"Tutto ha avuto inizio diverso tempo fa, quando ho avuto l'opportunità di parlare con Nintendo e di proporre quest'idea - sì, è una fantasia che è nata da me - che poi si è trasformata nel prototipo di The Duskbloods". Il resto, come si suole dire, sta per diventare storia: Hidetaka Miyazaki, presidente di FromSoftware, ha avvicinato i vertici di Nintendo con in mente l'ispirazione alla base di un nuovo videogioco per Switch, ma il destino ha voluto che la distanza da Switch 2 si sia poi ridotta al punto tale da trasformare la nuova console nel punto d'approdo perfetto, specialmente in ragione delle nuove potenzialità legate al gioco online. Perché, e questa è la grande notizia, The Duskbloods - ovvero la grande esclusiva per Nintendo Switch 2 firmata FromSoftware - sarà un videogioco in stile PvPvE, nel quale si affrontano nemici controllati dall'intelligenza artificiale ma anche avversari umani.
A volerlo è stato proprio Miyazaki: "Ho sempre avuto il desiderio di creare un gioco PvPvE, è una formula che mi ha sempre intrigato". Ci tiene però a fare un'ulteriore precisazione, proprio quella che gli appassionati di vecchia data volevano sentire sin dal momento dell'annuncio: "Il fatto che anche questo titolo sarà basato sul multigiocatore non significa assolutamente che la nostra compagnia stia facendo un'inversione. Abbiamo piena intenzione di continuare a creare esperienze per il giocatore singolo, secondo il solito approccio tradizionale. Voglio che questo punto sia assolutamente chiaro".
Così si è aperta l'attesa intervista a Hidetaka Miyazaki tenuta assieme a Nintendo, nella quale il capo di FromSoftware ha spiegato tutto quello che c'è da sapere su The Duskbloods.
Il mondo di The Duskbloods
I protagonisti di The Duskbloods sono personaggi definiti "Bloodsworn", ovvero un gruppo di persone che hanno ottenuto capacità sovraumane grazie al potere contenuto in uno speciale tipo di sangue; Miyazaki spiega che l'ispirazione è stata tratta dalla narrazione classica legata alla tematica del vampirismo, soggetta tuttavia a una rilettura più romantica. Il filo rosso della narrazione risiede in uno speciale tipo di sangue noto come "First Blood": "Si dice che il 'First Blood' sia destinato a sgorgare in un momento noto come 'Tramonto dell'Umanità'. I Bloodsworn saranno quindi evocati in diversi luoghi collocati all'interno di diverse ere al Tramonto dell'Umanità per combattere nel tentativo di ottenere il First Blood", ha spiegato Miyazaki. Non esisterà, dunque, una singola specifica ambientazione come poteva essere l'Interregno di Elden Ring, ma ci saranno diverse ambientazioni come quella vittoriana, una sorta di città steampunk attraversata da veicoli, nonché altri luoghi caratterizzati da architettura gotica e dal misterioso Tramonto dell'Umanità.
Chiarito il fatto che la nomenclatura del titolo si rifà direttamente ai protagonisti, ovvero i Bloodsworn, il director ha anche elaborato sul concetto di sangue così come inteso nell'opera, che sembra prendere una deviazione piuttosto netta rispetto a quanto visto nella dimensione di Bloodborne. In The Duskbloods il sangue va inteso in maniera più filosofica e concettuale, legata alle storie che vi sono racchiuse all'interno, al potere che è in grado di trasferire e ai destini che è in grado di intrecciare, oltre a rappresentare il simbolo distintivo di determinati individui che sono riusciti a trascendere il limite umano.
I personaggi
La motivazione per cui il focus si è spostato con tanta determinazione verso i protagonisti, e soprattutto verso questa particolare interpretazione concettuale del sangue, sta nella natura ludica di The Duskbloods, un titolo fortemente orientato verso le caratteristiche proprie di ciascuno dei personaggi disponibili e, per utilizzare le parole di Miyazaki, "la messa in scena azioni decisamente più spettacolari rispetto a quanto visto nei nostri giochi precedenti, proprio in ragione delle capacità sovraumane legate al potere del sangue". Così i personaggi avranno delle dinamiche comuni, come la capacità di scattare, quella di effettuare doppi salti e anche super salti, che saranno poi integrate da caratteristiche del tutto personali come un particolare set di abilità e di equipaggiamenti specifici per ciascun protagonista, senza contare che ognuno di essi potrà anche evocare un'entità unica per ottenere aiuto in battaglia.



