Animal Crossing: New Horizons, la recensione 145

La recensione di Animal Crossing: New Horizons. Dopo aver trascorso tantissime ore sulla nostra isola personale su Switch insieme a Tom Nook e agli altri abitanti, possiamo finalmente tirare le somme.

RECENSIONE di Christian Colli   —   16/03/2020

Indice

Non potete immaginare quanto sia stato difficile scrivere questa recensione di Animal Crossing: New Horizons. Il franchise Nintendo fa praticamente genere a sé. Non esiste quasi nulla che gli somigli e, se c'è, non è che una pallida imitazione. I vari Animal Crossing che si sono susseguiti negli anni hanno continuamente costruito sulle fondamenta gettate dal primo Dōbutsu no Mori - è il titolo giapponese - nel 2001: nonostante ciò, ogni volta che dobbiamo rispiegare che cos'è e come funziona Animal Crossing anche ai nuovi giocatori, ci sentiamo fortemente a disagio. Trasmettere il suo appeal non è facile; viene voglia di appellarsi al sacro emendamento della Nintendo Difference e lasciare che il destino faccia il resto.

C'è poco da fare: questa non è un'esperienza adatta a tutti. Ci sarà sempre qualcuno che troverà profondamente ridicolo passare il tempo a raccogliere frutta e conchiglie per animaletti antropomorfi che sembrano usciti da una puntata della Melevisione. E ci sarà sempre qualcun altro che si lascerà conquistare, qualcuno che ritroverà in quello spensierato, eccentrico mondo alternativo, così pieno di gioia e di colore, un equilibrio perfetto che solo gli alchimisti di Nintendo potevano raggiungere. Questa recensione la dedichiamo a chi ama spiccare il volo sulle ali della fantasia.

I primi passi

Immaginate di aver acquistato un pacchetto vacanze per raggiungere un'isola deserta dove costruire una comunità tutta vostra: ecco, il nuovo Animal Crossing: New Horizons inizia proprio così. In passato ci siamo trasferiti in paeselli e città, raggiungendoli via treno o via autobus, ma questa volta arriveremo in volo. Le vostre primissime decisioni riguarderanno la forma iniziale dell'isola e l'aspetto dell'abitante che vi rappresenterà nel gioco. Il nuovo editor include una maggior varietà di segni particolari, rispetto al passato, che dovrebbe accontentare i giocatori più esigenti. La prima cosa che scoprirete, una volta scesi a terra, è che gran parte dell'isola vi sarà temporaneamente preclusa: fiumi e dislivelli dividono la mappa in più parti, impedendovi di esplorare liberamente il territorio. E in fondo, all'inizio, dovrete imparare a vivere nella vostra nuova casa. I primi giorni sono un gigantesco tutorial e il caro, vecchio Tom Nook vi darà tutti gli strumenti e vi spiegherà per filo e per segno come ambientarvi: fate attenzione, perché ci sono parecchie novità anche per i vecchi giocatori di Animal Crossing.

Una di esse è il Nook Phone, uno smartphone che, in sostanza, è un'interfaccia che potete richiamare con un tasto per accedere a varie app o funzionalità come la mappa dell'isola, la macchina fotografica con cui potrete immortalare i momenti più belli della vostra avventura, l'editor dei modelli che potrete poi copiare su indumenti e quant'altro, e così via. L'app più importante di tutte, però, è quella delle Miglia, una nuova dinamica che in un certo senso sconvolge la natura di Animal Crossing, influenzando profondamente il gameplay. Per farvi capire l'importanza delle Miglia, sarà meglio raccontarvi la nostra esperienza, anche perché parlare di Animal Crossing: New Horizon con una sterile spiegazione di meccaniche e novità non solo avrebbe poco senso, ma sarebbe un insulto alla sua natura spensierata.

