Resident Evil 4 Remake, facciamo il punto della situazione

Il rifacimento di Resident Evil 4 esiste davvero e potrebbe essere più di un remake: rumor, informazioni e congetture nel nostro speciale

SPECIALE di Massimo Reina   —   16/02/2021
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Il remake di Resident Evil 4 sembra ormai "confermato", anche se ovviamente manca un'ufficialità che solo Capcom potrà dare. Tuttavia, non bastassero i rumor più o meno attendibili che si susseguono da mesi grazie ad alcuni insider di fama, o la foto su Twitter sul profilo ufficiale di Nick Apostolides, l'attore che ha interpretato Leon Kennedy in Resident Evil 2 Remake, a dicembre è arrivato perfino un leak che sembra rivelare i primi asset grafici del gioco.

Si tratta di oggetti collocati nei vari scenari: mura, ponti, vasche, letti, tessuti e animali scuoiati e appesi, oltre ad arnesi e costumi, ma che danno l'idea di alcuni degli elementi caratterizzanti di El Pueblo, villaggio rurale che si trova in una zona al confine fra Spagna e Portogallo da cui prendeva il via l'avventura del gioco. Del titolo, che Capcom dovrebbe rilasciare sicuramente sulle console di nuova generazione, Microsoft Windows e presumibilmente anche su quelle attuali, non sappiamo molto, ma considerando la natura del progetto e quanto descritto finora, abbiamo pensato di fare il punto della situazione in un articolo che racchiude rumor, ipotesi e possibili scenari di un'opera che potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per il publisher.

Più di un rifacimento?

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Affidato inizialmente a M-Two, il nuovo Resident Evil 4 molto probabilmente subirà dei ritardi rispetto alla programmazione iniziale che lo dava in uscita nel 2022. Il motivo è la riorganizzazione generale del lavoro voluta da Capcom, che ha voluto operare un netto cambio di team e direzione. Dopo aver valutato e ritenuto poco soddisfacenti i progressi fatti da M-Two, infatti, l'azienda ha deciso di affidare i lavori allo studio interno chiamato Division 1. Non sappiamo di preciso cosa non abbia funzionato, di certo il cambio alla guida del progetto porterà inevitabilmente a dei ritardi e forse a qualche cambiamento nel concept dell'opera.

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Quest'ultimo, in realtà, dovrebbe comunque rimanere più o meno quello inizialmente prefissato da Capcom, ovverosia una sorta di reinvenzione dell'opera originale, sulla falsariga di quanto abbiamo visto nel rifacimento di Resident Evil 2 e, in parte, in quello di Resident Evil 3, di cui proprio il team di sviluppo coordinato dall'ex CEO di Platinum Games, Tatsuya Minami, si era già occupato. Questo significa che la rivisitazione non dovrebbe catturare solamente la magia del tanto amato capitolo originale, ma migliorarne alcuni passaggi e espanderne i contenuti, in maniera tale da offrire un'esperienza più ricca.

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In parole povere, i momenti chiave, i nemici iconici, le aree della versione GameCube - PlayStation 2 dovrebbero essere implementati in maniera integrale nel progetto, senza cioè quei "tagli" che per esempio abbiamo purtroppo trovato nel remake di Resident Evil 3. Ma adattati in base alla nuova struttura narrativa che presumibilmente verrà adottata dagli sviluppatori. Da questo punto di vista ci auguriamo che venga proposta qualche nuova area e vengano approfonditi certi aspetti della storia, con conseguenti e più stretti legami narrativi col resto della saga.

Meccaniche uguali ma ripulite

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Proprio nel rifacimento del terzo capitolo abbiamo per esempio visto il Nemesis, infettare gli zombi con il NE-α, un parassita geneticamente modificato da Umbrella per imitare le peculiarità delle Plagas, organismi mutanti naturali in grado di infestare sia esseri umani che animali. Le stesse creature che in Resident Evil 4 generavano i Ganados, degli umani che a causa della presenza dei sopra citati artropodi parassiti nel loro organismo diventavano delle violente furie assassine, seppur in grado di mantenere un minimo di intelligenza, tanto quanto bastava per coordinarsi o utilizzare oggetti e armi.

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Dunque è lecito aspettarsi quanto scritto, all'interno di una storia che, com'è noto, racconta di Leon F. Kennedy, sopravvissuto al secondo episodio della serie e ormai agente dei servizi segreti statunitensi, impegnato nella ricerca della figlia del presidente USA, rapita e nascosta in un misterioso villaggio della Spagna. Ma una volta arrivato sul posto, l'ex poliziotto di Raccoon City piomberà in un nuovo incubo a occhi aperti. In questo contesto narrativo gli sviluppatori possono sbizzarrirsi nell'introdurre nuovi elementi e connessioni, come accennato prima, col resto della saga.