Inoltre, il director sostiene che la più grande differenza nel gameplay rispetto ai precedenti videogiochi di FromSoftware risiede nella presenza di armi da fuoco, che è stata giustificata per mezzo della costruzione dell'ambientazione, dunque ciascun personaggio sarà dotato di strumenti per attaccare dalla distanza. In totale in The Duskbloods saranno presenti oltre 12 personaggi originali da selezionare, ciascuno dotato di un'identità estetica molto precisa e di diversi altri elementi caratterizzanti. Il roster è stato costruito per offrire grande varietà, riservando grande attenzione tanto al design dell'estetica quanto al feeling legato ai differenti equipaggiamenti disponibili, dunque gli autori sono convinti che qualsiasi genere di videogiocatore sarà in grado di esprimersi al meglio nei confini del gameplay. A tal proposito, Miyazaki ha anche confermato che esisterà un grado di personalizzazione dell'esperienza che consentirà agli appassionati di realizzare delle build e ricamare un'esperienza di gioco che possa risultare unica e personale.
Il gameplay
Tutto ha inizio da un classico hub di gioco all'interno del quale sarà possibile scegliere il proprio Bloodsworn e personalizzarlo prima di accedere al multigiocatore PvPvE, che di fatto è la spina dorsale dell'esperienza. Ciascuna partita può ospitare un massimo di otto giocatori e al momento della conclusione ricondurrà i partecipanti all'interno dell'hub, assegnandogli delle ricompense a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta in modo tale da consentirgli di continuare a crescere lungo il sistema di progressione.
Ma che cos'è, davvero, The Duskbloods? Stando alle parole di Miyazaki si tratta di un'esperienza molto complessa da definire in maniera univoca: "Le partite online, generalmente, terminano quando rimane in vita un solo giocatore, ma ci sono molti casi in cui le condizioni di vittoria possono variare. Per esempio, ai giocatori potrebbe essere richiesto di allearsi per sconfiggere un boss molto potente, o magari di trovarsi in altre circostanze parecchio speciali". Ciò fa pensare a una struttura in stile Battle Royale di tipo PvPvE, una contaminazione piuttosto rara nella quale la condizione di vittoria non risieda necessariamente nell'eliminazione degli altri partecipanti. L'idea, per il director, è quella di offrire un'esperienza che porti al miglioramento costante, fondata sulla presenza di diversi classici boss in stile PvE che sappiano offrire le tradizionali sfide complesse e l'immancabile sensazione di trionfo che accompagna la caduta dei nemici, nel pieno rispetto dell'eredità dello studio.
Usando questo gancio, Miyazaki ha infatti introdotto il concetto di "Victory Points": "Il comportamento dei giocatori durante la partita è importante quanto lo scontro diretto. Sono i 'Victory Points' a decidere l'esito della partita. Combattere altri giocatori direttamente non è assolutamente l'unico modo per ottenerne, alcuni giocatori preferiranno adottare uno stile di gioco completamente diverso, magari più opportunistico, quindi sta a ciascun giocatore scegliere come guadagnarli". Viene da sé che questa descrizione rimane ancora molto vaga, ma la sensazione è che sia possibile concentrarsi sul completamento di obiettivi puramente PvE per ottenere una sorta di vittoria pacifica.
A supporto di questa tesi, il director ha anche delineato il funzionamento del sistema di eventi, ovvero delle situazioni particolari che possono verificarsi nel corso della partita stravolgendo le dinamiche fondamentali. Miyazaki ha preso come esempio l'essere gigantesco che appare molto chiaramente nel cielo notturno in un istante del trailer: stando alle sue parole, l'apparizione di quell'essere di pietra cambierà completamente le ricompense della partita spingendo tutti i partecipanti ad agire in maniera totalmente diversa rispetto al gameplay standard. "A me il PvP non piace per niente", ha poi concluso, "quindi volevo assolutamente creare qualcosa che potesse risultare soddisfacente anche per persone come me".
Altri dettagli sul mondo e sulla progressione
"Una cosa che amo fare in tutti i videogiochi che dirigo è lasciare frammenti di lore e di costruzione del mondo nella forma di dettagli, lasciando ai giocatori il compito di sfruttare l'intuizione e la fantasia per creare connessioni". Oltre a svelarci il segreto di pulcinella, Miyazaki ha voluto confermare che The Duskbloods non farà assolutamente eccezione, inserendo un grande tessuto narrativo da riconnettere che, tuttavia, sarà soggetto a un leggero cambiamento rispetto ai precedenti giochi di FromSoftware: la maggior parte della lore sarà integrata nel sistema di personalizzazione dei vari personaggi, dunque sarà proprio tramite quel sistema che si potranno immagazzinare dati per svelare lentamente la storia.