Miglia dopo miglia

Siamo arrivati a destinazione il 26 febbraio che l'isola aveva ancora un aspetto ingrigito dall'inverno che ci stavamo lasciando alle spalle, il vento che scuoteva gli alberi alimentando un'atmosfera non proprio delle più accoglienti. Siamo scesi dal velivolo in tre: c'eravamo noi, Amleto e Cigliola. I due visitatori che, insieme a noi, hanno acquistato il pacchetto vacanze di Tom Nook, si sono ambientati subito e sono corsi con noi a montare le tende. È stato infatti questo il primo passo nella nostra vita sull'isola: abbiamo scelto un terreno sgombro accanto a un ruscello e a pochi metri dalla spiaggia, quindi siamo tornati in piazza per festeggiare l'inizio della nostra avventura insieme a Tom Nook, Mirco e Marco. Nook ci ha anche affidato l'importantissimo compito di battezzare l'isola che, dopo una lunga riflessione, abbiamo deciso di chiamare Portogatto.

Questi primi passi in Animal Crossing: New Horizons non sono stati poi molto diversi da solito. Subito abbiamo cominciato a raccogliere conchiglie e frutta da vendere ai due piccoli procioni, insieme alle erbacce disseminate un po' ovunque e che, per la prima volta nella serie, si possono intascare. Nook ci ha quindi spiegato come usare il banco da lavoro nel suo tendone: un'interfaccia semplice e immediata che consente di riutilizzare i materiali raccolti per costruire attrezzi, mobili e decorazioni.

Coi ramoscelli e le pietre raccolte abbiamo quindi fabbricato gli strumenti più importanti per ogni abitante di Animal Crossing che si rispetti: una pala, un'accetta, una canna da pesca, un retino. Tutto quello che serve per andare a caccia di insetti, pesci e legna, coltivare nuovi alberi da frutto, dissotterrare fossili e tesori nascosti. A questo punto, un comune Animal Crossing entra subito nel suo loop fondamentale di raccolta e vendita: le stelline, la moneta storica della serie, serve ancora, anche più di prima, ma ci sono anche le Miglia che danno effettivamente un senso alle nostre partite.

Nook ci ha infatti spiegato la funzione dello Stellomat, un dispositivo presso cui possiamo versare le stelline accumulate e che ci consente anche di accedere al Catalogo Nook, che registra tutti gli oggetti trovati nel gioco, ma sopratutto al Catalogo Miglia. Le Miglia, che abbiamo già menzionato, si accumulano raggiungendo determinati obiettivi che il Nook Phone cataloga nell'app Miglia di Nook: la maggior parte di questi obiettivi è inizialmente nascosta e si sblocca praticamente da sola man mano che conduciamo la nostra vita sull'isola. Immaginate i classici achievement o Trofei, quindi moltiplicateli progressivamente. Per esempio, pescare un pesce ricompensa con un certo numero di Miglia; poi dovrete pescarne dieci, cinquanta e così via, ogni tappa ricompensa con sempre più Miglia, e lo stesso succede quando catturate una farfalla o tagliate un po' di legna, tra le altre cose. Ogni attività è un traguardo che ripaga in Miglia e che ci spinge a sperimentare, a costruire e, più in generale, a giocare.

Le Miglia servono a comprare nuovi schemi per il fai da te, nuovi mobili e indumenti - il catalogo si aggiorna progressivamente - ma anche e soprattutto nuove funzionalità come la ruota degli strumenti, che consente di scegliere al volo lo strumento da equipaggiare, gli aggiornamenti che migliorano le varie app e nuove opzioni per personalizzare l'abitante, per esempio capigliature e segni particolari. Fortunatamente, il Catalogo Miglia prevede anche una serie di traguardi giornalieri minori, e del tutto casuali, che potete completare continuamente per guadagnare nuove Miglia: ogni traguardo raggiunto è immediatamente sostituito da un nuovo obiettivo a caso, garantendo un flusso costante di Miglia. Se avete già giocato almeno un Animal Crossing in precedenza, potete facilmente comprendere l'importanza di questa novità: le Miglia, in pratica, ci danno continuamente uno scopo anche in quei giorni in cui non ci sono eventi particolari o quando abbiamo già finito il nostro giro di attività quotidiane.

