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Helen Chiang afferma di non essere stata cacciata da Xbox per comportamenti scorretti

L'ex COO di Xbox, che ha trascorso 27 anni in Microsoft ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, ha pubblicato un messaggio su LinkedIn per chiarire le circostanze della sua improvvisa partenza.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   02/11/2026
Helen Chiang

Helen Chiang ha deciso di intervenire pubblicamente sulla propria uscita da Microsoft, avvenuta alcune settimane fa, contestando le ricostruzioni circolate dopo il suo allontanamento dalla divisione Xbox. L'ex dirigente, che ha trascorso 27 anni all'interno dell'azienda e ha ricoperto ruoli di primo piano, soprattutto nella gestione del business di Minecraft, ha affidato delle considerazioni personali a un lungo post su LinkedIn intitolato Clarity is Kindness. Il titolo riprende un'espressione utilizzata recentemente dall'attuale CEO di Xbox, Asha Sharma, durante un'intervista al Wall Street Journal.

Violazioni respinte

La partenza di Chiang era stata descritta come conseguenza di alcune presunte violazioni delle policy aziendali. Una versione che l'ex COO ha respinto apertamente: "Ci sono state diverse speculazioni sulla mia improvvisa partenza da Microsoft, comprese le affermazioni secondo cui sarei stata licenziata per una violazione delle policy. Non è corretto". Chiang ha aggiunto che il silenzio mantenuto finora non deve essere interpretato come un'accettazione delle accuse, sostenendo che le informazioni circolate abbiano restituito un'immagine di lei nella quale non si riconosce.

La foto della Chiang su LinkeIn
La foto della Chiang su LinkeIn

Nel messaggio affronta direttamente alcune delle ipotesi emerse. Innanzitutto, nega di aver divulgato alla stampa informazioni aziendali riservate, precisando di non aver mai parlato con giornalisti al di fuori delle interviste autorizzate da Microsoft nell'ambito del proprio lavoro. Esclude inoltre di aver lasciato Xbox per trasferirsi presso un'azienda concorrente, sottolineando il legame costruito in oltre vent'anni con le persone e le attività della casa di Redmond.

Motivazioni personali?

Chiang respinge anche qualsiasi coinvolgimento in episodi di discriminazione, bullismo, molestie, insider trading, appropriazione indebita o altre attività fraudolente. Difende il proprio operato sia sul piano dei risultati professionali sia per il modo in cui ha trattato i colleghi durante la sua carriera.

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Un altro punto riguarda le motivazioni personali della partenza. L'ex dirigente nega che la decisione sia legata alla mancata promozione a un incarico più importante. Spiega di non aver cercato attivamente nuove responsabilità e che il suo ultimo colloquio per ottenere un lavoro risale al 2011. Ricorda inoltre di essere stata promossa al ruolo più recente soltanto nel luglio scorso, senza averlo richiesto.

Colpa di Microsoft?

La parte più critica del messaggio riguarda però il modo in cui Microsoft avrebbe applicato i propri regolamenti. "Credo nell'equità, nella responsabilità e nel rispetto degli stessi standard che chiediamo agli altri. Questi principi hanno valore soltanto quando vengono applicati in maniera coerente. Ho seri dubbi su come siano stati applicati nel mio caso e ritengo che meritino di essere presi sul serio".

Chiang conclude spiegando che non avrebbe mai immaginato una conclusione simile per la propria esperienza in Microsoft: "Questa non è la storia che avrei mai immaginato per la fine del mio percorso qui. E non è tutta la storia".

Il caso si inserisce in una fase particolarmente delicata per Xbox, alle prese con una profonda riorganizzazione interna, migliaia di licenziamenti, chiusure di studi e ridimensionamenti delle attività. Va detto che Chiang ha parlato di chiarezza, ma non ne ha fatta molta, limitandosi a smentire le voci e lanciare qualche frecciata, senza però svelare effettivamente cosa sia successo.

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