tanto di droni e robot cingolati che, oltre a pattugliare le strade, andranno a invadere alcune delle missioni affrontate in precedenza. Una volta raggiunto il massimo livello infatti, diventerà possibile ripetere tutte le quest e le attività già svolte in precedenza, naturalmente sfruttando un indice di difficoltà maggiorato, e inoltre l'apparizione dei Black Tusk farà sì che alcune specifiche missioni, a rotazione, subiranno delle modifiche e un picco maggiorato di complessità così da offrire un ulteriore grado di sfida. L'artificio messo in piedi dai ragazzi di Massive ricorda quanto avviene con la Zona Nera occupata che abbiamo spiegato nel precedente articolo, ma declinato in salsa PvE.

Purtroppo non abbiamo potuto approfondire in modo più dettagliato la questione perché durante l'evento abbiamo potuto giocare esclusivamente due missioni "invase", una delle quali sarà inclusa anche nella beta privata: persino la semplice esplorazione della città ci era inibita. Si trattava di due missioni principali che pur rimanendo identiche nella struttura narrativa e di svolgimento, presentavano la nuova fazione con importanti ripercussioni sulla complessità e intensità degli scontri. Buttando un occhio veloce sulla mappa di Washington DC, abbiamo notato che in The Division 2 anche i punti di controllo e persino gli accampamenti potranno essere "invasi" ma quali saranno le conseguenze al momento non ci è dato saperlo. Così come sarà possibile affrontare le tre fortezze dove risiedono le fazioni del gioco probabilmente in una sorta di antipasto ai raid che verranno aggiunti successivamente. Anche su questo fronte è stato comunque interessante notare quanto Massive sia impegnata nell'offrire un pacchetto quanto più completo e ricco possibile con il preciso obiettivo di non scontentare nessuno. È stato esemplificativo a questo proposito ascoltare, durante una delle presentazioni precedenti alle sessioni di prova, quale sia l'idea dello sviluppatore per ciò che concerne il supporto post-lancio.

Tutti i contenuti aggiunti dopo il day one saranno innanzitutto gratuiti e non riguarderanno soltanto gli immancabili raid e un quantitativo massiccio di nuovo equipaggiamento oltre a mappe e modalità inedite per il multiplayer organizzato, ma ci saranno anche tre interi episodi narrativi per portare avanti la storia e persino tre specializzazioni aggiuntive che si andranno ad aggiungere alle tre comprese nel gioco al lancio. Proprio queste ultime, da quanto provato, sono in grado di modificare sostanzialmente il gameplay avendo conseguenze sull'organizzazione di squadra nel momento in cui si iniziano a ripetere i contenuti già affrontati in fase di leveling ma puntando a livelli di difficoltà più elevati. Scegliere di essere Survivalista, oppure Tiratore Scelto o ancora Demolitore, porterà in dote non soltanto un'arma speciale ma alcune varianti inedite per le skill attive, granate speciali e ovviamente l'immancabile equipaggiamento di classe che aumenterà ulteriormente il nostro rendimento sul campo di battaglia. Al giocatore verrà comunque lasciata sempre disponibile la possibilità di cambiare questa specializzazione tornando nel quartier generale.

Le ultime parole dell'articolo le spendiamo per l'aspetto tecnico. Anche in questo secondo, intenso incontro con The Division 2 su Xbox One X abbiamo potuto apprezzare una buona stabilità del frame rate a fronte di un comparto visivo piacevole ma non sbalorditivo, complici anche una certa sporcizia di fondo e alcuni elementi dello scenario che non brillavano per complessità e realismo (su tutti la vegetazione). Il titolo girava in 4k con un numero di FPS intorno ai 30. Non ci è dato sapere al momento se il gioco offrirà una qualche opzione grafica per puntare a un frame rate maggiorato a discapito della risoluzione ma probabilmente ne sapremo qualcosa di più già in occasione della beta. Nota di merito per il comparto audio caratterizzato da un'incredibile qualità per tutto ciò che concerne gli effetti sonori e la resa spaziale dei colpi delle armi da fuoco e da alcune tracce musicali di grande impatto che accompagnano con maestria e anche con una discreta dose di varietà i momenti più concitati dell'azione.

Ci separano appena tre giorni dal rilascio della beta privata, prevista per il 7 febbraio, che darà a moltissimi giocatori la possibilità di toccare con mano una selezione dei contenuti che vi abbiamo raccontato e, siamo convinti, vi troverete davanti alle nostre stesse convinzioni e preoccupazioni. The Division 2 è infatti un titolo praticamente perfetto per chi ha adorato alla follia il capitolo originale e vuole tornare ad affrontare lo stesso identico gameplay, accompagnato da una variazione di ambientazione e da un quantitativo di contenuti che appare davvero convincente. Il più grande dubbio è relativo a come Massive e Ubisoft saranno in grado di convincere chi non si è mai avvicinato al brand o, addirittura, l'ha mollato per sopraggiunta noia o per una certa ostilità nei confronti di un gameplay così profondo e complesso nelle sue meccaniche ruolistiche. Staremo a vedere quale sarà il feedback nei prossimi giorni ma, per quanto ci riguarda, siamo ben contenti di tornare presto a Washington.

CERTEZZE

  • Specializzazione e quarta fazione modificano sostanzialmente l'endgame
  • La quantità di contenuti al lancio sembra essere davvero enorme
  • Tutto è all'insegna di un more of the same ben studiato...

DUBBI

  • ...e per questo sembrano mancare innovazioni degne di nota
  • Le meccaniche ruolistiche potrebbero tenere lontani i meno avvezzi al genere