Migliorare l'isola

Siamo arrivati a Portogatto che l'isola contava tre abitanti, oltre ai Nook e agli operatori della Dodo Airlines. A questo punto, un qualsiasi Animal Crossing ci avrebbe sostanzialmente lasciati a noi stessi: non è un mistero che i primi giorni siano sempre i più monotoni, più che altro perché non c'è tantissimo da fare e le risorse a un certo punto si esauriscono. Che Nintendo abbia voluto prendere le distanze da questa filosofia si capisce già dalle Miglia, ma c'è anche una specie di narrativa che si sviluppa insieme alla nostra isola in Animal Crossing: New Horizons. Badate bene che non stiamo parlando di una trama vera e propria, ma di una serie di obiettivi primari che conferiscono un senso logico alla progressione. Tom Nook, infatti, intende trasformare la nostra Portogatto in una comunità a tutti gli effetti e per questo motivo ci ha affidato alcuni incarichi importanti. Uno dei primi, per esempio, è stato quello di costruire un museo in cui esporre la fauna dell'isola che continuavano a vendere in cambio di stelline. Contemporaneamente, abbiamo dovuto raccogliere una generosa quantità di materiali per Marco e Mirco, in modo che potessero costruire la loro bottega.

Dal museo alla bottega, passando per l'arrivo di nuovi abitanti, Animal Crossing: New Horizons ha cominciato a mostrare il suo vero volto quasi subito, svelando un complicato gioco di incastri che segue la nostra progressione senza sopraffarci con informazioni, capacità e funzionalità. Guardando i succosi Direct abbiamo temuto che New Horizons potesse strafare, mescolando quanto sperimentato anche col fai da te nell'episodio Pocket Camp per sistemi mobile con la natura rilassata di una serie che dovrebbe fare tutto tranne che diventare un gioco di ruolo a obiettivi. Invece, pur avendo giocato ogni singolo Animal Crossing uscito nell'arco di quasi vent'anni, l'organicità e la coerenza con cui Nintendo ha sviluppato la progressione della nostra vita sull'isola ci ha stupito comunque. Ogni giorno è stato una scoperta e pian piano abbiamo cominciato a imparare modi completamente nuovi di piegare l'ambiente alla nostra fantasia. Quando Tom Nook ci ha insegnato a fabbricare un'asta e una scaletta, abbiamo finalmente trovato il modo per scavalcare i ruscelli e salire sui rilievi, e in questo modo abbiamo potuto esplorare il resto dell'isola e decidere dove costruire ponti e rampe. E quello è stato soltanto l'inizio.

Non possiamo e non vogliamo assolutamente rivelarvi l'ordine esatto con cui abbiamo imparato certi nuovi schemi e trasformato Portogatto nel nostro piccolo paradiso turistico, ma se è vero che il 26 febbraio eravamo tre abitanti a festeggiare l'inizio di una nuova vita sull'isola, il 14 marzo ci siamo ritrovati in dieci a inaugurare l'apertura della boutique delle sorelle Ago e Filo. Mentre Portogatto, in queste settimane, è cresciuta insieme a noi e la nostra tenda è diventata una bella casetta con due stanze, un comodo lettone - che abbiamo costruito e, successivamente, ricolorato a piacimento - e tante cianfrusaglie qua e là. A questo punto, Animal Crossing: New Horizons è entrato ufficialmente in quella catena di montaggio che abbiamo menzionato all'inizio, il loop di ogni Animal Crossing che si rispetti, stavolta moltiplicato per l'incredibile libertà di personalizzazione che ci offre non solo la nostra casa, ma l'isola intera.

Ponti, rampe, steccati, pavimentazioni, e ancora lotti di terreno da affittare per guadagnare qualche Miglia in più che male non fa, e tanti altri modi per trasformare lo scenario, non solo piantando alberi - spostandoli letteralmente da un punto all'altro, se vogliamo! - ma collocando decorazioni e oggetti ovunque, senza scomodare la rivoluzionaria possibilità di modificare la geografia dell'isola praticamente a piacimento. Portogatto oggi sfoggia un grande faro che si accende la notte per guidare immaginari marinai in lontananza; a est, sopra una collinetta, abbiamo trovato lo spazio per un'invitante sorgente termale che abbiamo circondato di alberi di bambù; a nord, su una scogliera contro cui si infrangono puntualmente le onde, abbiamo sistemato un complesso monolitico che fa molto Stonehenge e che abbiamo avuto la fortuna di trovare in uno di quei pacchetti appesi ai palloncini che ogni tanto galleggiano sopra le nostre teste. Ora il nostro obiettivo è cambiato: migliorare l'isola, riempirla di vita, e convincere un certo cantante a esibirsi per la nostra comunità.

