Cyberpunk 2077, i perché del disastro ricostruiti da Schreier in un reportage

Jason Schreier ha pubblicato un lungo articolo su Bloomberg in cui ha ricostruito i perché del disastroso lancio di Cyberpunk 2077 attraverso alcune interviste.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   16/01/2021
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Jason Schreier ha pubblicato un lungo resoconto su Bloomberg in cui ha ricostruito i perché del disastroso lancio di Cyberpunk 2077 attraverso alcune interviste. Il quadro che ne emerge è davvero allucinante, in particolare per la dirigenza, dimostratasi incapace di gestire il progetto.

Alcuni sviluppatori hanno raccontato che, nonostante il crunch non fosse obbligatorio, sono stati messi sotto pressione per anni da manager e colleghi per fare sempre più ore di straordinario. Uno di loro, l'audio programmer Adrian Jakubiak, ha raccontato che "Ci sono stati periodi in cui ho fatto crunch per 13 ore al giorno, lavorando a quei ritmi per cinque giorni a settimana. Ho degli amici che hanno perso la famiglia per questo schifo."

Purtroppo i dirigenti di CD Projekt Red facevano finta di non vedere la situazione, perché completamente accecati dal successo di The Witcher 3, che mettevano avanti come una specie di "Bioware magic". Quando gli venivano chiesti numi sulle scadenze folli che avevano deciso, dicevano che sarebbe andato tutto bene perché, dopotutto avevano realizzato The Witcher 3.

Accecati da questa convinzione, i vertici di CD Projekt Red non hanno fatto nulla per cambiare rotta. Ad esempio Jakubiak ha raccontato che lui, come altri, era cosciente del disastro che stava per accadere, anche se non ne conosceva le proporzioni: "sapevo che non sarebbe andata bene, ma non avevo capitolo le dimensioni del disastro."

Stando a quanto ricostruito da Schreier, CD Projekt ha completamente sottovalutato il progetto e la produzione non è partita fino al 2016, nonostante l'annuncio fatto nel 2012, oltretutto con un reset completo di quanto realizzato fino a quel momento.

Gli sviluppatori erano coscienti che non ce l'avrebbero mai fatta a finire il gioco in tempo e addirittura pensavano che i vertici scherzassero con le date d'uscita, completamente irrealistiche. Anche i vari rinvii furono presi come degli scherzi, in particolare quello del 16 aprile 2020, che secondo molti non aveva proprio senso. Stando ai progressi fatti, il team pensava di riuscire a farcela per il 2022. I rinvii erano diventati addirittura oggetto interno di meme, tanto venivano visti come ridicoli.

Purtroppo l'obiettivo era di riuscire a lanciare il gioco prima dell'arrivo delle console di nuove generazioni, in modo da poterlo vendere su più sistemi.

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