RIDE 6 è l'ultimo episodio di una serie che con le ultime tre uscite ha totalizzato oltre sei milioni di giocatori, a conferma del grande entusiasmo che gli appassionati di motociclismo nutrono per le produzioni targate Milestone, anche (e soprattutto?) quando non c'è di mezzo una licenza ufficiale a vincolare approcci e strutture.
Circa tre anni fa gli sviluppatori dello studio italiano sono riusciti a rinnovare in maniera convincente l'esperienza, confezionando una modalità carriera entusiasmante e aggiungendo al pacchetto una quantità considerevole di contenuti. Ebbene, con questa edizione sono state mischiate nuovamente le carte, con il debutto delle gare offroad e l'introduzione di due stili di guida alternativi.
La nuova carriera si chiama RIDE Fest
Prendendo spunto dall'Horizon Festival, la nuova modalità carriera di RIDE 6 si chiama RIDE Fest e si pone appunto come un evento internazionale che vede i migliori piloti del mondo sfidarsi all'interno di gare e prove a tempo per dimostrare chi sia il numero uno. Tenete a bada le aspettative, però: non ci troviamo di fronte a una svolta open world per la serie, bensì a un semplice tabellone degli eventi.
Ci sono in tutto una ventina di tornei, ognuno costituito da un numero crescente di gare, che vanno sbloccati man mano guadagnando le stelle necessarie, nell'ambito di una progressione di stampo tradizionale che include in questo caso un extra molto interessante: la possibilità di sfidare dieci leggende del motociclismo (Troy Bayliss, Guy Martin, Casey Stoner, Tyler O'Hara, Thomas Chareyre, Niccolò Canepa, Peter Hickman, Skyler Howes, Ian Hutchinson e James Toseland) che svolgono il ruolo di boss finali.
Talvolta gli eventi richiedono l'uso di una moto imposta, ma ci sono anche diverse occasioni in cui è possibile optare per veicoli differenti, rivolgendosi al concessionario dell'usato o del nuovo per procurarsi un modello compatibile con i requisiti della corsa. Purtroppo, però, qualcosa sul piano del bilanciamento non funziona come dovrebbe, banalizzando meccaniche fondamentali all'interno di un'esperienza simile.
Se infatti il classico Gran Turismo insegna che il denaro per gli upgrade va sudato, i miglioramenti prestazionali sono quelli che ci fanno vincere ed è possibile optare per diversi percorsi per quanto concerne il tuning, RIDE 6 trasforma tutto questo in una sorta di percorso obbligato, con modifiche praticamente tutte uguali per costo e incidenza sulle performance, al punto che acquistarle e installarle diventa un'operazione noiosa e ripetitiva: che peccato.
Purtroppo c'è anche un altro aspetto che non quadra, e ci riferiamo ai due stili di guida disponibili, Arcade e Pro: l'idea degli sviluppatori era quella di mettere a disposizione un'opzione più accessibile per gli utenti meno esperti, ma nella realtà dei fatti la differenza fra le due impostazioni appare minima e l'approccio che dovrebbe essere più simulativo non si avvicina neanche lontanamente alla rigidità vista in MotoGP. Il che è una fortuna, beninteso, ma il problema rimane.
Sì, perché i due stili non vengono messi alla pari: optando per l'Arcade non è possibile regolare l'assetto della moto, un aspetto fondamentale per poter vincere determinate gare e soprattutto per le prove a tempo, che presentano un inaspettato picco di difficoltà. Gare che si vincono tranquillamente e con ampio distacco si trasformano infatti in qualifiche assolutamente ostiche, con gli avversari che tutto d'un tratto mettono il turbo.
Gameplay, novità e contenuti
Sia chiaro: sebbene la scelta di mettere a disposizione due differenti stili di guida in RIDE 6 non si traduca in esperienze effettivamente diverse, sul piano del gameplay il titolo sviluppato da Milestone si conferma solidissimo, sfaccettato e dotato di una grande profondità, dunque in tale frangente gli appassionati non resteranno certamente delusi dalla nuova edizione.
