18

Life Is Strange Reunion, la recensione dell’ultima avventura di Max e Chloe

Dopo tanti anni, Max e Chloe tornano di nuovo insieme in Life Is Strange Reunion.

RECENSIONE di Simone Pettine   —   03/04/2026
Max e Chloe tornano nella loro ultima avventura in Life is Strange Reunion
Life is Strange: Reunion
Life is Strange: Reunion
Articoli News Video Immagini

Nella vita bisogna compiere delle scelte, e quasi mai si tratta di scelte semplici. In aggiunta, tutto a un certo punto è destinato a finire, ma restano le emozioni vissute con le persone cui si vuole bene. Questi, nella sostanza, sono i messaggi da sempre trattati nella serie Life is Strange. Serie che negli anni ha assunto vari volti e diversi protagonisti, ma con due in particolare che sono rimasti nel cuore dei giocatori dall'ormai lontano 2015: Max e Chloe.

Life Is Strange Reunion mette un punto alle loro avventure, e lo fa in maniera abbastanza contraddittoria. Da una parte insiste, giustamente, su ciò che ha costituito da sempre il cuore del franchise, cioè il rapporto tra le due, il suo evolversi costante sulla base delle scelte compiute dal giocatore. Dall'altra "tradisce" la fiducia di partenza tra giocatori stessi e la filosofia alla base dell'esperienza: quella basata sulla consapevolezza che le scelte esigono una specifica morale, e che una volta compiute non si possa tornare il tempo. Che il tempo si possa sì in qualche modo riavvolgere - è questo in fondo il potere di Max, no? - ma che questo grande potere non possa evitare il dolore, e soprattutto che non possa salvare tutto e tutti.

Tra qualche forzatura di troppo e una malinconia di fondo che, al tempo stesso, riconfermava quella caratteristica fondamentale che sempre abbiamo amato in Life Is Strange, in questo ultimo (forse per davvero) capitolo, Max e Chloe si salutano di nuovo. E per l'ultima volta, più che il punto di arrivo a contare è la strada percorsa.

Paradosso chiama paradosso

Giocare a Life Is Strange Reunion senza aver prima aver portato a termine almeno Life is Strange (2015) e Life is Strange Double Exposure (2024) significa privarsi del 98% del contesto di partenza. Va bene la presenza di un video iniziale di ben cinque minuti che riassume in modo efficace tutta la vita precedente di Max e Chloe, ma insomma: in un videogioco basato sull'evolversi di rapporti umani e sentimenti, ridurre il flashback alla mera cronaca di eventi e informazioni smorza qualsiasi interesse. È bene sapere, comunque, che si riparte esattamente dove si era concluso, circa un anno e mezzo fa, Double Exposure.

Chloe è l'atteso (ma forzato) ritorno del capitolo
Chloe è l'atteso (ma forzato) ritorno del capitolo

Non volendo causare la morte di Sofi per salvare il mondo, Max ha scelto di non scegliere: manipolando i mondi paralleli, ha portato alla fusione delle due realtà di Double Exposure in un unico presente, in cui Sofi è ancora viva. Gli studenti della Caledon dovrebbero ricordarsi che qualcuno le aveva sparato, uccidendola, ma nessuno se lo ricorda: questo è il primo paradosso di Reunion.

Il secondo è quello che dà invece inizio alla nuova narrazione: in seguito alla fusione degli universi, anche Chloe, amica d'infanzia di Max, è tornata in vita. O meglio, è tornata in vita se voi l'avevate uccisa nel primo Life is Strange per salvare Arcadia Bay; in alternativa, la ragazza è rimasta traumatizzata per i sensi di colpa con cui è vissuta fino ad oggi, e avverte di essere morta in un'altra realtà.

Sembra complicato, e infatti lo è; ma lo è perché, appunto, la sceneggiatura ha deciso di riscrivere (meglio: di dare una seconda possibilità) all'unico elemento narrativo sul quale non si sarebbe potuto né dovuto tornare indietro, e cioè la scelta finale del primo Life is Strange. Riportando in scena Chloe, con un evidentissimo fanservice che retrospettivamente era già stato preventivato in Double Exposure, si è praticamente confermato che una decisione vale l'altra, tanto tutto può essere "riscritto". Non dai poteri di Max, ma da quelli degli sviluppatori.

Per fortuna la Chloe adulta è stata scritta in modo coerente e quasi sempre interessante, oltre che efficace nel garantire un gameplay in grado di sfruttare in sinergia le abilità di entrambe le protagoniste. Perché, come era prevedibile, Max è ancora una volta al centro della scena, ma questa volta alterna le sue "indagini" (la Caledon è minacciata da un incendio che si verificherà a breve, e lei deve impedirlo) con le ingerenze di supporto da parte di Chloe. E le due sono molto diverse in termini di poteri... e di approcci.

