98

Nintendo Switch: 5 anni raccontati attraverso i suoi giochi

Nintendo Switch spegne 5 candeline: ripercorriamone gli anni passati attraverso i giochi più rappresentativi della rivoluzionaria console ibrida di Nintendo.

SPECIALE di Alessandro Bacchetta   —   03/03/2022

Si dice che ogni anno, per un cane, ne equivalga a sette degli uomini. Applicando lo stesso ragionamento alle console viene fuori che 12 mesi sono pari a circa quindici anni. Come abbiamo visto di recente, il 2022 di Nintendo Switch promette scintille, candidandosi come "miglior sesto anno" di sempre per qualsiasi piattaforma. Nonostante questo, nonostante un tramonto che si preannuncia radioso, cinque anni sul mercato sono davvero tanti. Per farvi un esempio, Wii U non c'è nemmeno arrivato.

In questo articolo, in attesa delle glorie future, ripercorriamo la vita di Nintendo Switch: non con un racconto della sua storia, o con una lista dei suoi successi, bensì selezionando i due giochi maggiormente rappresentativi per ogni anno trascorso. Un metodo forse poco equilibrato, nel senso che alcuni periodi (come il 2017) sono stati pirotecnici, mentre altri decisamente meno ricchi di uscite (come il 2021, ad esempio), ma è comunque un buon modo per raccontare i 5 anni di Nintendo Switch attraverso i suoi giochi.

Iniziamo il nostro speciale proprio da un gioco uscito il 3 marzo 2017, insieme alla console Nintendo, che dovreste conoscere abbastanza bene.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild (2017)

The Legend of Zelda: Breath of the Wild: Riju, la principessa Gerudo
The Legend of Zelda: Breath of the Wild: Riju, la principessa Gerudo

Concepito e sviluppato su Wii U, approdato comunque su quest'ultima console per rispetto degli utenti, è diventato il più importante gioco di lancio di Nintendo Switch, simbolo stesso della piattaforma. Ma Breath of the Wild è molto più di questo; era il titolo che si portava dietro le ambizioni e la voglia di riscatto della serie, e dall'azienda tutta. Che potesse rivelarsi speciale è stato chiaro fin dalla sua presentazione, all'E3 2014; che lo fosse veramente, è stato palese due anni dopo, alla fiera del 2016. Il trailer mostrato a gennaio 2017 rimane uno dei più belli mai realizzati; e, senza alcun dubbio, tra i più belli mai realizzati è anche il gioco, un gioco che al primo tentativo (nella contemporaneità) ha mostrato a tutti come l'open world potesse farsi interazione, e non solo ambientazione. Questo The Legend of Zelda ha fatto scuola nel "genere" dominante del decennio (l'open world, ovviamente), e le sue meccaniche emergenti, originate dal motore fisico e chimico, la sua qualità, la sua grazia e la sua malinconia, restano qualcosa di unico e insuperato. La nostra recensione di The Legend of Zelda: Breath of the Wild racconta questo e altro.

Super Mario Odyssey (2017)

Super Mario Odyssey: in questo gioco, Mario va anche in vespa
Super Mario Odyssey: in questo gioco, Mario va anche in vespa

Nel 2017 sono usciti molti grandi giochi su Nintendo Switch, compreso Mario Kart 8 Deluxe, che è il più venduto della piattaforma. Ma la nostra scelta non è mai stata in dubbio: il 2017 si è aperto e si è chiuso con le due serie Nintendo più prestigiose e importanti. Ovvero The Legend of Zelda e Super Mario, che solo raramente vengono pubblicati lo stesso anno. Ancora in attesa di un seguito, Super Mario Odyssey è stato un serio candidato a gioco dell'anno, e non fosse stato per Breath of the Wild sarebbe potuto diventarlo: si tratta di un platfom straordinario, con una creatività dirompente e dei controlli straordinariamente morbidi. Una colonna sonora varia e creativa, un ritmo incalzante, uno stile grafico tanto spigoloso quanto coraggioso. E soprattutto mette in mostra il miglior Super Mario mai visto in tre dimensioni: animato in modo pregevole, non è mai stato così "vivo" come in questo gioco. Cappy e le sue trasformazioni condiscono questo platform eccezionale. Se volete, qui potete recuperare la nostra recensione di Super Mario Odyssey.