Nella recensione di RIDE 5 avevamo criticato la mancanza di una direzione precisa per quanto concerne il grado di difficoltà e magari qualcuno ci ha ascoltato, visto che il nuovo episodio si prende qualche responsabilità da questo punto di vista e introduce un sistema adattivo che dovrebbe regolare la sfida sulla base di vari parametri che vanno al di là degli aiuti, tutti ovviamente disattivabili.
Il risultato finale appare più convincente una volta scesi in pista, le routine comportamentali degli avversari riservano qualche sorpresa rispetto al passato e dunque si vengono a creare situazioni un po' meno prevedibili. Contribuiscono a mischiare le carte anche le due nuove categorie, Enduro e Baggers, che nelle gare offroad vanno gestite in maniera diversa rispetto alle altre moto.
A proposito di novità e di contenuti, RIDE 6 può contare al momento su trentadue tracciati (varianti incluse) tra fittizi e reali, che vedono la presenza di circuiti come Red Bull Ring, Stelvio, Vallelunga, Alpi, Brands Hatch, Donington Park, Imola, Le Mans, Monza e Mugello, con undici percorsi completamente inediti per la serie; e su di un gran numero di moto, provenienti da ventuno marchi realmente esistenti e suddivise in sette categorie.
Dall'hub principale è possibile accedere al potente editor per la personalizzazione dell'equipaggiamento e della moto, ai rinnovati tutorial della Riding School, ai concessionari per l'acquisto di nuove moto, al multiplayer online (successivamente al lancio verrà aggiunto anche quello in locale via split-screen) e alle modalità veloci, ovverosia Gara Singola, Prova a Tempo ed Endurance.
La carriera rimane dunque il fulcro del gioco, la sua parte più corposa e interessante, ma le opzioni di contorno appaiono ugualmente complete e offrono la possibilità di esplorare liberamente i tanti contenuti di un pacchetto che sul piano dei numeri non ha davvero nulla da rimproverarsi.
Realizzazione tecnica
Il comparto tecnico di RIDE 6 riprende inevitabilmente il discorso cominciato tre anni fa, quando la serie ha abbandonato le piattaforme di precedente generazione per adottare l'Unreal Engine 5 e cercare così di portare sullo schermo una presentazione qualitativamente vicina a quella delle produzioni più blasonate per quanto concerne il filone dei giochi di guida.
A che punto siamo? Be', ci sono diversi scenari urbani notevoli per ricchezza visiva e fascino, vedi ad esempio il Monte Gunma con i suoi iconici tornanti o la Cappadocia, dove si gareggia circondati dai palloni aerostatici. Molto belle anche le piste offroad, mentre i circuiti ufficiali rendono inevitabilmente di meno, specie nelle ore diurne e con un meteo stabile: anche stavolta la pioggia aggiunge personalità alle ambientazioni.
Certo, si notano alcuni svarioni ed elementi meno curati, vedi ad esempio i filmati di presentazione che scattano o i modelli dei piloti e dei membri del team durante le fasi immediatamente precedenti la gara, che risultano piuttosto datati, ma in linea di massima la grafica di RIDE 6 si conferma ben fatta e su console gira ancora una volta a 60 fps e 4K dinamici, combinando fluidità, reattività e dettaglio.
Conclusioni
RIDE 6 si conferma un gioco di moto solidissimo sul piano del gameplay, convincente dal punto di vista tecnico e caratterizzato da numeri importanti, anche se la nuova modalità carriera non convince per via di alcune mancanze relative al bilanciamento che finiscono per minare la godibilità della progressione, banalizzando il tuning e differenziando in maniera poco incisiva i due stili di guida disponibili.
PRO
- Modello di guida sempre solido e scalabile
- Tanti contenuti e diverse novità
- Alcuni scenari urbani sono notevoli
CONTRO
- La nuova carriera ha qualche problema
- I due stili di guida si somigliano troppo
- La grafica si muove fra alti e bassi