Nuovi orizzonti

Ci sono ancora tantissime cose che vorremmo fare e non ci è ancora passata minimamente la voglia di trascorrere ogni giorno almeno un'oretta a Portogatto, specialmente in un momento così cupo come quello che stiamo vivendo nella realtà della quarantena nazionale. Non abbiamo ancora partecipato a nessuna festa: febbraio e marzo sono stati poveri di eventi e noi abbiamo giusto incontrato qualche vecchia conoscenza come Gulliver e Spiriteo, abbiamo comprato le rape la domenica mattina e i tappeti di Sahara il lunedì, come si faceva in quasi tutti i vecchi Animal Crossing. Abbiamo anche rincontrato Fiorilio, il cane hippy che in New Horizons vive su un'isola tutta sua dove possiamo allestire un vero e proprio set fotografico e sbizzarrirci con l'app del Nook Phone. È infatti possibile cambiare isola temporaneamente e visitare, per esempio, quelle degli amici, ma per sapere com'è Animal Crossing: New Horizons in modalità multigiocatore dovrete pazientare ancora un po', visto che Nintendo ci ha assolutamente proibito di collegare la console a Internet per tutta la durata del test. Il nostro voto, insomma, si basa principalmente su quello che New Horizons offre offline, anche perché non tutti vogliono o possono permettersi una modalità multigiocatore che diventa quindi un valore aggiunto.

Abbiamo però visitato quasi ogni giorno le isole random pensate per allargare gli orizzonti dei giocatori solitari. Basta acquistare l'apposito biglietto presso lo Stellomat e mostrarlo all'operatore della Dodo Airlines: queste isolette procedurali servono a raccogliere risorse in più, specialmente nel caso in cui le abbiate esaurite per la giornata, e magari a incontrare nuovi animali che potrebbero decidere di trasferirsi sulla vostra isola. La natura casuale di questi scenari aiuta i giocatori che non possono collaborare in modalità multiplayer ad arricchire la loro isola con frutti esotici, collezionabili rari e altre piccole sorprese. È una specie di lotteria che non sempre ripaga la spesa in Miglia, ma che qualche volta può essere un vero jackpot: immaginate di finire in un'isoletta piena di frutta che non cresce sulla vostra isola - e che quindi varrà molto di più alla vendita - o brulicante di insetti rari che potrete portare al museo di Blatero o vendere ai gemelli Nook. Non preoccupatevi: il vostro inventario è destinato a ingigantirsi e Mirco e Marco hanno trovato una soluzione per fare affari anche di notte. Nintendo ci ha ascoltato.

Infatti, se c'è qualcosa che non torna in Animal Crossing: New Horizons, è la continua, insistente necessità di accumulare stelline. I veterani della serie saranno sicuramente abituati a risparmiare per saldare i debiti con Tom Nook o acquistare i mobili e gli indumenti più rari, ma New Horizons alza l'asticella chiedendovi stelline praticamente per ogni servizio. Costruire ponti e rampe costa una piccola fortuna, spostare interi edifici altrettanto, e poi ci sono gli strumenti che si consumano e rompono, obbligandovi a comprarli nuovamente o a raccogliere i materiali necessari a fabbricarli. È un loop dentro il loop, in altre parole, che rivela l'unico lato oscuro del titolo Nintendo, e cioè un farm importante che potrebbe annoiare alcuni giocatori: non c'è niente di peggio che rompere un retino mentre state catturando le farfalle e dover fare il giro dell'isola per comprarne o fabbricarne un altro. Ma stiamo pur sempre parlando di un'esperienza da vivere a piccole dosi, da assaporare giorno dopo giorno senza fasciarsi la testa o fare le corse per sbloccare una nuova funzionalità o un nuovo strumento, e New Horizons, in questo senso, è veramente il miglior Animal Crossing che un videogiocatore in cerca di escapismo potrebbe desiderare.

