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PlayStation 5 due anni dopo: a che punto è la nuova generazione di Sony?

Facciamo il punto su PlayStation 5 a due anni dal lancio: com'è cambiata la console, come sono cambiati i giochi e a che punto è la tanto chiacchierata nuova generazione?

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   12/11/2022

Lanciata il 12 novembre 2020 negli USA e in Giappone, per poi approdare in Europa pochi giorni dopo, PlayStation 5 compie due anni ed eccoci a fare il punto sullo stato della piattaforma Sony, sulle novità che ha introdotto nel corso di questi primi ventiquattro mesi e di quelle ancora all'orizzonte.

La console più venduta nel terzo trimestre 2022 a livello mondiale, PS5 si riconferma l'oggetto del desiderio per gran parte degli utenti, complice una reperibilità ancora piuttosto limitata, che sta frenando inevitabilmente i numeri totalizzati finora ma al contempo crea attorno all'ammiraglia della casa giapponese un indiscutibile alone di fascino e inafferrabilità.

Vendite, disponibilità e prezzo

PS5, standard e Digital Edition
PS5, standard e Digital Edition

Con 25 milioni di unità vendute al 30 settembre, PS5 ha messo a segno un secondo anno molto simile al primo per quanto concerne le cifre. Merito di un secondo quadrimestre da record, con 3,3 milioni di pezzi che sono andati ad aggiungersi a quelli già piazzati e hanno determinato un sostanziale aumento della base d'utenza della console man mano che la situazione nei negozi migliorava.

Le vendite hanno insomma premiato la console di Sony, nonostante tutto (ci arriviamo fra un attimo), consentendole di costruire anche stavolta un certo margine rispetto alla concorrenza diretta di Xbox Series X|S, almeno stando ai dati di vendita di PlayStation e Xbox forniti da Microsoft di fronte all'antitrust UK nell'ambito delle ben note indagini sull'acquisizione di Activision Blizzard.

Il fattore della disponibilità ha giocato e continua a giocare un ruolo terribilmente rilevante nell'ottica del successo di PS5, ma è chiaro ed evidente che le cose non stanno come ventiquattro mesi fa: la ben nota crisi dei semiconduttori morde di meno e la catena produttiva si è in qualche modo riorganizzata, ma sono entrati in campo altri elementi di difficoltà.

Questi ultimi hanno spinto Sony verso una decisione mai presa in precedenza: aumentare il prezzo di PlayStation 5 a due anni dal lancio, cioè nel momento in cui in genere si verifica un ritocco verso il basso dei listini grazie alla minore incidenza dei costi di realizzazione e assemblaggio. Una mossa che ha coinvolto praticamente tutti i territori a parte gli USA, portando la standard edition da 499,99€ a 549,99€ e la Digital Edition da 399,99€ a 449,99€.

Rivoluzione PlayStation Plus

PlayStation Plus
PlayStation Plus

Il secondo anno di vita di PS5 è stato senza dubbio quello delle grandi decisioni: da una parte l'appena citato aumento di prezzo, che in effetti non ha contribuito in alcun modo a migliorare l'immagine della gestione Jim Ryan, da molti ritenuta focalizzata sul business e lontana dalle effettive passioni degli utenti; dall'altra la rivoluzione di PlayStation Plus, che dopo mesi di tentennamenti ha finalmente provato a percorrere una strada nuova.

Disponibile dallo scorso giugno, il nuovo PlayStation Plus va a inglobare l'offerta della piattaforma streaming PlayStation Now, offrendo tre differenti tipologie di abbonamento: Essential, la versione classica che include multiplayer online e una selezione di giochi mensili per PS5 e PS4; Extra, che aggiunge a quel pacchetto un catalogo di circa quattrocento titoli scaricabili senza costi aggiuntivi; e infine Premium, che vede anche la presenza dei classici PlayStation e dello streaming.

PlayStation Plus, l'interfaccia del servizio
PlayStation Plus, l'interfaccia del servizio

Nei fatti, l'enorme quantità di contenuti riservata ai tier Extra e Premium ricorda molto da vicino l'esperienza all-you-can-play che ha sempre caratterizzato Xbox Game Pass, con un'unica differenza sebbene non di poco conto: la mancata inclusione delle esclusive first party fin dal giorno d'uscita, un aspetto su cui Sony ha discusso in più occasioni non ritenendo possibile quel tipo di implementazione laddove si vogliano mantenere gli attuali investimenti sullo sviluppo.

Dopo un esordio particolarmente aggressivo, il nuovo PlayStation Plus ha inevitabilmente rallentato i ritmi, puntando su titoli meno recenti e dal valore inferiore, ma a quanto pare la rivoluzione voluta da Sony non ha finora fatto breccia: nell'ultimo trimestre gli abbonati sono calati da 47,2 milioni a 45,4 milioni, dunque non si è verificato quell'aumento su cui l'azienda giapponese contava, quantomeno in termini assoluti.