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Quindi, lo ribadiamo, pur mantenendosi sulla base di quella originale del 2005, ci sembra abbastanza logico pensare che Resident Evil 4 Remake possa contenere qualche spunto originale e, conseguentemente, una disposizione in alcuni tratti differente di eventi e creature. Ma a beneficiare del nuovo progetto non saranno solo la storia o, grazie al nuovo hardware, la componente tecnologica: qualche novità ce l'aspettiamo anche dal gameplay, seppur moderata.

Qualche esclusiva per le specifiche DualSense?

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A livello di meccaniche, Resident Evil 4 è stato sotto diversi aspetti il più originale e innovativo della saga, capace di dare uno scossone definitivo al genere horror, influenzando una generazione di giochi successivi. Questo grazie soprattutto a una serie di implementazioni nel gameplay che resero all'epoca il titolo più action e dinamico da giocare, con un impianto strutturale da sparatutto in terza persona e dunque differente da quello dei capitoli precedenti. In quest'ottica, quindi, non ci aspettiamo ovviamente chissà quali rivoluzioni nel remake, ma solo un maggior dinamismo nei movimenti e una risposta più efficace nei controlli di Leon.

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Probabile anche qualche caratteristica particolare esclusiva su PlayStation 5 legata ai grilletti adattivi dinamici e al feedback aptico del suo DualSense. Ancora una volta lo sviluppatore siamo certi porrà l'accento sul comparto sonoro come parte integrante del gameplay, quindi pensiamo che bisognerà spesso tendere l'orecchio per cercare di capire da quale punto della strada o da quale sporgenza di roccia proverranno i rumori sinistri di qualche nemico o il proverbiale urlo di molti di loro alla vista di Leon, ovverosia "un forastero!". Una presenza minacciosa, implacabile più che mai, quindi, dei quali calcolare le distanze per prepararsi al meglio per difendersi. Perché grazie agli ampi spazi all'aperto offerti dall'ambientazione, e ci auguriamo dalle routine comportamentali più evolute, Ganados e altri mostri si muoveranno velocemente sfruttando ogni varco per tagliare la strada e sorprendere l'ex agente di Raccoon City.

Nuovi scenari e situazioni?

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D'altronde la natura più umanoide degli avversari, capaci di utilizzare armi, attrezzi ed interagire con gli elementi dello scenario come scale, porte e via dicendo agendo spesso come una "squadra", costringeva già nel titolo del 2005 l'utente a un approccio più rapido all'azione, sfruttando al meglio sia l'agilità del personaggio, sia quanto offerto dall'ambiente circostante. Rendere più "necessari" l'utilizzo di elementi dello scenario per difendersi, colpire o ostruire passaggi, così come le abilità fisiche di Leon nello scalciare, arrampicarsi o saltare giù da alcune finestre, magari per evitare lo scontro ravvicinato e di rimanere intrappolato, potrebbe essere un ulteriore punto a favore del remake. Specie in ottica boss fight. Come del resto la presenza di aree esplorabili inedite che andrebbero ad aggiungersi a quelle iconiche.

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A sessioni "vecchie", infatti, potrebbero affiancarsene di nuove all'interno dell'avventura principale, come suggerisce la logica, o di una sorta di mini campagna secondaria sbloccabile alla fine della principale con altri protagonisti, come nel caso di Luis Sera o del Dottor Salvador, il ganado con la motosega, come indicato dal celebre insider Dusk Golem. E proprio in questa "necessità" di attualizzare un titolo a suo modo ancora abbastanza "attuale", potrebbe nascondersi quell'arma a doppio taglio di cui accennavamo nell'introduzione. Resident Evil 4 Remake dovrà mantenersi fedele all'originale, ma al contempo per giustificare la sua esistenza non potrà limitarsi solo all'inevitabile upgrade grafico. Il suo successo dipenderà infatti dal trovare il giusto equilibrio tra vecchio e nuovo, per non risultare né troppo uguale, né troppo diverso.

È molto difficile creare un buon remake, a maggior ragione se, come in questo caso, si tratta di un titolo a suo modo ancora attuale, che al netto di qualche meccanica vetusta può risultare perfino godibile nella sua edizione remaster. Ma Capcom ci ha abituati bene con Resident Evil 2 e, un po' meno, Resident Evil 3. Quindi, anche se forse non se ne sentiva propriamente il bisogno e probabilmente sarebbe stato più logico orientarsi sullo sviluppo di un remake di Code Veronica, pensiamo che una edizione di Resident Evil 4 rifinita e ritoccata a dovere, come scritto prima con nuovi innesti narrativi e strutturali, possa comunque avere un senso, a patto che l'operazione non diventi solo una revisione più tecnica che di sostanza.