Doppia protagonista, doppio gameplay

Bisogna essere sinceri: senza Chloe, Life Is Strange sarebbe stato semplicemente un Life is Strange Double Exposure 2. Gran parte di ambienti, dinamiche e personaggi inevitabilmente sono già stati visti e sfruttati nel capitolo precedente, del resto recentissimo. La presenza della seconda protagonista garantisce l'originalità necessaria nell'affrontare ambienti e situazioni. Chloe non è più un personaggio non giocante come nel primo Life is Strange, ma non è neanche da sola come in Before The Storm: la sua presenza è necessaria per risolvere enigmi e indagini tanto quanto quella di Max, che mantiene invece una linea d'azione più cauta. Tuttavia, le due agiscono quasi sempre in sinergia, in modo convincente.

Vecchi e nuovi amici saranno la chiave per salvare la Caledon
Vecchi e nuovi amici saranno la chiave per salvare la Caledon

Chloe si ritrova ad agire in ambienti che ospiteranno di lì a poco l'intervento di Max, oppure dove Max è già intervenuta modificando qualcosa con il suo riavvolgimento temporale. A differenza dell'amica neo-professoressa, tuttavia, Chloe non può permettersi di sbagliare, perché le sue azioni provocano conseguenze definitive in un dato scenario. La sua "gara di insulti" (ripresa di forza da Before The Storm, e parzialmente raffinata nelle risposte) richiede di fare molta attenzione alle parole e agli atteggiamenti degli altri personaggi e dell'ambiente. In assenza di bivi narrativi importanti, sarà la somma di tutte queste piccole scelte e conseguenze a definire nel dettaglio un finale completo.

Max, dal canto suo, appare un po' depotenziata in Life Is Strange Reunion. In Double Exposure era diventata in grado addirittura di spostarsi tra due diverse realtà, ed era molto interessante osservare come fosse possibile raccogliere informazioni e oggetti in una delle due per andare poi ad agire sugli eventi della seconda. In Reunion questo meccanismo si perde, perché non esistono più gli universi paralleli: si torna al potere da cui tutto ebbe inizio nel 2015. Che va anche bene, in un capitolo che vuole presentarsi come epilogo dell'intero franchise, ma senza innovazioni significative (tolta l'interazione con Chloe, Double Exposure è davvero tanto, tanto conservativo) vi sono dei momenti in cui il senso di "già visto, già fatto, già provato" genera un vero e proprio senso di stanchezza.

L’atmosfera dei bei vecchi tempi

Life is Strange Reunion è a conti fatti il capitolo più conservativo dell'intero franchise, e questo, unito alla forzatura alla base della trama, potrebbe lasciare con l'amaro in bocca. Ciò non toglie che dal punto di vista della cura nelle atmosfere e nell'approfondimento delle dinamiche psicologiche e sociali tra i vari personaggi, Life Is Strange Reunion riconfermi, un'ultima volta, quanto di buono fatto in passato.

Il potere di Max torna ad essere il riavvolgimento temporale
Il potere di Max torna ad essere il riavvolgimento temporale

I momenti migliori sono prevedibilmente quelli dedicati al rapporto tra Max e Chloe. Le due non sono più delle adolescenti, e soprattutto ormai vivono con la consapevolezza dei poteri che si muovono nel mondo reale, tra dimensioni parallele, tempo che può essere riportato indietro e creature mutaforma. Eppure, nel loro tentativo di riavvicinarsi dopo anni di distanza, un po' impacciato ma sempre emotivamente sincero, si ritrova tutta la cura e il fascino che avevano costituito la base dell'intera serie.

L'attenzione dei giocatori si mantiene poi sempre alta, e c'è la curiosità costante di capire come e dove andrà a parare tutta quest'ultima storia. Il tutto accompagnato della stessa e ottima presentazione visiva di Double Exposure, e soprattutto dalla solita direzione artistica in cui umorismo e cultura pop convivono a braccetto con tematiche socialmente e politicamente impegnate (a volte neanche troppo nascoste tra le righe).

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Multiplayer.it
7.0
Lettori (3)
9.3
Il tuo voto

Forse, per le ultime avventure di Max e Chloe, ci saremmo aspettati qualcosa di diverso: qualcosa di più convinto, di più coraggioso, che puntasse verso nuove meccaniche, personaggi di spessori, violenti colpi di scena e perdite irreparabili in grado di scuotere, ancora una volta, la nostra capacità di scelta morale. Invece, si è scelto di andare sul sicuro con una decisione che però è difficile da digerire: il ritorno di un personaggio, Chloe, difficile da accettare nonostante i tentativi di giustificarlo. Life Is Strange Reunion è un titolo di livello, ma è anche troppo conservativo e ormai ha mostrato come la formula della serie sia stata utilizzata fino alla stanchezza. Life Is Strange in sé avrà certamente un futuro, ma ora è necessario ripensare alle sue meccaniche, prima ancora che a nuovi personaggi. Il tempo è stato riavvolto fin troppe volte, ora bisogna lasciarlo scorrere: solo così Max e Chloe potranno essere ricordate davvero con affetto. Altrimenti, a forza di ricordare che la vita è strana, anche la stranezza rischia di diventare normalità.

PRO

  • Il rapporto tra Max e Chloe è maturo e complesso
  • La cura artistica resta notevole
  • Veicola tematiche importanti

CONTRO

  • Diverse forzature narrative
  • Rispetto a Doble Exposure, il gameplay segna un passo indietro
  • Ormai quasi tutto sa di già visto