I giochi del secondo anno

Uncharted: Raccolta L'Eredità dei Ladri, Nathan si rilassa a casa
Uncharted: Raccolta L'Eredità dei Ladri, Nathan si rilassa a casa

Sebbene le ultime generazioni di console ci abbiano abituato molto bene in tal senso, con tempistiche di apprendimento particolarmente ridotte nell'ottica di sfruttare al meglio l'hardware a disposizione degli sviluppatori, è chiaro che la qualità dei giochi tenda ad aumentare grazie all'esperienza maturata e al miglioramento degli strumenti.

Da questo punto di vista PS5 non fa eccezione, sebbene nel suo secondo anno di vita la console abbia continuato a mantenere un approccio cross-gen legittimamente votato a non escludere gli oltre cento milioni di utenti che ancora possiedono una PlayStation 4. Non sono mancate inoltre le remaster come Uncharted: Raccolta L'Eredità dei Ladri, che ha avuto il merito di aprire molto bene il 2022.

Horizon Forbidden West, Aloy
Horizon Forbidden West, Aloy

Restando nell'ambito delle esclusive first party, a febbraio ha fatto il proprio debutto lo straordinario Horizon Forbidden West, seguito dopo poche settimane, a marzo, da Gran Turismo 7: una doppietta di grandissimo valore per i PlayStation Studios, capace di annichilire letteralmente una concorrenza, quella di Xbox, ancora incapace di organizzare efficacemente la propria line-up.

Sono seguiti sei mesi in cui PlayStation 5 si è lasciata coccolare dalla rilevanza di produzioni third party come Dying Light 2: Stay Human, la versione next-gen di Cyberpunk 2077 e Grand Theft Auto V, lo straordinario Elden Ring e poi ancora Ghostwire: Tokyo, Stranger of Paradise: Final Fantasy Origin, Tiny Tina's Wonderlands, Stray e l'emozionante A Plague Tale: Requiem.

The Last of Us Parte 1, Ellie con il fucile in braccio
The Last of Us Parte 1, Ellie con il fucile in braccio

A quel punto Sony ha ricominciato a colpire il mercato con titoli del calibro di The Last of Us Parte 1, un remake tanto discusso quanto apprezzato, e naturalmente God of War Ragnarok, che avrà il compito di accompagnare la console nel corso del periodo natalizio: stando ai primi riscontri, pare che il nuovo capitolo della serie targata Santa Monica Studio stia facendo davvero bene.

Abbiamo assistito a un evidente miglioramento dell'offerta rispetto al primo anno di vita di PS5? In realtà il livello qualitativo delle esperienze, in particolare quelle confezionate dai PlayStation Studios, si è mantenuto costante fin dagli esordi, ma mancano ancora quelle innovazioni tecnologiche che probabilmente vedremo a partire dal 2023, complice anche il già citato approccio cross-gen.

Il futuro

PS5
PS5

Sebbene il catalogo di first party di PS5 per il 2023 sia ancora abbozzato, con il solo Marvel's Spider-Man 2 già ufficializzato, ma diversi annunci in arrivo (magari nel corso dei The Game Awards 2022: Death Stranding 2?) e alcune importanti esclusive temporali (Forspoken, Final Fantasy 16, Silent Hill 2) stabilite da tempo, il futuro della console Sony sul piano del software non è certamente in discussione.

I PlayStation Studios hanno sempre dimostrato di saper lavorare molto bene, con grande concretezza, e non mancheranno di ripetersi il prossimo anno. Peraltro il catalogo potrà contare su di uno straordinario supporto dalle terze parti: da Dead Space a Dead Island 2, da Hogwarts Legacy al remake di Resident Evil 4, da Suicide Squad: Kill the Justice League a Star Wars Jedi: Survivor, passando per Street Fighter 6, non avremo di che lamentarci.

PlayStation VR2
PlayStation VR2

Meno chiaro è il futuro di PlayStation 5 sul piano dell'hardware. Da un lato sappiamo che il 22 febbraio arriverà PlayStation VR2, il nuovo visore per la realtà virtuale che promette meraviglie, ma dovrà riuscire a convincere anche gli scettici per ritagliarsi un pubblico adeguato, visto il prezzo importante; dall'altro girano sempre più insistenti voci relative a un redesign della console che possa renderla in qualche modo più compatta ed efficiente, unificando le versioni per portare nei negozi un unico modello dotato di lettore disco estraibile e dunque opzionale.

Si parla naturalmente anche di un una revisione dell'hardware di metà generazione, con l'eventuale arrivo di una PS5 Pro che possa spingere le specifiche della piattaforma al punto da consentirle di gestire in maniera più agevole tecnologie impegnative come il ray tracing. Su questo fronte le ipotesi si fanno però più fumose, mentre le tempistiche tendono a dilatarsi: è ancora presto per parlarne, ma non c'è dubbio che Sony stia valutando tutte le opzioni.