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FC 25 e Spotify: l'integrazione segna la fine di un'era per la musica nei videogiochi?

Ecco perché l'annuncio dell'integrazione di Spotify all'interno di FC 25 potrebbe essere una pessima notizia per i videogiochi.

SPECIALE di Mattia Pescitelli   —   29/08/2025
Sforbiciata con Spotify
EA Sports FC 25
EA Sports FC 25
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C'era un tempo in cui una canzone poteva fare la differenza. Un tempo in cui, non importa quanto piccoli e apparentemente insignificanti, si poteva scrivere la storia di una generazione da un giorno all'altro; rimescolare le carte nel grande mazzo socio-culturale senza svelare il baro a chi credeva di avere la partita sotto il proprio controllo. Erano anni di confine, quelli a cavallo del millennio, che hanno dato voce a molti, il più delle volte nascendo da nicchie che si sono espanse, poi, a macchia d'olio attraverso il passaparola, i circoli underground e le passioni condivise.

La musica ha avuto un grande ruolo in questo processo di identificazione generazionale, specialmente quella che le radio non trasmettevano; i corsari dei decibel e delle cantine, dei ruderi industriali e delle masterizzazione. Al tempo bastava un videogioco per dare nuova voce ai giovani di tutto il globo (ne abbiamo parlato in uno speciale dedicato all'influenza che la colonna sonora di Tony Hawk ha avuto a livello culturale).

Ora la faccenda si è fatta più complicata, pur essendosi semplificata. Ce lo dimostra la recente notizia che EA Sports FC 25, l'ex FIFA che proprio alla fine dello scorso secolo aveva scolpito un panorama sonoro capace di cambiare per sempre la percezione del calcio anche al di fuori dei lidi virtuali, ha stretto una collaborazione con Spotify per integrare il famosissimo servizio di streaming musicale all'interno del gioco, conducendo così alla sempre più plausibile fine di un'attenta selezione musicale all'interno di videogiochi come questo. La morte della cura editoriale in favore del libero arbitrio. Quanto fa bene a noi videogiocatori questa scelta? E quanto ne fa, invece, a chi confeziona queste esperienze videoludiche? Cerchiamo di vederci chiaro.

Spotify e la crisi della scelta

Spotify nasce in Svezia nel 2006, in quel momento di fervore che ha visto la nascita della maggior parte dei servizi online che guidano le nostre vite ancora oggi: Facebook, YouTube, Twitter, tra i principali.

Quei malandrini di Martin Lorentzon e Daniel Ek, fondatori di Spotify
Quei malandrini di Martin Lorentzon e Daniel Ek, fondatori di Spotify

Questo è ancora il periodo in cui tali progetti puntano a unire e a semplificare l'interazione interpersonale tra individui separati da chilometri che si tramutano in secondi. Lo spazio si fa tempo e il tempo si fa sempre più stringente.

Questa fame che abbiamo sviluppato nei confronti dei contenuti e la semplicità delle loro modalità di accesso hanno appiattito l'orizzonte culturale in una ramificazione infinita di scelte che forniscono alla singola persona un'autonomia di selezione mai sperimentata in passato. Eppure, pare che quel potere decisionale non sia mai effettivamente nelle nostre mani.

La scelta di qualcun altro

Quello che si aveva a livello musicale in videogiochi come Tony Hawk's Pro Skater o FIFA era una scelta imposta dal gusto e dalla sensibilità di altri individui. Noi non avevamo voce in capitolo: quello che ascoltavamo era frutto di una decisione presa a monte che non potevamo in alcun modo variare se non andando ad agire al di fuori del gioco, accendendo lo stereo, facendo partire il lettore multimediale del PC o sintonizzandoci sulla stazione preferita.

Questa imposizione era senz'altro limitante, ma conferiva due elementi decisamente importanti ai giochi: una coerenza di fondo capace di cucire addosso al titolo un'identità caratterizzante e la possibilità di far scoprire a un gran numero di persone una traccia, un gruppo o un genere musicale che non avrebbero avuto modo di trovare altrove.

La copertina di Tony Hawk's Pro Skater per PSX
La copertina di Tony Hawk's Pro Skater per PSX

Tra gli anni '90 e i primi 2000, milioni di giovani sono stati iniziati al grunge, all'hip-hop, all'industrial e al rock alternativo grazie alle playlist di videogiochi che riproducevano a ripetizione le stesse, poche canzoni, quelle che progetti ancora non commercialmente affermati potevano permettersi.

Il caso di Song 2

Nell'aprile del 1997 faceva il suo debutto sul mercato Song 2 dei Blur, un inno dissacrante contro le etichette discografiche e la "svalutazione" artistica del grunge e della musica in generale, assoggettata alle embrionali avvisaglie dell'industria e del mercato che conosciamo oggi fin troppo bene.

Ironicamente, diventa anche l'inno di una delle realtà più commerciali e faziose che esistano: la grande macchina dei campionati calcistici. Ciò perché apparve all'interno di FIFA: Road to World Cup 98, cosa che lo innalzò velocemente a brano di culto tra gli amanti del videogioco, arrivando a insinuarsi in maniera così profonda all'interno del settore da risuonare negli stadi e servire da tappeto sonoro per i servizi delle partite.

Illudersi di avere una scelta

Le piattaforme come Spotify hanno senz'altro semplificato la nostra fruizione di contenuti multimediali. Niente più CD masterizzati da cugini di nipoti di nonne per cercare qualcosa che non abbia avuto la fortuna di arrivare alla radio o in televisione o sui cartelloni pubblicitari. Oggi ci basta digitare il nome di artisti che conosciamo e i suggerimenti si palesano di conseguenza.