Alterando la "Storia del Sangue" dei diversi personaggi, infatti, sarà possibile personalizzarne numerosi elementi caratterizzanti, dalle loro abilità al loro aspetto estetico, per arrivare a influenzare anche elementi più profondi come il ruolo che ricoprono nel mondo di gioco e le relazioni con altri protagonisti. A quanto pare sarà proprio questo sistema a cadenzare la scoperta della lore, il che probabilmente rappresenta una scelta volta a far esplorare agli appassionati la maggior parte del roster.
Interrogato da Nintendo, Miyazaki ha voluto parlare di uno degli elementi che trova più affascinante, ovvero il concetto di "ruolo": "Nella modalità online i ruoli assegnano ai giocatori speciali responsabilità e obiettivi che conducono a interazioni uniche e alla creazione di relazioni uniche con altri giocatori sulla base dei ruoli corrispondenti. Per esempio, se un giocatore ha il ruolo "Destined Rivals", un altro giocatore viene designato come suo rivale e il loro obiettivo diventa quello di eliminarsi a vicenda, a prescindere dalle condizioni di vittoria per il resto della partita. Al contrario, il ruolo "Destined Companion" richiede di trovare il suo compagno destinato con il conseguente ottenimento di una ricompensa per entrambi i giocatori se questi formano un legame".
Dal momento che questi ruoli possono essere assegnati tramite il sistema di personalizzazione, è evidente che si tratta di un sistema pensato per consentire agli appassionati di scegliere uno specifico tipo di approccio alla partita e soprattutto incoraggiare interazioni che vadano oltre la semplice eliminazione a vista del nemico; ciò detto, c'è da dire che si tratta di una meccanica che probabilmente non ha mai trovato spazio in un videogioco di questo tipo.
Il misterioso topo e oltre
L'inviato di Nintendo ha scelto di chiudere l'intervista con una domanda che tutti gli appassionati si sono posti in chiusura del trailer: che cos'è quel misterioso topo che si intravede alla fine del trailer? Un alleato? Un nemico? "Quel personaggio incarna un compito simile a quello delle Guardiane del Fuoco della serie Dark Souls: rimane all'interno dell'hub al fine di fornire consigli e una guida ai protagonisti. Diciamo che abbiamo voluto fornirgli una caratterizzazione che si avvicinasse allo stile Nintendo, nello stile della partnership che abbiamo siglato. Insomma, volevamo fosse qualcosa di carino, anche se in realtà si tratta di un anziano gentiluomo (ride)".
Prima di congedarsi, Hidetaka Miyazaki ha affermato che, in aggiunta alla volontà di realizzare un progetto PvPvE, c'era anche quella di introdurre tante nuove idee interessanti, dalla presenza di azioni sovraumane fino al sistema di combattimento in freeform, dal gameplay dinamico e cinematografico fino all'estetica romantica dei Bloodsworn, da una personalizzazione profonda dei personaggi fino alla narrazione frammentata. "C'è tanto da scoprire e da vivere all'interno di quest'opera, quindi spero sinceramente che gli appassionati vogliano dargli un'opportunità".
Insomma, è evidente che The Duskbloods rappresenti qualcosa di profondamente diverso rispetto alla tradizione dello studio ma riesca a condividerne al contempo gran parte del DNA: se già l'operazione Elden Ring Nightreign è stata accolta con sospetto dagli appassionati della prima ora, era scontato che una deviazione di questo genere fosse destinata a far discutere prevalentemente in ragione dell'anima PvPvE. Ciò detto, le parole del director non lasciano spazio ad alcun genere di dubbio: queste variazioni sul tema non significano assolutamente che lo studio non stia continuando a lavorare sulle sue storiche produzioni per il giocatore singolo.
A questo punto non resta che attendere di mettere le mani su The Duskbloods, un'opera che - fa quasi strano scriverlo - sarà disponibile in esclusiva per Nintendo Switch 2. Arrivati a questo punto è pressoché inevitabile rimandare qualsiasi genere di giudizio fino al momento in cui l'opera sarà effettivamente giocabile, perché è evidente che si tratta di una ricetta particolarmente complessa, difficile da paragonare ad altre ispirazioni e carica di numerosi elementi alla base del successo di FromSoftware. Sarà solo un apostrofo nella storia della Grande N o si rivelerà l'avvento di una nuova corrente creativa?