Aspetti estetici e tecnici

Primo episodio della serie in alta risoluzione, il nuovo Animal Crossing non sforza certo i muscoli di Nintendo Switch e si attiene fedelmente allo stile essenziale che lo ha caratterizzato per anni, pur mantenendo le sensibili evoluzioni adottate nelle ultime iterazioni per slanciare i modelli poligonali e far spazio a una maggior varietà di indumenti e animazioni. Ciò detto, Animal Crossing: New Horizons sfoggia una miriade di minuscoli dettagli che impreziosiscono il colpo d'occhio generale, testimoniando la cura maniacale e l'amore che il team Nintendo ha riservato nei confronti di questa sua ultima creazione.

Potremmo fare un elenco lunghissimo di questi particolari - che spaziano dalla pioggia che increspa la superficie dell'acqua al vento che scuote alberi e fiori a diverse intensità - ma quello che ci ha colpito maggiormente è la nuova illuminazione dinamica che, insieme a un sistema di ombreggiatura molto più sofisticato, definisce sensibilmente lo scenario inquadrato, coinvolgendo molto di più il giocatore. Animal Crossing: New Horizons è un titolo pulito, colorato, pieno di energia, e trasmette una tenerezza e un buonumore strepitosi.

Nintendo non è intervenuta in modo incisivo sui modelli degli abitanti, ma ha apportato qua e là alcune modifiche interessanti nell'ottica di quello che è un miglioramento visivo a tutto tondo. Gli animali sfoggiano ora uno shader "flocked" che ricorda le statuine in vellutino, oltre a proporzioni leggermente più slanciate che consentono una maggior varietà di animazioni e comportamenti. Non è raro vederli ramazzare il pavimento, fare tai chi in piazza o riposare con un libro in mano all'ombra di un cedro.

La loro intelligenza artificiale è rimasta relativamente limitata a interazioni e dialoghi che dipendono dai loro caratteri individuali: il nostro vicino di casa Amleto, per esempio, è un vero sportivo fissato coi record che passa la maggior parte del tempo a correre come un matto. L'adattamento italiano è, come sempre, una gioia. I dialoghi sono buffi e spontanei, pieni di giochi di parole e divertenti citazioni.

Potremmo stilare un arido elenco di novità e informazioni, dicevamo, ma avrebbe poco senso perché siamo sicuri che i fan di Animal Crossing hanno già prenotato il gioco da mesi. Per loro, questa recensione è soltanto una conferma che il titolo che stavano aspettando ha superato ogni aspettativa e rappresenta la naturale evoluzione di un franchise che non aveva necessariamente bisogno di trovare una nuova direzione, ma che ci è riuscito lo stesso. A tutti gli altri possiamo solo suggerire di chiedere a loro stessi se sono tipi da Animal Crossing. È difficile capirlo e non siamo sicuri che sia opportuno consigliare l'acquisto a chi non sa a cosa va incontro: il ritmo di gioco compassato, l'enfasi riposta nella modellazione e nella decorazione dell'isola, l'importanza che ha il collezionismo compulsivo sono gli aspetti fondamentali di un'esperienza singolare. Guardate i filmati di gameplay, leggete i nostri articoli di approfondimento e infine chiedete a voi stessi se quello di cui avete bisogno è un po' di sano escapismo, perché in questo caso sarebbe difficile trovare un gioco migliore.

Multiplayer.it

9.5

Lettori (52)

8.4

Il tuo voto

Animal Crossing: New Horizons è senza alcun ombra di dubbio la punta di diamante di una serie che dal 2001 continua a fare proseliti, abbracciando un pubblico sempre più ampio. Nintendo ha perfezionato la formula collaudata integrando meccanismi un po' più complessi che non snaturano il franchise come avevamo temuto, ma che anzi trovano un equilibrio ancora più convincente tra le dinamiche di un social simulator e quelle di un titolo gestionale. La libertà di personalizzazione che garantisce New Horizons è semplicemente incredibile e non vediamo l'ora di scoprire quali novità ci attendono nei mesi a venire con gli aggiornamenti e le festività che si susseguiranno sul calendario della nostra amata Portogatto.

PRO

  • Tantissime possibilità di personalizzazione
  • Le Miglia garantiscono un flusso costante di obiettivi che non lasciano mai il giocatore con le mani in mano
  • Curato nei minimi dettagli

CONTRO

  • I servizi costano molte stelline, perciò bisogna risparmiare continuamente
  • Gli strumenti che si rompono possono diventare una seccatura