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Rise of the Ronin: per Digital Foundry è un buon gioco, ma non convince sul fronte tecnico

Rise of the Ronin è finito sotto la lente d'ingrandimento di Digital Foundry, ecco il loro verdetto sull'action di Team Ninja per PS5.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   26/03/2024
Rise of the Ronin: per Digital Foundry è un buon gioco, ma non convince sul fronte tecnico
Rise of the Ronin
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Rise of the Ronin è il protagonista dell'ultima video analisi di Digital Foundry, che ha messo sotto la lente d'ingrandimento la nuova esclusiva PS5. Il verdetto? A quanto pare i tech enthusiast hanno apprezzato l'ultima fatica di Team Ninja quanto storia, combattimenti ed elementi GDR, molto meno per quanto riguarda il profilo tecnico.

Partendo dagli aspetti positivi, Digital Foundry afferma che i modelli poligonali di Rise of the Ronin sono ricchi di dettagli e belli da vedere. Troviamo inoltre ombre di alta qualità e che si adattano bene al ciclo giorno-notte. Inoltre, le missioni lineari mettono in mostra degli stupendi effetti visivi.

Tra le note negative viene menzionata la qualità della vegetazione, le shadow map, l'illuminazione e il pop-in aggressivo dei personaggi non giocanti nel mondo di gioco, che risulta particolarmente fastidioso in città o mentre ci si muove a cavallo. Inoltre, le texture usano un filtro anisotropico di bassa qualità, presentando delle superfici sfocate. Sommando il tutto, il risultato è un comparto equiparabile in alcuni casi a quello dei giochi della precedente generazione. Un altro lato negativo, come vedremo tra poco, è che nessuna delle tre modalità grafiche disponibili garantisce un framerate granitico a 60 fps.

Le tre modalità grafiche di Rise of the Ronin su PS5

Rise of the Ronin presenta tre modalità grafiche, le due classiche che enfatizzano su framerate o risoluzione e qualità grafica, con in aggiunta una terza che attiva il ray tracing. Tutte e tre utilizzano i medesimi setting grafici per quanto riguarda i dettagli del mondo di gioco, texture, illuminazione e ombre.

La modalità Performance offre una risoluzione dinamica che mediamente si assesta sui 936p, upscalata in 4K tramite FSR 2, con il risultato che l'immagine appare troppo morbida e con alcuni artefatti grafici. Il framerate punta ai 60 fps, ma spesso si assesta sui 50 fps, con cali fino a 45 fps.

La modalità Quality alza la risoluzione dinamica a 1512p, assestandosi però spesso nel range dei 1152p. Il framerate è bloccato a 30 fps, ma sono presenti dei problemi di framepacing che danno un senso di scarsa fluidità. Attivando il VRR è possibile arrivare sui 40-50 fps nelle situazioni meno impegnative, con la risoluzione che muta per cercare di mantenere il gioco sui 45 fps circa.

Infine, la modalità ray-tracing è una via di mezzo tra le due precenti per quanto riguarda il framerate, mentre come risoluzione media ci assestiamo tra gli 810 e i 900p. In linea di massima Digital Foundry consiglia di utilizzare la modalità Performance, considerando che parliamo di un gioco action.

Se volete saperne di più su Rise of the Ronin, e non solo sotto il profilo tecnico, vi rimandiamo alla nostra recensione.