I Goldfinger, sparati come 'Superman' verso il successo grazie a Tony Hawk's Pro Skater
I Goldfinger, sparati come "Superman" verso il successo grazie a Tony Hawk's Pro Skater

Vengono messe a nostra disposizione perfino playlist settimanali personalizzate che intercettano i nostri gusti e ci fanno scoprire tanto le ultime leve quanto i grandi successi del passato che ci sono sfuggiti.

Abbiamo la mano vincente mentre tutti gli altri giocano a carte scoperte, non è così? Non proprio, perché in questa liberazione dalle restrizioni del passaparola ci siamo andati a ficcare in una rete ancora più fitta, quella degli algoritmi.

Spotify e FC 25, un cocktail potenzialmente esplosivo
Spotify e FC 25, un cocktail potenzialmente esplosivo

Non più una persona a creare una selezione, ma una linea di codice che traduce la musica e ciò che trasmette in parametri prestabiliti. Etichettature sempre più specifiche spianano la strada agli esperti virtuali così da rendere le loro scelte ancora più mirate, facendoci illudere di avere un disk jockey direttamente nella tasca, sempre a portata di mano. Ma la realtà è decisamente diversa.

Per quante etichette puoi mettere a un intervento artistico, un programma va sempre a sintetizzare una scelta tra quello che, più o meno, è di tendenza in quel momento in una determinata cerchia di individui dai gusti variabilmente accostabili.

Gli Einstürzende Neubauten, scoperti grazie a voi utenti di Multiplayer nei commenti sotto un articolo di consigli musicali
Gli Einstürzende Neubauten, scoperti grazie a voi utenti di Multiplayer nei commenti sotto un articolo di consigli musicali

Lo noto personalmente ogni settimana con la playlist Discover Weekly di Spotify che, per carità, mi fa scoprire un'infinità di artisti e canzoni, ma la cui struttura tende a ripetersi a seconda di quello che "va forte" in un determinato periodo all'interno di uno spettro musicale che non è il mio, ma quello che l'algoritmo riconosce come il mio associandomi a milioni di altri utenti. Così, ecco che alcuni brani iniziano a girare più di altri, con maggiore frequenza, e finiscono in playlist di persone che conosco ma che hanno gusti musicali molto differenti dai miei.

Quello che scegliamo non lo scegliamo veramente, ma ci viene suggerito a partire da una fonte comune che premia ciò che si pensa possa attirare maggiormente l'attenzione degli ascoltatori "tipo". Siamo tornati al punto di partenza, a quando qualcun altro ci consigliava cosa ascoltare, solo che invece di essere il cugino del nipote della nonna a farlo, ora abbiamo qualcosa che è in grado di sentire unicamente attraverso emozioni simulate.

Quello che ci attende

Ora, pessimismo a parte, proviamo a considerare il bicchiere mezzo pieno. Questa incursione nei videogiochi era già stata tentata con Forza Horizon 3 e Groove Music, il servizio di streaming musicale di Microsoft. Per quanto funzionasse in maniera altalenante, giocare con la propria colonna sonora era qualcosa di estremamente soddisfacente, perché era in grado di fornire un gradino di personalizzazione aggiuntivo all'esperienza di gioco.

Sfidare un elicottero su Forza Horizon 3 con la propria colonna sonora meritava parecchio
Sfidare un elicottero su Forza Horizon 3 con la propria colonna sonora meritava parecchio

Quel tipo di implementazione non è dissimile da quella che FC 25 vuole attuare con Spotify, consentendo ai giocatori di ascoltare la loro musica durante le partite in maniera assolutamente integrata con tutte le dinamiche di gioco, dal commento ai caricamenti.

Inoltre, sicuramente questo è un caso, ma ciò non significa che d'ora in avanti le playlist musicali realizzate "a modino" per i videogiochi scompariranno, anche perché, per il momento, questa caratteristica è riservata unicamente a chi possiede un account Spotify Premium. Quindi, non è che la musica non sarà presente nel gioco per tutti coloro che non hanno una sottoscrizione con il servizio svedese. Per ora, si tratta solo di un aspetto accessorio, che si affianca alla scelta fatta da tutta una squadra di esperti del suono incaricati di mettere a punto il mosaico musicale del videogioco. Da sottolineare anche che il servizio è disponibile (per ora) solo in cinque territori: Australia, Canada, Messico, Portogallo e Arabia Saudita. Ci vorrà tempo prima che prenda piede e fornisca effettivamente ai videogiocatori più possibilità di scelta.

Che qualcun altro segua l'esempio tracciato da Electronic Arts? Ce lo dirà il tempo. Ma quello che ci premeva esplorare con questo articolo non era tanto l'efficacia e la rilevanza di un'integrazione del genere all'interno di un videogioco, quanto la scomparsa di una delle principali caratteristiche del medium: la natura da apripista per la scoperta di tutto un sistema sub-culturale che sfugge alle regole imposte dal grande pubblico. Le regole, però, stanno cambiando ed è arrivato il momento di adattarsi al gioco.

FC 25 e Spotify, lotta tra semplicità e coerenza
FC 25 e Spotify, lotta tra semplicità e coerenza

Ora tocca a voi! Quali videogiochi vi hanno fatto conoscere un nuovo mondo musicale, aprendo le porte a dei generi e dei gruppi che, altrimenti, probabilmente non avreste mai scoperto da soli? Fatecelo sapere nei commenti.