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La protesta PlayStation Blackout contro Sony per l'abbandono dei dischi non ha avuto alcun effetto

I nuovi dati finanziari di Sony dimostrano che la protesta "PlayStation Blackout" organizzata dagli utenti contro Sony per l'abbandono dei dischi non ha avuto alcun effetto.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   06/11/2026
Il logo di PlayStation

Si può dire ora in maniera ufficiale che il movimento di protesta "PlayStation Blackout" organizzato contro Sony per l'abbandono dei dischi e lo spostamento al digitale non ha effettivamente avuto alcun effetto, ora è ufficiale.

A dirlo non è una comunicazione esplicita ma sono semplicemente i dati finanziari di Sony, che dimostrano come nel periodo in cui si è sviluppato il boicottaggio, che avrebbe dovuto portare a un qualche danno nell'attività online e nella vendita di giochi in digitale, non si è registrata alcuna flessione per la compagnia.

Di fatto, il mercato sta dando ragione a Sony e alla sua decisione di abbandonare il formato fisico a partire dal 2028, considerando che la tendenza della maggior parte del pubblico sembra essere proprio quella di spostarsi sempre più sul digitale.

La protesta organizzata in agosto

Dopo l'annuncio ufficiale di Sony sulla volontà di abbandonare il formato fisico, che prevede la dismissione dei giochi su disco per PlayStation a partire da gennaio 2028 per uno spostamento totale sul digitale, molti utenti tradizionalisti hanno avviato una notevole protesta.

Questa ha invaso i canali social di Sony e PlayStation, comparendo praticamente ovunque ci fosse la possibilità di lasciare commenti e dando l'impressione di un ampio movimento organizzato, che doveva sfociare in una protesta spettacolare.

Questa si è concretizzata con l'iniziativa PlayStation Digital Blackout, che puntava a far calare l'attività online sulla piattaforma richiedendo agli aderenti di non utilizzare PS5 online o fare acquisti in digitale durante una specifica settimana dal 23 al 30 agosto.

I dati di Sony e la dura realtà

Purtroppo, i dati finanziari pubblicati di recente da Sony, in base ai quali abbiamo anche saputo che Sony ha alzato le stime per l'anno fiscale 2026, dimostrano che questa protesta non ha avuto l'effetto sperato, in quanto non si è rilevato alcun significativo cambiamento nell'attività sulla piattaforma e gli utenti attivi sono anzi aumentati nel trimestre in questione.

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Le vendite non sono diminuite e gli utenti attivi mensili sono addirittura aumentati di 2 milioni proprio nel trimestre preso in esame.

La dura realtà è che effettivamente il pubblico di massa, che compone ormai la maggior parte dell'utenza PlayStation, non si sente particolarmente minacciato dal futuro tutto digitale a cui Sony sta tendendo, e la protesta ha riguardato probabilmente un numero troppo piccolo di giocatori.

Le ragioni di chi protesta

Al di là del tradizionalismo e dell'affezione ai supporti fisici, c'è comunque una base condivisibile nei timori di molti giocatori, in quanto il futuro digitale dovrebbe essere accompagnato da una maggiore attenzione ai diritti dei consumatori.

Le nuove colorazioni della linea PlayStation
Le nuove colorazioni della linea PlayStation

Su questo fronte ci sono effettivamente da fare dei passi avanti, perché quando non ci sarà più la possibilità di scegliere di acquistare i propri prodotti in un formato o nell'altro ci si troverà a sottostare esclusivamente ai termini e condizioni imposti dal produttore per quanto riguarda la possibilità di utilizzo dei giochi acquistati.

Su questo fronte, Sony (come anche altri produttori di console) non propone condizioni di utilizzo particolarmente avanzate e il rischio è che i disagi per i giocatori possano emergere in maniera più evidente, con l'aumentare delle limitazioni imposte.

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