Il director Naoki Hamaguchi ha raccontato di come il team di Square Enix aveva inizialmente nutrito dubbi sulla possibilità di realizzare una conversione convincente di Final Fantasy 7 Rebirth per Nintendo Switch 2, viste la natura più aperta e complessa del titolo rispetto al Remake.
Con il progredire dello sviluppo, però, gli ingegneri hanno trovato soluzioni tecniche e ottimizzazioni tali da ribaltare la prospettiva: oggi lo studio non solo è soddisfatto del risultato ottenuto, ma si dice convinto di poter replicare lo stesso livello di qualità anche per il terzo capitolo della trilogia di remake.
Square Enix non vuole far attendere a lungo i giocatori Switch 2 e Xbox
"A dire la verità, avevo delle preoccupazioni", ha dichiarato Hamaguchi al portale The Outer Haven. "Rispetto a Remake, Rebirth è più aperto, con ambientazioni molto più estese e carichi di elaborazione più pesanti. All'inizio eravamo molto consapevoli del dubbio su quanto potessimo davvero far funzionare l'esperienza su Switch 2, una console pensata anche per il gioco portatile".
"Con l'avanzare dello sviluppo, però, abbiamo iniziato a prendere fiducia in ciò che potevamo ottenere con la giusta dose di ingegno. Abbiamo sfruttato le conoscenze di ottimizzazione acquisite con Remake per rivedere tecniche di rendering, illuminazione e streaming degli sfondi in Rebirth. Alla fine, questo processo non è stato un "miracolo", ma un lavoro costante per capire come rendere l'esperienza possibile fino in fondo. Attraversare questo percorso ci ha reso molto chiaro che potremo ottenere lo stesso risultato anche per il terzo capitolo."
Nella stessa intervista Hamaguchi ha parlato anche dei motivi che hanno portato alla decisione di portare Rebirth su Nintendo Switch 2 (e anche Xbox) a meno di cinque mesi dall'uscita di Final Fantasy 7 Remake, spiegando che l'idea era quella di non frammentare troppo l'esperienza con lunghi tempi di attesa tra un capitolo e l'altro.
"Una delle motivazioni principali era che non volevamo che l'entusiasmo di chi aveva giocato Remake su Switch 2 si esaurisse lì", ha aggiunto Hamaguchi. "Questo progetto è stato concepito come una trilogia, quindi se passa troppo tempo tra un capitolo e l'altro, l'esperienza rischia inevitabilmente di risultare frammentata. Volevamo evitare proprio questo."
"Inoltre, un altro punto fondamentale è che, dal punto di vista dello sviluppo, le basi e le conoscenze acquisite portando Remake su Switch 2 sono state trasferite direttamente in Rebirth. Per questo motivo, la decisione non è sembrata affrettata: è semplicemente apparsa come la scelta giusta al momento giusto."
Potrete farvi già da ora un'idea dei risultati ottenuti dal team di Square Enix, grazie alla demo di Final Fantasy 7 Rebirth pubblicata oggi su Nintendo Switch 2 e Xbox Series X|S, in vista del debutto del gioco su queste due piattaforme, fissato al 3 giugno.