Nintendo Labo (2018)

Nintendo Labo: Kit Assortito: il pianoforte rimane forse lo strumento più emblematico del progetto
Nintendo Labo: Kit Assortito: il pianoforte rimane forse lo strumento più emblematico del progetto

Nintendo Labo non è stato un grande successo commerciale, ma è indubbiamente uno dei prodotti più rappresentativi di Switch. Annunciato al di fuori di un Nintendo Direct, come fosse qualcosa di separato dal resto, è stato una sorta di manifesto da parte dell'azienda: mostrò a tutti che, nonostante Switch fosse rivolto principalmente ai giocatori tradizionali, Nintendo non aveva la minima intenzione di abbandonare i prodotti alternativi a quel pubblico. 1-2-Switch non era stato un caso, in sostanza. Nintendo Labo sfrutta le specificità della console come nessun altro, ed è un'opera dalla creatività debordante: ideata e modellata da quel grande talento di Tsubasa Sakaguchi, si tratta di una specie di "stregoneria", dalle basi tecnologiche solidissime, in cui il cartone si interseca con la console e diventa tutt'uno con essa e coi suoi controlli. Sono usciti tanti modelli di Nintendo Labo, tanti progetti su questa linea, ma forse il più caratteristico rimane il pianoforte di cartone del Kit Assortito. Ecco la nostra recensione.

Super Smash Bros. Ultimate (2018)

Super Smash Bros. Ultimate: un 'picchiaduro' colossale
Super Smash Bros. Ultimate: un "picchiaduro" colossale

Superare Super Smash Bros. Ultimate sarà molto complicato e non sappiamo se Masahiro Sakurai ne avrà la voglia, o le forze, o le possibilità. Si tratta semplicemente, come suggerisce il nome, dell'episodio definitivo della saga: contiene quasi novanta lottatori e un numero di match-up letteralmente folle, riuscendo a trovare un bilanciamento sorprendente. Anche a livello di meccaniche, è in grado di accontentare più o meno tutti: dai giocatori occasionali a quelli più competitivi. La quantità di contenuti presenti in questo gioco è semplicemente colossale, così come il numero di brand che contempla al suo interno. Il miglior Super Smash Bros. mai realizzato, che non fa niente per farsi amare da chi non apprezza la serie: le vendite gli hanno dato ragione. La nostra recensione di Super Smash Bros. Ultimate vi racconta tutto.

Ring Fit Adventure (2019)

Ring Fit Adventure: ci si muove sempre, ma è molto diverso da Wii Fit
Ring Fit Adventure: ci si muove sempre, ma è molto diverso da Wii Fit

Diretto da Hiroshi Matsunaga, già regista di Wii Fit, Ring Fit Adventure è un simbolo evidente della nuova "concezione" casual di Nintendo: non più il principale modo per vendere la console, bensì qualcosa da acquistare una volta che la piattaforma è già entrata in famiglia. Ring Fit Adventure fa dell'esercizio fisico la sua caratteristica principale, ma è inserito all'interno di un contesto narrativo, e le azioni esercitate servono a superare degli ostacoli. Piuttosto che un videogioco di fitness, è un videogioco - per quanto semplice - col fitness. Non ha avuto un lancio eclatante, ma le sue vendite sono state costanti fin dall'uscita, e al momento ha piazzato quasi quattordici milioni di unità. La nostra recensione di Ring Fit Adventure.

Luigi's Mansion 3 (2019)

Luigi's Mansion 3: graficamente è tra i migliori giochi per Nintendo Switch
Luigi's Mansion 3: graficamente è tra i migliori giochi per Nintendo Switch

Sviluppato dai canadesi di Next Level Games, recentemente acquisiti da Nintendo, Luigi's Mansion 3 è (ovviamente) il terzo episodio di una saga, tanto amata quanto stramba, nata su GameCube. Graficamente è splendido, merito del talento degli sviluppatori e delle ambientazioni ristrette, che esaltano il sistema d'illuminazione e e le animazioni dei personaggi. Si tratta di un gran bel gioco, al solito una parodia di un titolo horror, ricco di umorismo e con gran begli enigmi, strettamente legati all'acquisizione di nuovi poteri attraverso il Poltergust G-00 (l'aspirapolvere che risucchia fantasmi). La nostra recensione di Luigi's Mansion 3.

Animal Crossing: New Horizons (2020)

Animal Crossing: New Horizons: per molti è stato il gioco della pandemia
Animal Crossing: New Horizons: per molti è stato il gioco della pandemia

Il 2019 è stato l'anno in cui tanti giochi storicamente portatili sono arrivati su Nintendo Switch, console ibrida che ha ospitato di tutto; un anno idealmente conclusosi solamente a marzo 2020, con l'arrivo di Animal Crossing: New Horizons, diretto da Aya Kyogoku, unica donna che riveste tale ruolo in Nintendo. Tuttavia marzo 2020 è famoso soprattutto per un'altra cosa, e New Horizons, simulando delle attività quotidiane e le vicende di una comunità giorno dopo giorno, è stato - paradossalmente e involontariamente - il gioco simbolo del lockdown. È considerato da molti il miglior capitolo della serie, graficamente è ineccepibile (pulitissimo a livello tecnico, particolare a livello stilistico), e con quasi 38 milioni di copie è il secondo titolo più venduto per Nintendo Switch. La nostra recensione di Animal Crossing: New Horizons vi racconta della genesi di questo fenomeno.

