Un mese dopo

Come sta andando lo shooter tattico di Ubisoft? Uno sguardo al primo mese di Rainbow Six: Siege

SPECIALE di Lorenzo Fantoni   —   12/01/2016
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Non si può dire che Rainbow Six: Siege abbia goduto di un debutto particolarmente facile. Tra bug, grafica non proprio all'altezza e un'offerta di contenuti non particolarmente ricca, il gioco ha inizialmente faticato a trovare un suo spazio, nonostante una community decisamente vivace che ha da subito iniziato a giocarci, cercando di collaborare con Ubisoft per individuare e correggere i bug principali. In molti all'inizio si lamentavano di un sistema di matchmaking non sempre efficientissimo, che metteva team già formati contro squadre improvvisate sul momento, un netcode ballerino che a volte faceva salire il ping senza motivo e un sistema di riconoscimento dei colpi un po' raffazzonato. Errori fastidiosi, per un titolo che basava tutto il suo fascino sulla precisione e sul piazzare la pallottola giusta al momento giusto. Fortunatamente Ubisoft non si è persa d'animo e oggi la situazione di Rainbow Six: Siege appare decisamente più rosea del passato. Non siamo di fronte a un titolo perfetto, ma senza dubbio a un gioco che ha saputo assorbire l'impatto del debutto e che adesso è pronto a rialzarsi per rappresentare qualcosa di unico nello scenario degli FPS moderni. Tuttavia, il lavoro da fare è ancora lungo.

Come si sta comportando Rainbow Six: Siege dopo un mese dalla sua uscita?

Mappe e operatori

Come avevamo preventivato, lo sbilanciamento delle varie classi ha portato i giocatori a orientarsi naturalmente verso gli operatori più utili e dotati di abilità interessanti, lasciando nell'ombra quelli meno completi o con le armi meno adatte.

Un mese dopo

I più utilizzati al momento risultano essere Fuze, che con le sue granate da breccia si rivela estremamente utile per eliminare eventuali nemici ignari senza esporsi troppo, così come Mute e i suoi disturbatori, che se ben piazzati annullano la fase di ricognizione o Rook e le sue armature aggiuntive. Altri, come IQ o Tachanka, dopo un'iniziale popolarità sono ormai scelti solo da chi si è da poco avvicinato dal gioco e vuole provare tutte le classi. Per quanto riguarda le mappe, gioverebbe molto qualche nuovo ambiente in cui provare tattiche inedite, visto che ormai la community ha praticamente fatto a pezzi e analizzato ogni mossa e contromisura attuabile in quelle disponibili. I match di livello più alto si muovono ormai su binari in cui si improvvisa ben poco (giustamente, è uno shooter tattico!) e tutto è affidato all'abilità/lag/fortuna del momento. Purtroppo sotto questo punto di vista il posticipo del DLC gratuito Black Ice non aiuta. L'espansione dovrebbe aggiungere una nuova mappa, probabilmente ambientata su uno yacht e un nuovo operatore, sul quale per il momento non si sa assolutamente niente. Speriamo non finisca nel dimenticatoio troppo presto!

Glitch e simpaticoni

Recentemente Ubisoft ha lanciato una patch che ha risolto alcuni dei bug più fastidiosi e che riguardavano il netcode, il matchmaking e alcuni glitch. La Community ha accolto questa novità con grida di giubilo e in effetti ciò ha permesso al gioco di essere più stabile e divertente.

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Purtroppo però non esiste una patch per correggere le persone e alcuni trucchetti fastidiosi sono ancora drammaticamente presenti, in grado di uccidere il divertimento con un colpo in mezzo agli occhi. Giocandoci in queste ore ci è capitato di assistere alle prodezze di geni del male che sfruttavano i glitch del gioco per piazzare cariche di C4 nell'area di spawn del team in attacco o per "camperare" brutalmente la zona senza neppure difendere l'obiettivo. Un altro grave problema per giochi tattici come questo sono, perdonate il termine, gli idioti che si divertono a rovinare l'esperienza di gioco altrui. Attenzione, non parliamo di chi non sa giocare e giustamente dev'essere aiutato, ma di chi sistematicamente si diverte a uccidere i propri compagni di squadra, a bloccare le vie d'accesso e a usare la chat come un megafono in cui urlare o far suonare musica ad alto volume. Fortunatamente personaggi di questo tipo non sono la norma, perché la fanbase di Rainbow Six è generalmente abbastanza educata, inoltre è possibile cacciare queste persone dal proprio gioco con una votazione, che però porta con sé due difetti: non le penalizza più di tanto e non gli impedisce di andare a far danni altrove, inoltre l'interfaccia macchinosa a volte rende difficile la votazione e ormai la partita è già rovinata.

Severi ma giusti

Purtroppo la possibilità di cacciare qualcuno durante una partita porta con sé un altro lato della medaglia. Rainbow Six: Siege non è uno sparatutto normale, così come non lo erano i suoi predecessori.

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Questo rappresenta gran parte del suo fascino e il motivo per cui difficilmente riuscirà a superare le barriere della propria nicchia per diventare un titolo incredibilmente giocato. Chi ci gioca di solito sa a cosa va incontro e spesso si è esercitato da solo o con amici per essere pronto, esattamente come farebbe un giocatore di League of Legends o altri titoli con una community molto competente. Il problema di Rainbow Six: Siege è che la gente non solo sa giocare, ma ci sono momenti in cui se non fai esattamente ciò che dovresti, ti sbatte fuori senza pietà e senza che nessuno ti dica dove hai sbagliato. In alcuni casi, come quelli che abbiamo citato precedentemente e in presenza di persone che credono di giocare a Call of Duty, può avere senso, ma è anche un ottimo modo per sfoltire sempre di più i ranghi di una community non esattamente mastodontica. Fortunatamente non è un problema che si presenta troppo spesso, di solito capita quando almeno tre persone cercano di trovare posto per un amico nel loro team, però possiamo capire la frustrazione di chi vorrebbe semplicemente giocare e imparare ma si trova di fronte persone che pensano realmente di far parte dei corpi speciali.

Prospettive future

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Nonostante un gruppo di giocatori un po' ruvidi e la permanenza di alcuni fastidiosi glitch, crediamo che Rainbow Six: Siege abbia di fronte a sé un futuro tutto sommato promettente. La sua unicità e l'amore della fanbase gli hanno permesso di rimanere comunque un titolo molto giocato nonostante i difetti e Ubisoft sta senza dubbio impegnandosi per correggere il tiro, soprattutto su PC dove l'aggiornamento è un procedimento più semplice e risiedono i clan più attivi. Con l'arrivo del DLC le cose dovrebbero ulteriormente migliorare, sperando che la nuova mappa non sia ricca di bug e che il nuovo operatore sia interessante. Rainbow Six: Siege è un gioco dagli equilibri delicatissimi in cui è molto facile rovinare una partita. Questo fino ad oggi ha rappresentato il suo più grande difetto, perché troppe cose possono andare storte prima di trovare il gruppo giusto, ma quando succede il titolo ci ripaga a pieno e un po' dispiace che abbia avuto una partenza così zoppicante. La speranza è che il peggio sia passato: se così dovesse essere, Ubisoft dovrà trovare un modo veramente speciale per ringraziare i fan del gioco e la loro pazienza.