Il nuovo argomento caldo in ambito videoludico, a quanto pare, è rappresentato dai presunti altissimi costi di produzione che sembrano siano emersi per Gears of War: E-Day, e sull'argomento è interessante notare anche un commento da parte di un ex-product manager di Xbox, intervenuto sulla questione con una propria spiegazione.
Non è chiaro se Derek Reese, autore del messaggio, abbia avuto a che fare direttamente con la produzione di Gears of War: E-Day, avendo interrotto il suo lavoro all'interno di Microsoft nel 2023 in base al suo curriculum, ma si tratta sicuramente di una persona che ha avuto modo di vedere la situazione dall'interno, essendo stato senior product manager all'interno di Xbox, in particolare su iniziative e business planning su alcuni titoli di alto rilievo come Minecraft, Sea of Thieves, Flight Simulator e altri.
Quello che emerge dalla sua visione è che la valutazione sui dati deriva dall'interpretazione di questi, ovvero dalla visione che si ha sul denaro investito, considerando che anche in questo caso emerge il fatto che la somma sia difficilmente ascrivibile solo allo sviluppo del singolo gioco.
Una questione di prospettiva
In sostanza, è una visione simile alla questione sollevata in precedenza dal giornalista Jez Corden di Windows Central, che non aveva smentito la cifra ma la poneva probabilmente in una prospettiva diversa, considerando che copre probabilmente l'intero costo di gestione di The Coalition negli ultimi sette anni.
"Gran parte del costo di The Coalition va ascritto al fatto che si tratta del team più avanzato di Microsoft nello studio di Unreal Engine, e anche sul fatto che si tratti di uno dei giochi principali", ha spiegato Reese nel suo messaggio sull'argomento.
"Conosco la situazione perché ho lavorato per fare in modo che il management supportasse un piano per far utilizzare la piattaforma tecnologica ad altri studi e per così distribuire i costi del supporto".
A quanto pare, sarebbe "lo stesso problema emerso con Turn10 e ForzaTech", dove evidentemente gran parte dei costi di gestione del team - che di recente è stato fortemente ridotto fino a cambiare nome e diventare a tutti gli effetti parte di Playground Games - sono da ascrivere al lavoro svolto sull'engine proprietario ForzaTech, e non sullo sviluppo specifico di Forza Motorsport.
Costi proibitivi e di difficile interpretazione
Di recente è emerso che Gears of War: E-Day potrebbe essere costato 500 milioni di dollari, che sono veramente un'enormità, soprattutto perché si tratta di un titolo che non potrà coprire questi costi di produzione con le vendite, essendo un gioco ottimo e appartenente a una serie famosa ma che non è mai stata propriamente un blockbuster rivolto a un enorme pubblico di massa.
L'informazione è stata rilanciata di recente anche dal noto giornalista Jason Schreier, il quale si ha limitato a dire che la cifra "è vera" ma senza specificare a cosa vada ascritta, utilizzata soprattutto per dimostrare come la situazione attuale dello sviluppo di videogiochi di alto profilo presso team nord americani abbia raggiunto cifre poco sostenibili.
L'idea che deriva dall'intervento di Derek Reese è che sia difficile distinguere il budget effettivo investito su un singolo gioco da quello applicato sullo sviluppo delle piattaforme tecnologiche e sul lavoro di supporto, questione ormai frequente nei team di grandi dimensioni e che hanno una divisione tecnologica particolarmente avanzata, tanto da essere sfruttati su più fronti contemporaneamente, come successo con The Coalition in questi anni.