Paper Mario: the Origami King (2020)

Paper Mario: the Origami King: un'avventura piacevolissima da Intelligent Systems
Paper Mario: the Origami King: un'avventura piacevolissima da Intelligent Systems

Il nuovo episodio della saga di Paper Mario, e cioè The Origami King, sempre sviluppato da Intelligent Systems, è stato annunciato a sorpresa, e pubblicato poco dopo (nel luglio 2020). Era un periodo in cui, sempre a causa del lockdown, le uscite erano difficilmente programmabili; un periodo privo di Nintendo Direct principali. A differenza di molti capitoli di altre serie su Nintendo Switch, Paper Mario: The Origami King non ha le qualità dei capostipiti per Nintendo 64 e GameCube. Nonostante questo, per la perizia del level design e la cura riposta nell'aspetto visivo (e musicale), è il miglior Paper Mario degli quindici anni, e ha delle trovate che difficilmente dimenticherete. Oseremmo dire che, avesse avuto un sistema di combattimento (non necessariamente a turni) e uno sviluppo dei personaggi diverso, avrebbe davvero potuto competere coi più illustri predecessori. Tutti i dettagli nella recensione di Paper Mario: the Origami King.

Monster Hunter Rise (2021)

Monster Hunter Rise: le nuove cavalcature, tra le maggiori novità del gioco
Monster Hunter Rise: le nuove cavalcature, tra le maggiori novità del gioco

Nintendo Switch ha dato il via a un'abitudine inedita per la società giapponese: e cioè proporre una grande uscita, magari non la principale dell'anno ma quasi, nel mese di marzo. Il lancio è arrivato con Breath of the Wild, l'anno dopo (marzo 2018) è stato pubblicato Kirby Star Allies, nel 2019 Yoshi Crafted World, nel 2020 Animal Crossing: New Horizons e nel 2021, per l'appunto, Monster Hunter Rise. Dopo anni in esclusiva su console Nintendo, grazie a degli accordi siglati da Iwata, Monster Hunter ha recentemente avuto la definitiva esplosione commerciale su PlayStation, attraverso Monster Hunter World. Ecco, Monster Hunter Rise è una versione - tecnicamente eccezionale, considerando le potenzialità di Switch - che per certi versi tenta d'ibridare la formula classica con quella di World. La novità più evidente risiede nella cavalcatura, Canyne. La nostra recensione di Monster Hunter Rise vi spiega tutto.

Metroid Dread (2021)

Metroid Dread: il grande ritorno di Samus Aran
Metroid Dread: il grande ritorno di Samus Aran

Con Metroid Prime 4 annunciato ormai anni fa, in pochi avrebbero scommesso che sarebbe tornata prima la saga bidimensionale: e invece, dopo quasi vent'anni dall'ultimo capitolo inedito, a fine 2021 è stato pubblicato Metroid Dread, sviluppato in collaborazione tra Nintendo (EPD 7, in particolare) e gli spagnoli di MercurySteam. In un certo senso, Metroid Dread si rifiuta di competere direttamente coi più recenti metroidvania, spostando il focus sul sistema di combattimento, trasformando Samus Aran in una specie di mortifera ninja dello spazio (comunque sempre dedita a sparare). Il ritmo del gioco è elevato, i tempi morti rari, i combattimenti coi boss pregevoli: un grande ritorno inatteso, e dalla qualità - per molti - sorprendente. La nostra recensione di Metroid Dread vi racconta di questo capolavoro.

Pokémon (2022)

Pokémon Scarlatto e Violetto: sapranno mischiare le novità di Leggende Pokémon: Arceus con la saga principale?
Pokémon Scarlatto e Violetto: sapranno mischiare le novità di Leggende Pokémon: Arceus con la saga principale?

Sono tanti i titoli che abbiamo tenuto fuori da questa lista, ma ci sentiamo in dovere di citare Pokémon, che è uno dei giochi simbolo dell'ibridazione tra mercato portatile e casalingo. Non solo nella presenza, ma anche nelle ambizioni: chiusa da anni nel suo limbo tecnologico, volente o nolente, e avanzando per gradi, Game Freak è stata costretta ad osare. Leggende Pokémon: Arceus (uscito a inizio 2022) è considerabile a tutti gli effetti uno spin-off; allo stesso tempo ha proposto un nuovo modo di esplorare, un engine rinnovato (forse parzialmente ereditato da Breath of the Wild, sono troppe le similitudini per non esserci parentela), e le sue novità, almeno parzialmente, dovrebbero essere integrate in un capitolo principale della serie a fine 2022, quando arriveranno su Nintendo Switch Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto.